Quale ruolo per le puericultrici?

Quale ruolo per le puericultrici?

Quale ruolo per le puericultrici?

Gentile Direttore,
la Federazione Migep “puericultrici” nel mese di giugno ha avuto due incontri determinanti che segnano nettamente un’apertura verso la nostra professione. L’11 giugno la federazione migep “puericultrici” è stata ricevuta dal Vice-Capo Gabinetto del Ministero del Lavoro Dott. Pasquale Staropoli. Il 25 giugno ricevute dal Capo della Segreteria Prof. Salvatore Sciacchitano del Sottosegretario del Ministero della Salute Prof. Armando Bartolazzi, massima apertura alla professione nel sistema domiciliare dopo le dimissioni delle mamme, con la promessa di rivederci nuovamente.
 
Si è fatto rilevare che da oltre 20 anni non si è mai risolto il problema della puericultrice, considerandola figura ad esaurimento; il contratto del 2005 ha eliminato questa definizione “esaurimento” esaltando questa professione, ma continua ugualmente a subire demansionamenti, ciò è dovuto anche alla legge 42/99 che ha eliminato l’arte ausiliaria, evolvendo solo alcune figure, negando alla puericultrice quest’opportunità.
 
Noi puericultrici, non abbiamo un mansionario e non abbiamo diritto ai crediti ECM; Tutt’oggi operiamo in campo sanitario e asili nido, circa 20 mila puericultrici, evidenziando che esistono, in tutto il territorio nazionale, diverse scuole riconosciute dal Ministero della Salute che annualmente formano Puericultrici.
 
Alla luce di tutto ciò la nostra federazione migep “puericultrici” ha chiesto a gran voce di riqualificare e rivalutare la Puericultrice in ambito sanitario o nell’area socio sanitaria, proponendo un progetto dove la nostra figura potrebbe in futuro operare: in ambulatori pediatrici, consultori, assistenza domiciliare, post-dimissione mamme, case famiglia, in strutture turistiche, e nei servizi dell’infanzia.
 
Un sostegno importante post- partum per le mamme dopo le dimissioni dall’ospedale, poiché si trovano in difficolta nella gestione del bambino, la cosiddetta “dimissione protetta”.
 
Tale pratica offrirebbe alla neo mamma la possibilità di affrontare e gestire nel modo migliore la nuova responsabilità, evitando il rischio di incorrere nella depressione post-partum di cui si sente spesso sui quotidiani.
 
Un sistema organizzato per non lasciare soli i genitori e sfruttare le risorse che abbiamo nel modo migliore garantendo l’aiuto che le mamme hanno bisogno, istituendo anche servizi: pronto baby, sos allattamento a titolo gratuito.
Un progetto nuovo per rivalutare la professione e sostenere le mamme in difficoltà, inoltre bisognerebbe cambiare la denominazione da Puericultrici a Puericultura, per annullare la discriminazione.
 
Il Dott. Staropoli e il Prof. Sciacchitano hanno accolto le richieste avanzate, si sono dimostrati interessati e sensibili alla nostra causa ed intenzionati ad aiutarci.
 
Il Prof. Sciacchitano ha incaricato la nostra federazione di redigere un censimento: ”quante puericultrici operano nei punti nascita”; eventualmente, verificare da quale figura professionale è sostituita e raccogliere il numero delle scuole, presenti sul territorio nazionale private e regionali, per poi rincontraci su un tavolo di discussione.
 
Nella ricognizione è emerso che molte puericultrici operano anche nelle carceri in sostegno alle mamme detenute.
 
Vorremmo ricordare uno step molto importante dal titolo: “La puericultrice, una professione da non dimenticare”. Convegno 11 ottobre 2019 a Firenze nel Forum Sanità”.
 
Nicoletta Malderin, Gianna Baldini e Virna Soggetti 
La federazione Migep “Puericultrici” 

13 Luglio 2019

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