Perché serve una scuola di specializzazione di medicina generale

Perché serve una scuola di specializzazione di medicina generale

Perché serve una scuola di specializzazione di medicina generale

Gentile Direttore, 
è sotto gli occhi di tutti come la pandemia da covid abbia drammaticamente messo in evidenza la fragilità e la disomogeneità del sistema sanitario territoriale. Sistema che si regge sulla abnegazione e sulla buona volontà dei medici di medicina generale. Ma, l’abnegazione e buona volontà non sono più sufficienti ad affrontare le sfide e le esigenze di una sanità moderna, specie se alle prese con le emergenze attuali.

La normativa vigente affida l’insegnamento della medicina di famiglia agli Ordini Provinciali dei Medici che, organizzano i corsi scegliendo docenti ed argomenti da trattare con criteri difformi su tutto l’ambito nazionale.

Criteri, quindi, ben lontani dalla realizzazione di un indispensabile, core curriculum unico. Appare dunque lampante che una formazione così gestita non può in alcun modo far fronte alle nuove sfide che la medicina di famiglia sta già affrontando.

Si fa sempre più strada, tra l’altro, la figura del medico di medicina generale con “speciale interesse” (il cosiddetto MMG esperto) che, oltre a continuare a svolgere le funzioni tradizionali del proprio ruolo, sviluppa un particolare interesse e competenze in uno specifico ambito clinico.

Si sta delineando, dunque, una nuova realtà in cui si fa sempre più urgente la necessità di un adeguamento culturale e professionale della medicina di famiglia. La trasformazione del corso di medicina generale in scuola di specializzazione universitaria è un elemento imprescindibile per riqualificare la medicina del territorio, come d’altronde avviene da sempre in moltissimi stati europei ed extra europei.                                                                                                                                        

Senza un tempestivo e appropriato salto culturale che porti a una nuova formazione, la professione del medico di medicina generale sarà destinata prima all’ inefficienza e poi all’estinzione. Serve una scuola di specializzazione universitaria che formi medici specialisti nelle cure primarie/assistenza sanitaria primaria, come prevista dal WHO (DIM 4 febbraio 2015). 

Un percorso specialistico che consenta di acquisire maggiori competenze, omogenee sul territorio nazionale, per affrontare le sfide del futuro. La costituzione di un settore scientifico disciplinare, consentirebbe a giovani colleghi di intraprendere ruoli universitari   portando a sviluppare la ricerca sul territorio, elemento indispensabile per una qualità delle prestazioni. Solo con la trasformazione del corso attuale, frammentato ed incompleto, non adeguato alle nuove necessità della medicina territoriale del futuro, in un corso universitario specialistico sarà possibile restituire dignità scientifica alla disciplina. 

I tempi sono maturi per questo passo, bisogna rendersi conto che non si puo’ piu’ aspettare, per il bene dei nostri pazienti e dei nostri giovani colleghi che vogliono intraprendere questa professione. Dare una svolta epocale rappresenta l’unico modo per evitare l’impoverimento della disciplina, già oggi poco accattivante e relegata quale ultima scelta professionale>.

Nunzia Placentino
Presidente Nazionale Assimefac 

Leonida Iannantuoni
Presidente CTS Assimefac 

Giovanni B. D’Errico
Responsabile area oncologica Assimefac

28 Luglio 2022

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