Perequazione stipendi dipendenti enti territoriali. Nulla in Finanziaria, neanche per la dirigenza dei ruoli professionale, tecnico ed amministrativo del Ssn  

Perequazione stipendi dipendenti enti territoriali. Nulla in Finanziaria, neanche per la dirigenza dei ruoli professionale, tecnico ed amministrativo del Ssn  

Perequazione stipendi dipendenti enti territoriali. Nulla in Finanziaria, neanche per la dirigenza dei ruoli professionale, tecnico ed amministrativo del Ssn  

Gentile Direttore,
nonostante i proclami nulla si è visto in finanziaria 2026 per accorciare il profondo divario stipendiale fra ministeriali e dipendenti che sul territorio si assumono il gravoso onere di erogare i servizi al cittadino.

Qualcuno paventa un rimedio in sede di discussione parlamentare ma continua a non essere chiaro se fanno parte della partita anche gli amministrativi del Servizio Sanitario Nazionale e fra loro i dirigenti delle funzioni tecnico amministrative che, non di meno dai colleghi sanitari, stanno letteralmente fuggendo dalla Sanità verso i più dorati lidi specie del Ministero guidato da Giorgetti, al quale negli ultimi anni non è stato mai negato un cospicuo rifinanziamento degli stipendi. Perfino per l’abbattimento delle liste di attesa in Sanità il MEF ha avuto soldi per la verifica degli obietti di riduzione mentre agli operatori del SSN, che la riduzione la devono mettere a terra, nulla è stato riconosciuto.

Tutto ciò nonostante l’innegabilità dei numeri della stessa Ragioneria dello Stato (conto annuale 2023): i dirigenti di Comuni e Regioni hanno lo stesso livello medio stipendiale dei dirigenti ministeriali di 1.a fascia (€. 109.000 annui) mentre i colleghi amministrativi e tecnici del SSN (ricompresi nello stesso contratto di lavoro dell’AREA FUNZIONI LOCALI) ben 26.000 euro annui in meno (si fermano a soli €. 83.000 di stipendio medio annuo). A parità di incarico (struttura complessa) un sanitario percepisce 37.000 euro annue in più di un dirigente tecnico amministrativo del SSN. La dirigenza PTA del SSN, insomma, è la peggio pagata nella PA e quindi non c’è da sorprendersi se la fuga è continua, specie fra i dirigenti cd “professional” che sono incardinati inappropriatamente in incarichi di tipo non gestionali a causa del contingentamento delle strutture semplici e complesse derivanti dall’assurda imposizione dei parametri del Comitato LEA a funzioni assai diverse da quelle sanitarie. Con l’effetto perverso che i dirigenti “professional” (che sono il 50% dei 5.000 dirigenti PTA) hanno stipendi medi che non superano i 2400 euro mensili netti (meno di una EQ del comparto!!!).

Nonostante il governo sia già stato con ben due Ordini del Giorno (n. G/1161/5/10 (testo 2) al DDL n. 1161 e n. G/1337/4/1 al DDL n. 133) impegnato dal Parlamento a porre rimedio a tale situazione e nonostante le dichiarazioni del ministro della salute Schillaci soltanto in data 7/10/2025 “Nella prossima manovra investiremo sul capitale umano: nuove assunzioni e stipendi più alti”, ancora una volta si assiste al totale silenzio sulle figure tecnico amministrative del SSN (sia di comparto che dirigenziali) come se le stesse proprio non esistessero così disconoscendo totalmente il loro ruolo fondamentale (ed assolutamente strategico) che svolgono rispetto all’attività sanitaria. Qualcuno riesce ad immaginare come un chirurgo, per quanto bravo possa essere, riesce ad operare senza che un silenzioso dirigente amministrativo (cfr provveditore) provveda all’acquisto del bisturi piuttosto che del filo di sutura? Ed un infermiere è disposto a lavorare gratis se un altro dirigente amministrativo (cfr. responsabile della gestione risorse umane) non si occupasse di pagargli lo stipendio?

E’ fondamentale dunque per il futuro della Sanità Pubblica porre un freno immediato alla fuga del suo personale anche tecnico/amministrativo. Diversamente la salute dei cittadini – come ancora una volta ha documentato GIMBE all’inizio di ottobre – sarà inesorabilmente consegnata al privato.

Elisa Petrone
Segretario generale Fedir

24 Ottobre 2025

© Riproduzione riservata

Professioni sanitarie. Le competenze non si difendono con i confini, ma con il loro valore
Professioni sanitarie. Le competenze non si difendono con i confini, ma con il loro valore

Gentile Direttore,ho letto con attenzione l'intervento della dottoressa Donatella Bonaiuti, Vice Segretario nazionale dell'Associazione Nazionale Fisiatri, sul tema della riforma delle professioni sanitarie e sulla necessità di innovare senza confondere...

Vaccinazioni. Alzare l’attenzione sugli adulti, specialmente anziani, fragili e cronici
Vaccinazioni. Alzare l’attenzione sugli adulti, specialmente anziani, fragili e cronici

Gentile Direttore,i vaccini sono uno strumento di prevenzione che deve superare la dimensione pediatrica diventando una priorità anche per la medicina interna, specialmente nel paziente fragile. Il recente richiamo del...

La sanità vista dalla Corte dei conti nel Dpfp 2026
La sanità vista dalla Corte dei conti nel Dpfp 2026

Gentile Direttore, delle 8 pagine che la Corte dei conti dedica alla Sanità nella sua relazione alle Commissioni riunite bilancio di Camera e Senato in occasione dell’audizione di due giorni...

Il TSO dopo le sentenze 76/2025 e 157/2026 e le contraddizioni da sciogliere
Il TSO dopo le sentenze 76/2025 e 157/2026 e le contraddizioni da sciogliere

Gentile Direttore,con due pronunce ravvicinate la Corte costituzionale ha riscritto le garanzie del trattamento sanitario obbligatorio. La sentenza 76/2025 ha imposto la comunicazione dell’ordinanza alla persona, la sua audizione da...