Prescrizione o meglio erogazione ?

Prescrizione o meglio erogazione ?

Prescrizione o meglio erogazione ?

Gentile Direttore, ritengo necessario fare una riflessione su recenti notizie comparse sulla stampa, e parallelamente porre un  quesito al ministero della Sanità e agli organismi legislativi che stanno affrontando, forse con qualche superficialità e fragilità almeno nella terminologia, la complessa problematica della migliore definizione dei compiti professionali delle professioni della sanità

Gentile Direttore, ritengo necessario fare una riflessione su recenti notizie comparse sulla stampa, e parallelamente porre un  quesito al Ministero della Sanità ed agli organismi legislativi che stanno affrontando, forse con qualche superficialità e fragilità almeno nella terminologia, la complessa problematica della migliore definizione dei compiti professionali delle professioni della Sanità.

 In particolare lo scontro recente tra il Presidente  Anelli e la Presidente  Mangiacvalli fa emergere con chiarezza questo elemento critico :come Anelli ha ben ricordato a tutti (anche a chi scrive Leggi )  la Prescrizione è compito del medico che  unico  ad oggi possiede competenze e responsabilità idonee a tutela della Salute del Cittadino che viene sottoposto a questi  interventi /prestazioni.

La Presidente Mangiacavalli ha ricordato che gli Infermieri in alcune situazioni ben precise e concordate svolgono da tempo  un ruolo importante nel garantire ai paziente  tempestività nel poter disporre di ausili medici ed assistenziali, nonché controllo  e monitoraggio della appropriatezza  d’uso. Questo  riguarda la fornitura di ausili e presidi strettamente connessi al processo assistenziale infermieristico, non alla diagnosi medica che giustifica tale fornitra . Parliamo, chiarisce la presidente FNOPI, di dispositivi per la gestione dell’incontinenza, delle stomie, delle medicazioni avanzate: strumenti che l’infermiere già oggi individua e indica nell’ambito della pianificazione assistenziale. La Prescrizione è di competenza del medico rispetto alla diagnosi ed alle condizioni clinche complessive della persona in cura, e l’infermiere nella propria autonomia professionale individua  tipologia specifica e modalità di utilizzo  di ausilio o medicazione appropriata.

Con tutta evidenza questo atto dell’infermiere  non è certamente una “Prescrizione” ma è una “Erogazione” sulla base della prescrizione medica che può esser anche ripetitiva e di validità protratta nel tempo per ridurre le necessità del Medico di ripetere, del Pazienti di accedere al Medico riducendo tempi e procedure. L’infermiere ha tutte le competenze per seguire tutto il processo e garantirne  responsabilmente la qualità ed appropriatezza ma la responsabilità clinica  rimane al medico, con cui l’infermiere collabora ed a cui riporta eventuali variazioni delle condizioni cliniche del soggetto. Il medico ha la responsabilità di garantire al Paziente ma anche al Sistema Sanitario che tali Ausili sono coerenti  con le Diagnosi e il complesso dei trattamenti  da garantire.

Molti professionisti sanitari possiedono infatti una ampia autonomia all’interno del proprio campo operativo, che corrisponde alla base formativa che hanno ricevuto , ma che non si confonde con responsabilità e  competenze e tanto meno con la base formativa del medico di MMG o Specialista.

Le parole come sappiamo sono “pietre” in particolare nel mondo, spesso confuso ad arte o per reale complessità,  della tutela della Salute dove prima di tutto per garentire prima di tutto la comunicazione con i Cittadini che debbono ben comprendere “chi fa che cosa” e di chi è la “responsabilità”. Confondere termini invece non aiuta certamente a raggiungere tale obiettivo. Infatti in questa confusione terminologica attorno alla parola “prescrizione”  deve esser fatta  sempre estrema chiarezza : anche altre professioni sanitarie, senza  la correttezza di comportamento degli Infermieri  e della loro Presidente, cercano di  brigare  per ampliare i propri interessi operativi. Quindi  la prescrizione  basata sulla diagnosi del Fisiatra in ogni aspetto della Medicina Fisica e Riabilitativa (comprese ovviamente le diverse attività ad es. di terapia occupazionale o  fisioterapiche in tutte le loro indicazioni  ed   applicazioni cliniche ) è fondamentale per responsabilità prima di tutto e per  tutela della evidenza, appropriatezza e garanzia di sicurezza per ogni paziente. Come pure la  diagnosi e prescrizione ad es. del Radiologo nelle attività diagnostiche e terapeutiche nel proprio  ambito clinico,come  di ogni altro medico nel proprio settore di  operatività e competenza.

Se qualcuno pensa che i gravi problemi di carenza dei professionisti si possano risolvere con l’utilizzo terminologie equivoche  purtroppo sbaglia di grosso: il tema centrale è  invece trasformare l’organizzazione ed i rapporti tra Medici ed altri Professionisti della Sanità sviluppando la capacità di collaborare come un vero Team unitario e nel contempo riconoscere a ciascuno anche sul piano organizzativo ed  economico il peso dei reali compiti operativi nella struttura del SSN . E’ ilSistema Sanitario ed Assistenziale, come pure  quello della formazione universitaria di tutte  queste figure che ripete talvolta simili errori ed equivoci,  che  hanno bisogno urgentemente  di adeguarsi alla profonda trasformazione della epidemiologia e demografia della popolazione da assistere per dare risposte serie e convincenti  a qusti cambiamenti e nel contempo  alle attese di riconoscimento professionale di tutti gli operatori .

Alessandro Giustini

Medico  Fisiatra

06 Marzo 2026

© Riproduzione riservata

La salute non comincia in ospedale: enti locali e prevenzione primaria per costruire comunità più sane
La salute non comincia in ospedale: enti locali e prevenzione primaria per costruire comunità più sane

Gentile Direttore,quando parliamo di salute, il pensiero corre quasi automaticamente agli ospedali, agli ambulatori, alle liste d’attesa e alle prestazioni sanitarie. È comprensibile, ma è una rappresentazione incompleta della salute...

Le competenze non si riscrivono una professione alla volta
Le competenze non si riscrivono una professione alla volta

Gentile Direttore,il caso dell’Atto del Governo n. 440 mostra quanto sia delicato intervenire sulla disciplina delle attività di una professione senza valutare contestualmente gli effetti che quelle modifiche possono produrre...

Direttori generali: non basta cambiare chi sceglie, occorre ripensare il mandato
Direttori generali: non basta cambiare chi sceglie, occorre ripensare il mandato

Gentile Direttore, il disegno di legge N° 179/2023 “Modifiche al decreto legislativo 4 agosto 2016, n.171, in materia di nomina del Direttore Generale delle Aziende Sanitarie Locali, delle Aziende Ospedaliere...

Competenze dei Biologi: la verità dei fatti contro le provocazioni corporative
Competenze dei Biologi: la verità dei fatti contro le provocazioni corporative

Gentile Direttore,la barca della scienza naviga verso orizzonti sempre nuovi e, per esplorare territori ancora in parte ignoti, richiede oggi un approccio globale - quello della "One Health" - e...