Prescrittomica, Politerapia, Medicina di Precisione e risparmio di risorse pubbliche

Prescrittomica, Politerapia, Medicina di Precisione e risparmio di risorse pubbliche

Prescrittomica, Politerapia, Medicina di Precisione e risparmio di risorse pubbliche

Gentile direttore, prescrittomica, politerapia, medicina di precisione, sono termini per il mondo sanitario noti e comprensibili. Per l'utenza, un po' meno. Il primo deve studiarne l'interazione, la seconda capirne l'essenza e soprattutto come servirsene per soddisfare le proprie necessità.

Gentile direttore,prescrittomica, politerapia, medicina di precisione, sono termini per il mondo sanitario noti e comprensibili. Per l’utenza, un po’ meno. Il primo deve studiarne l’interazione, la seconda capirne l’essenza e soprattutto come servirsene per soddisfare le proprie necessità.

Ogni fenomeno umano – ed uno studio come quello messo a punto dall’AIFA innegabilmente lo è – ha varie chiavi di lettura, tra queste, sicuramente una giuridica.

Se da un punto di vista medico a leggerlo può essere sufficiente la dichiarazione del Presidente dell’AIFA che lo ha definito “il futuro che passa necessariamente attraverso l’integrazione della medicina di precisione con la prescrittomica per razionalizzare le prescrizioni e migliorare la qualità della vita dei pazienti. Ognuno di loro è unico, e merita una cura altrettanto unica”, da quello più propriamente giuridico serve una verifica dell’ottimizzazione delle risorse sanitarie, quindi, risparmi notevoli di risorse.

È recentissima l’affermazione della Corte dei conti (vedi Quotidiano sanità.it del 20 gennaio 2026) sul SSN che spende di più con un incremento nominale del 4,9% (pari a 138,3 miliardi di euro), ma l’accesso alle cure resta un privilegio. È la relazione annuale sulla spesa sanitaria che mestamente rileva come il SSN aumenta le risorse ma non riesce a garantire un accesso equo alle cure evidenziando la necessità di un suo efficientamento strutturale, piuttosto che una semplice riduzione dei costi, al fine di assicurare al sistema la sostenibilità a fronte di una spesa sanitaria che si attesta intorno al 6,3% del PIL, assolutamente inferiore alla media europea che, invece si attesta intorno al 6,9%.

Risparmio e razionalizzazione sono le parole d’ordine dei giudici contabili che vanno dall’ottimizzazione del PNRR, alla gestione della mobilità passiva, alla governance e digitalizzazione, alla riforma dell’accesso alle cure, passando per il contenimento della spesa farmaceutica e dei dispositivi.

In sostanza, utilizzo dei fondi europei per modernizzare le infrastrutture e ridurre così le disuguaglianze territoriali che generano il fenomeno della migrazione sanitaria tra Regioni che pesa notevolmente sui bilanci delle Regioni in piano di rientro per l’impossibilità ad erogare LEA ulteriori rispetto alla normativa statale, attraverso il rafforzamento della governance e l’implementazione della telemedicina per migliorare l’accesso alle cure, assicurandole a tutti con correlativo evitamento di una gestione frammentata che genera unicamente sprechi, passando altresì per una gestione maggiormente oculata e centralizzata degli acquisti di farmaci e dispositivi, onde evitare inefficienze per addivenire ad una riforma dell’accesso alle cure che non obblighi più alla c.d. spesa out of pocket, ovvero a carico delle famiglie che attualmente è stata registrata in una percentuale superiore al 22% dell’intera spesa sanitaria nazionale che, ciò nonostante, ha superato i 185 miliardi di euro con il 74% a carico del pubblico oltre che fatto superare le soglie di sostenibilità con richiesta di interventi per riequilibrare il peso sul settore pubblico.

Con riferimento al settore farmaceutico, i giudici contabili, lo hanno stimato sostenibile, ma pur sempre in bilico in quanto la spesa ad esso riconducibile ha superato il tetto programmato del 15,3% del FSN sul quale grava, pur sempre, l’incognita del contenzioso con le aziende legate ancora al fenomeno del payback. Bene anche l’uso dei farmaci generici e biosimilari, ma sempre necessaria si pone una revisione della governance per assicurare sostenibilità ed innovazione nel lungo periodo.

Alla Corte dei conti che tanto afferma, rilevando che il risparmio di spesa si ottiene con il miglioramento della qualità del servizio investendo in efficienza in modo da mantenere la stabilità della spesa sanitaria che è già sotto la media OCSE, fanno allora, da pendant le affermazioni e lo studio effettuato dall’AIFA in materia di medicina di precisione per la capacità dimostrata di rendere possibili terapie sempre più personalizzate, e l’integrazione con la prescrittomica che consente di analizzare, integrare e ottimizzare l’uso dei farmaci per migliorare l’efficacia e ridurre gli effetti collaterali delle terapie, attraverso l’ottimizzazione dell’uso delle risorse sanitarie.

Il tavolo tecnico effettuato con società scientifiche, Ordini professionali e accademici dedicato proprio all’integrazione di queste due branche è stato finalizzato a mettere a punto utili indicazioni per tutti gli operatori sanitari che hanno pazienti in politerapia, ovvero che assumono più farmaci al giorno, soprattutto se anziani ed affetti da malattie croniche. Le difficoltà che derivano dalla politerapia sono, intuitivamente, di ordine tecnico in quanto ben può generare effetti avversi o scarsa tollerabilità ai trattamenti per i pazienti, che abbandonano le terapie o non le seguono in modo adeguato, ma anche un costo di non poco momento, atteso che si aggira sui 2 miliardi l’anno a carico di un SSN che non può, allo stato, permetterselo.

Quindi se l’obiettivo è, al contempo, migliorare la qualità di vita e ottimizzare l’impiego delle risorse sanitarie, il ricorso, come ci viene detto, all’informazione genomica è indispensabile consentendo di adattare le prescrizioni, riducendo i rischi di tossicità e gli effetti avversi, contribuendo così a un sistema sanitario più sostenibile.

E il “Position Paper Medicina di precisione e appropriatezza della prescrizione farmacologica. L’incremento di efficacia e sicurezza delle cure come strumento primario di governance farmaceutica e sostenibilità” di recente pubblicazione ci spiega come si possono contemperare entrambe le esigenze partendo dalla prescrizione dei farmaci che si fonda proprio sulle modalità di scelta della tipologia, del quantitativo e del destinatario di esso da parte del medico.

Al netto di considerazioni tecniche, questo documento è fortemente rispondente alle osservazioni effettuate dai giudici contabili in delibera in quanto molto attento alla governance della spesa laddove dichiara che “l’appropriatezza prescrittiva non è solo un fatto tecnico, ma culturale” con ciò indicando che non è accontentare il paziente, tanto più se in età matura, con l’iperprescrizione di farmaci (che pure grandi contenziosi contabili ha generato) la panacea di tutti i mali del nostro SSN, bensì un migliore utilizzo delle risorse pubbliche che inizia dalle modalità di prescrizione dei farmaci che prevedono di “prescrivere meno quando serve, meglio quando possibile e in modo mirato”, come affermato dal Presidente AIFA con riferimento al nostro Paese desolatamente caratterizzato da un rapido e diffuso invecchiamento della popolazione.

Fernanda Fraioli
Presidente di Sezione della Corte dei Conti
Procuratore regionale per il Piemonte

02 Marzo 2026

© Riproduzione riservata

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