Pacemaker wireless. Le degenze sono realmente più brevi?

Pacemaker wireless. Le degenze sono realmente più brevi?

Pacemaker wireless. Le degenze sono realmente più brevi?

Gentile Direttore,
ritengo giusto far presente una inesattezza contenuta nell'articolo pubblicato su Quotidiano Sanità in data 12 dicembre riguardo i pacemaker "wireless". In tale articolo si afferma che la degenza risulta essere di sole 24 ore contro i 3/4 giorni per un pacemaker tradizionale.


 


Questo dato non corrisponde affatto alla realtà: in effetti un impianto di pacemaker tradizionale eseguito anche in strutture periferiche comporta oggi la dimissione il giorno dopo l'intervento, su questo fronte dunque nessuna differenza tra "vecchi" pacemaker e pacemaker wireless.
Ringrazio per la cortese attenzione.

Dott. Sergio Macciò
Cardiologo ospedaliero
 
 


Abbiamo rigirato la lettera del nostro lettore al Professor carlo Pappone che, insieme al Dr. Gabriele Vicedomini, ha effettuato l'impianto del peacemaker wireless di cui si parla nell'articolo. Pappone ci ha risposto così:
 
Gentile Direttore,
il paziente con fibrillazione atriale e disturbi della conduzione elettrica del cuore che richiede un impianto di pacemaker monocamerale ha, in genere, una degenza ospedaliera più lunga a causa di una lenta guarigione della tasca dove viene inserito il pacemaker. Tale ritardo è dovuto alla concomitante terapia anticoagulante orale.
Poiché il pacemaker senza fili non prevede la creazione di una tasca per il suo impianto, ma la semplice introduzione attraverso la via venosa, la degenza ospedaliera ne risulta ridotta.
Confermiamo quindi quanto affermato dall'articolo. L'impianto convenzionale di pacemaker anche in assenza di terapia anticoagulante richiede dopo alcuni giorni il ritorno in ospedale del paziente per la rimozione dei punti e la verifica della ferita.
Tale ulteriore accesso ospedaliero non è previsto con l'utilizzo di un Pacemaker senza fili. In ogni caso l'impianto di Pacemaker Wireless-senza fili riduce l'ospedalizzazione.
 
Prof. Carlo Pappone

Dipartimento di Aritmologia del Maria Cecilia Hospital di Cotignola

S. Macciò e C. Pappone

15 Dicembre 2013

© Riproduzione riservata

La Malattia di Parkinson come nuova sfida sanitaria
La Malattia di Parkinson come nuova sfida sanitaria

Gentile Direttore,sono oltre 10 milioni i pazienti con malattia di Parkinson nel mondo, e si stima che in Italia vi siano circa 300.000 persone con questa patologia. Questo numero è...

TFS dei dipendenti pubblici: il Governo metta fine al sequestro di un bene personale
TFS dei dipendenti pubblici: il Governo metta fine al sequestro di un bene personale

Gentile Direttore,nel corso della conferenza stampa organizzata nei giorni scorsi dall’On. Alfondo Colucci alla Camera dei deputati, come COSMED abbiamo condiviso la richiesta di un intervento urgente del Governo per...

Calabria, fine del commissariamento: autonomia e nuove sfide per le professioni sanitarie
Calabria, fine del commissariamento: autonomia e nuove sfide per le professioni sanitarie

Gentile Direttore,la conclusione del commissariamento della sanità calabrese, dopo 17 anni, rappresenta un passaggio significativo che merita di essere riconosciuto. Non era un esito scontato e segna l’ingresso in una...

Bixonimania e dintorni: quando l’intelligenza artificiale confonde la scienza
Bixonimania e dintorni: quando l’intelligenza artificiale confonde la scienza

Gentile direttore,quando una malattia inesistente riesce a insinuarsi nel discorso medico e persino nelle risposte di sistemi di intelligenza artificiale (IA) avanzati, come Microsoft Copilot, Google Gemini, Perplexity AI e...