Per diventare infermieri bisogna studiare. Tanto e sempre di più. Altro che corsi accelerati…

Per diventare infermieri bisogna studiare. Tanto e sempre di più. Altro che corsi accelerati…

Per diventare infermieri bisogna studiare. Tanto e sempre di più. Altro che corsi accelerati…

Gentile direttore,
cosa non si farebbe per un click, nel mondo dei social governati da algoritmi e metriche che determinano il successo o l’insuccesso di una pagina o di un profilo. E cosa c’è di più facile che sparare nel mucchio e rivolgersi alla marea di giovani disoccupati italiani in cerca di una scorciatoia verso un posto fisso sicuro? Magari da infermiere?
Infatti, a dispetto di tutti i recenti discorsi sul calo di attrattività nei nostri atenei, la professione infermieristica resta tra quelle che garantiscono una piena occupazione già a pochi mesi dal conseguimento della laurea triennale abilitante.
Ecco dunque che, pur di generare traffico sulle proprie pagine, non sono pochi gli account social che bombardano il web con annunci sconclusionati che, nella maggior parte dei casi, riportano questo testo: “Stai pensando a Infermieristica ma non vuoi frequentare l’università? C’è un programma accelerato di infermieristica on line, con cui puoi diventare infermiere in meno di 12-18 mesi comodamente da casa tua. Il governo sta offrendo incentivi per lo studio a causa della carenza di infermieri”.
Come ormai è noto, le fake news si distinguono da tutto il resto della disinformazione on line per il loro essere particolarmente subdole, in quanto partono un dato vero e ben noto ai più (la carenza di infermieri) per costruirci sopra una notizia falsa ma paradossalmente verosimile (il governo italiano sta pensando a misure straordinarie per risolvere il problema).
Ma cosa dice in realtà l’ordinamento attuale?
I laureati in Infermieristica e Infermieristica pediatrica sono professionisti sanitari a cui competono le attribuzioni previste dal DM 14 settembre 1994, n. 739 e dal DM 17 gennaio 1997, n. 70, ovvero sono responsabili dell’assistenza generale infermieristica/pediatrica.
Per diventare infermieri/infermieri pediatrici è necessario quindi conseguire la Laurea abilitante in infermieristica/infermieristica pediatrica. La durata accademica è definita in 3 anni (DM 2 aprile 2001) ed è previsto lo svolgimento di attività di tirocinio (ovviamente in presenza) per almeno 1.800 ore nell’arco del triennio, per un totale di 60 crediti formativi.
Come ha recentemente fatto notare lo stesso Ministero della Salute, che informato dalla FNOPI ha presentato una formale segnalazione ai NAS, i corsi in questione rappresenterebbero un messaggio fraudolento per l’accesso alla professione infermieristica nel nostro Paese, perché il corso ‘accelerato’ non permette l’iscrizione all’Ordine professionale, condizione necessaria per esercitare in Italia senza incorrere nel reato penale di esercizio abusivo.
Men che meno poi esistono degli incentivi governativi per questi fantomatici “studi”.
Da settembre a oggi, la FNOPI, così come tantissimi Ordini provinciali degli Infermieri, hanno protocollato centinaia di mail di indignazione e preoccupazione, firmate da iscritti ma anche da cittadini, che si chiedono come possano andare in giro pubblicità così ingannevoli, peraltro in un momento così delicato per il Servizio sanitario nazionale e per chi ci lavora.
La FNOPI ha anche aperto un filo diretto con le piattaforme social stesse, in particolare con Meta e TikTok, ottenendo in molti casi la rimozione di fake news legate alla professione (anche grazie alle segnalazioni inoltrate dai singoli utenti). Ma per una che viene cancellata, altre dieci vengono pubblicate.
È tutto molto complicato e intricato: anche perché spesso non si viene indirizzati su un qualcosa di attinente al mondo universitario in senso stretto, ma si va a finire o su siti commerciali allo stato puro o al massimo ci si collega a ulteriori spot di corsi per preparare esami universitari e generici test sanitari.
Esiste poi tutto un altro filone che punta all’estero. In quel caso le pagine in questione parlano di corsi on line di Infermieristica, per lo più in Stati non comunitari. O capita di incappare anche in grandi e storici player della formazione universitaria a distanza in Italia che, dietro annunci simili, rimandano poi a call center che propongono percorsi accademici in Svizzera, dove effettivamente non è previsto test di ingresso. Sono dinamiche ben note anche ad altre professioni, come quella degli avvocati.
Resta però, enorme, lo scoglio del tirocinio, a garanzia del paziente così come del professionista.
On line, quello, non potrà mai essere svolto. E, in ogni caso, il riconoscimento di un titolo di studio in ambito sanitario conseguito all’estero non è mai frutto di un mero automatismo.
In particolare, se conseguito in un Paese extracomunitario, ai fini dell’esercizio in Italia l’interessato deve presentare domanda in bollo al Ministero della Salute corredata di apposita documentazione indicata nella modulistica disponibile on line.
E stiamo comunque parlando del solo percorso base, triennale abilitante in Italia, per iniziare a lavorare come infermiere. L’attuale iter formativo universitario si articola però in: Laurea in Infermieristica (triennale e abilitante alla professione), Master di I livello, Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche e ostetriche (biennale), Master di II livello e Dottorato di ricerca.
Un infermiere oggi in Italia può intraprendere una carriera universitaria anche di 8 anni consecutivi, al netto di master e corsi di perfezionamento, che vanno dai sei mesi a un anno. Studiare e specializzarsi sempre di più, del resto, è la via maestra, tracciata anche dalla FNOPI per una professione sempre più al passo con i tempi e sempre più dotata di autonomia e autorevolezza.
Altro che programmi accelerati!

Silvestro Giannantonio
Responsabile Comunicazione FNOPI

19 Dicembre 2023

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