Osteopata, una professione con ancora troppe ombre

Osteopata, una professione con ancora troppe ombre

Osteopata, una professione con ancora troppe ombre

Gentile Direttore,
sull’osteopatia, diventata professione sanitaria dal 2018, bypassando il parere tecnico- scientifico di una apposita Commissione in seno al Consiglio Superiore di Sanità, si è già scritto molto. Non stupiscono anche i tempi biblici con i quali si sono dovuti attendere i Decreti sul Profilo Professionale e sull’istituzione del relativo Corso di Laurea.

Sul Profilo si sono dovute evitare “sovrapposizioni e parcellizzazioni” di Professioni Sanitarie già esistenti, mettendo fortunatamente questa professione nell’area della prevenzione, per il trattamento di non meglio specificate “disfunzioni somatiche” non riconducibili a patologie con, incredibilmente, tanto di diagnosi medica.

Oltre a ciò, anche sugli Ordinamenti Didattici del CdL le difficoltà non saranno mancate.

Prendendo visione dei Programmi del Corso di Laurea in Osteopatia dell’Università di Verona, si ha l’impressione che tendano a sconfinare dal loro Profilo (DPR 131/2021), andando oltre l’ambito muscolo-scheletrico in cui sono stati confinati. Nei tirocini, poi, si parla di “manipolazione”, mentre il profilo parla di “palpazione”. Fanno riferimenti a trattamenti su patologie respiratorie, alla Sclerosi multipla, a patologie reumatologiche, arrivando ad una “diagnosi funzionale”, con lettura e interpretazione di test diagnostici, ma il Profilo si limita ai “test osteopatici”.

Leggendo il modulo sulla Reumatologia, si scopre che l’hanno copiato da Fisioterapia. Hanno anche lasciato la parola Fisioterapia.

Resta ancora da sciogliere il nodo del riconoscimento dei titoli pregressi, auspicando che, ogni decisione sul pregresso, non vada doverosamente oltre il 2018 data la legge n.3.

Se il ragionamento è tutto sommato semplice per la valutazione, da parte dei singoli Atenei, che hanno deciso di attivare questo CdL, di Lauree estere, il ragionamento si complica per la maggioranza degli attuali Osteopati, perché il vero problema non sarà quello di valutare i “titoli” posseduti, bensì la Scuola che li ha rilasciati. Non essendo infatti tali Scuole Enti Pubblici, cioè riconosciuti dallo Stato, bensì privati, occorrerà una seria classificazione delle Scuole in oggetto.

Secondo infatti una corretta interpretazione dei commi 1 e 2 dell’art.4 della legge n. 42 del 1999, l’equipollenza può operare in via automatica solo se il relativo diploma sia stato conseguito all’esito di un corso già regolamentato a livello nazionale e cioè solo in presenza di moduli formativi la cui uniformità ed equivalenza fosse già stata riconosciuta nel regime pregresso.

Ma, se le cose stanno così, ha senso parlare di una equipollenza per tutti questi titoli o della tutela di quelli post 2018 come si sente spesso dire?

Romualdo Carini e Giani Melotti
Fisioterapisti

12 Settembre 2024

© Riproduzione riservata

Progetto di vita e Pri: se i percorsi non dialogano, i diritti restano sulla carta
Progetto di vita e Pri: se i percorsi non dialogano, i diritti restano sulla carta

Gentile Direttore, una persona che, dopo una lesione midollare, desidera tornare a vivere autonomamente e riprendere il lavoro ha bisogno di una casa accessibile, di trasporti adeguati e di sostegni...

Violenza giovanile: responsabilità individuali, responsabilità collettive
Violenza giovanile: responsabilità individuali, responsabilità collettive

Gentile Direttore,gli episodi di violenza e aggressività con protagonisti gli adolescenti di cui la cronaca puntualmente reca notizia rappresentano un fenomeno complesso, che merita attenzione, approfondimento e una risposta istituzionale...

Sviluppo di linee guida e buone pratiche: comunità scientifiche e professionali invitate a rafforzare la collaborazione al SNLG
Sviluppo di linee guida e buone pratiche: comunità scientifiche e professionali invitate a rafforzare la collaborazione al SNLG

Gentile Direttore,sempre più nei prossimi anni si sentirà parlare di Buone pratiche clinico-assistenziali (BPCA) e si avvertirà l’esigenza di orientare in tal senso la cultura, e dunque la formazione di...

Benessere interno ed organizzazioni adhocratiche nel futuro Ssn/Ssr
Benessere interno ed organizzazioni adhocratiche nel futuro Ssn/Ssr

Gentile Direttore, oggi è sempre più necessario uno stabile quanto diverso approccio alle molteplici dinamiche che coinvolgono le organizzazioni sanitarie che sono considerate sistemi adattivi complessi ad alta affidabilità ed...