Per gli infermieri un contratto autonomo, come per i medici

Per gli infermieri un contratto autonomo, come per i medici

Per gli infermieri un contratto autonomo, come per i medici

Gentile Direttore,
nel comparto sanità abbiamo chiuso da poco, dopo un’attesa di quasi dieci anni, una penosa tornata contrattuale. Oggi, dopo la mazzata del Governo Gentiloni, il nuovo Governo, ha gettato le basi per un contratto addirittura peggiore. La Lorenzin, ancora in veste di Ministro del precedente Governo, suggerì di avviare una riflessione più ampia sul tema della creazione di un’area autonoma di contrattazione per la professione infermieristica.
 
La Grillo, alla guida dell’attuale Ministero della Salute, prosegue dichiarando l’obiettivo di parificare gli stipendi di Infermieri e medici ai livelli dei colleghi europei. I due vice Presidenti del Consiglio dei Ministri (Di Maio e Salvini), in campagna elettore, hanno fatto a turno nel citare gli infermieri quali professionisti sottopagati che svolgono un lavoro importante ed usurante.
 
Appare chiaro, nel merito della riforma delle pensioni, che nessuno ha realmente indagato su quali siano le condizioni psicofisiche degli infermieri a 62 anni e come queste possano incidere sulla loro vita e su quella delle persone che assistono! Soprattutto, nel progettare la legge di bilancio, nessuno si è chiesto quali siano le reali condizioni di lavoro e stipendiali degli infermieri!
 
Rispetto a quest’ultimo punto, da quanto emerge circa i fondi da dedicare alla prossima partita contrattuale, la nuova legge di bilancio sembra orientata ad un vero e proprio attacco ai dipendenti del comparto sanitario pubblico e, in particolare, vanifica ogni speranza di giustizia sociale, economica e lavorativa degli appartenenti alla professione infermieristica.
 
Ritengo paradossale l’atteggiamento di questo nuovo Governo! Si preoccupa di garantire una reddito di cittadinanza di 780 euro a chi non lavora e ignora che un infermiere ne guadagna 1.300 lavorando come uno schiavo ed a scapito della propria salute psico-fisica! Offrire un aumento contrattuale di 20 euro mensili ad un professionista sanitario, qual è l’infermiere, é un atto su cui il Governo dovrebbe seriamente riflettere!
 
Senza intenzioni polemiche, come ho già avuto modo di dichiarare in passato, “sembra che in Italia gli unici ad aver compreso che lo stato giuridico (e quindi le responsabilità) degli infermieri sono cambiate, sono i giudici”. Le innumerevoli sentenze riguardanti la loro responsabilità professionale lo dimostrano a tal punto che, già da anni, gli Infermieri sono costretti a pagarsi (sempre con le 1300 euro al mese) un’assicurazione per la responsabilità civile e le eventuali azioni di rivalsa da parte delle aziende.
 
Ad aggravare la situazione ci sono inoltre dotazioni organiche indegne di un paese civile! Lontanissime dal rapporto infermiere/paziente di 1:6 che scongiurerebbe l’aumentano gli esiti negativi e la mancata erogazione delle cure infermieristiche e, secondo i dati OCSE 2018, un rapporto infermieri su mille abitanti tra i più bassi dei 35 paesi considerati nel nuovo Rapporto Health at a Glance Europe 2018. In sostanza il nostro pese è posto, con 5,6 infermieri per mille abitanti, a sette posti dal peggiore (il Messico con 2,9) e ben lontano dalla media Ocse di 9,4.
 
Se a questo aggiungiamo una completa inadeguatezza dell’organizzazione del lavoro all’interno delle aziende sanitarie pubbliche e un’insufficiente presenza di figure di supporto all’attività assistenziale, è facile comprendere il peso che, ogni giorno, gli infermieri italiani devono sopportare per garantire il diritto alla salute e la sicurezza delle cure, ai nostri cittadini.
 
In questo infelice quadro, ancora lontani dalla partita negoziale vera e propria relativa al contratto 2019/2021, ci troviamo già di fronte ad una legge di bilancio che nega, da subito, le giuste coperture per valorizzare la professione infermieristica.
 
Dopo la farsa sull’introduzione della prospettiva di carriera all’interno del contratto 2016/2018, oggi, il Governo Conte, con la sua legge di bilancio, affossa ogni prospettiva di crescita e valorizzazione della professione infermieristica.
 
Nonostante le belle parole, le interpellanze parlamentari, le dichiarazioni di questo o quel politico, sembra che ogni discussione sul lavoro degli infermieri sia destinata a non produrre effetti realmente utili per superare le criticità di questa professione!
 
Mi preme mettere in risalto che oggi l’unico intervento possibile per restituire dignità al ruolo degli infermieri ed al lavoro infermieristico, sempre che si voglia andare oltre la captatio benevolentiae, sia la realizzazione di una legge che modifichi quella esistente sulla contrattazione e che collochi gli infermieri in una sezione contrattuale autonoma, al pari di quanto avvenuto con la professione medica. Solo all’interno di un contratto separato sarà possibile riconoscere le specificità professionali degli infermieri e concretizzare un reale e dignitoso percorso di carriera.
 
Questo è quello che i 270.000 infermieri della sanità pubblica si aspettano dalla politica in generale e dal Governo in particolare! Intervengano i Ministri del Lavoro, della Funzione Pubblica e della Salute!
 
Mauro Carboni
Dott. Magistrale in scienze infermieristiche e ostetriche esperto in diritto sindacale, del lavoro e contrattuale
 
 
 

 

21 Dicembre 2018

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