Quel gap da colmare con urgenza, tra medici ed infermieri del Ssn

Quel gap da colmare con urgenza, tra medici ed infermieri del Ssn

Quel gap da colmare con urgenza, tra medici ed infermieri del Ssn

Gentile Direttore,
l’indennità di esclusività è per un Medico tutt’altro che una mera misura economica: è un istituto contrattuale che prevede una progressività economica sicura e blindata, a patto che il Medico svolga la propria attività libero – professionale nella propria Azienda Sanitaria pubblica; ogni Medico in regime di intramoenia, dopo 5 e dopo 15 anni, ha facoltà autonomamente di chiedere alla propria amministrazione pubblica l’adeguamento dell’indennità di esclusività, ai sensi del proprio CCNL.

In particolare al comma 2 dell’ art.64 CCNL Area Sanità 19 – 21 si può leggere questa formula: “L’esperienza professionale/anzianità richiesta in tali disposizioni contrattuali si deve intendere riferita alla effettiva anzianità di servizio maturata in qualità di dirigente, anche a tempo determinato, anche presso altre Aziende od Enti di cui all’art. 1 (Campo di applicazione) con o senza soluzione di continuità”; ciò che conta, ai fini dell’ esigibilità dell’indennità, è l’esperienza professionale maturata da dirigente medico in qualsiasi modo, in qualsiasi contesto lavorativo, anche in maniera discontinua, perché qualsiasi tipo di esperienza contribuisce ad arricchire il proprio bagaglio professionale e culturale, ed a migliorare e perfezionare le proprie competenze.

Per i dirigenti l’equazione esperienza = competenza sembra essere netta e inderogabile: più lavori, più sei competente nella tua professione/specializzazione, più il SSN ti retribuisce per trattenere queste competenze all’interno del perimetro del SSN, onde evitare tentazioni di lauti guadagni extra – SSN e fughe nel privato. Sic et simpliciter.

Discorso analogo, sempre per i Dirigenti Medici, potremmo riscontrarlo all’art.71 CCNL Area Sanità “Clausola di garanzia”, nella strutturazione dei valori minimi di retribuzione di posizione complessiva: anche in quel caso lì più sei esperto, più sei competente, più il SSN ti retribuisce.

Al di là dell’aspetto economico, il vero gap tra Medici e Infermieri del SSN sta proprio in questo aspetto fiduciario, che il sistema riserva al valore esponenziale crescente delle competenze professionali dei Medici, rispetto a quelle degli Infermieri.

Non è dato chiedersi o sapere se un professionista più anziano, sia anche “sempre” più competente: per i Medici questo principio viene adottato e accettato in maniera quasi “dogmatica”. Il CCNL Area Sanità parla chiaro.

Ciò che conta analizzare, dal mio punto di vista, è che noi Infermieri – di qualsiasi Azienda Sanitaria Pubblica – oggi in Italia per poter ottenere una sacrosanta progressione economica dobbiamo prima passare per una procedura selettiva, in quanto l’equazione esperienza = competenza non è per niente perorata.

C’è da dire che nel nuovo CCNL Comparto Sanità 2022 – 2024, non c’è alcun riferimento a questa procedura selettiva, che disciplina la progressione economica all’interno delle aree: molto probabilmente l’impianto regolatorio resta sempre lo stesso, ovvero quello dell’articolo 19 del CCNL 2019 – 2021; questo articolo, senza ombra di dubbio, è da annoverare tra le cause del grave rust – out professionale che imperversa attualmente tra gli Infermieri del SSN, proprio perché anziché contribuire a disciplinare la progressività economica degli Infermieri, si è limitato solo a prendere in giro un’intera categoria professionale di circa 260mila persone.

Che sia beffardo, l’intento appunto di questo articolo 19, si capisce già dal suo incipit, quando definisce al comma 1 i differenziali economici di professionalità, da intendersi come “incrementi stabili del trattamento economico”: provate a chiedere a qualunque Infermiere Italiano dipendente pubblico, negli ultimi anni, quanto sia stato stabile questo incremento.

Per spiegare gli effetti anomali di questo particolare articolo del CCNL, potrei citare la mia situazione familiare: io e mia moglie siamo due Infermieri del SSN, io lavoro per il SSN dal 2012 lei dal 2009, io sono al 4° livello di DEP, lei al 2°. Immotivatamente ed inspiegabilmente. Questo più che per merito, è avvenuto per fortuna: la mia Azienda Sanitaria ha disposto negli ultimi anni più “passaggi di fascia” rispetto alla sua.

La progressività economica all’interno delle aree del Comparto è un diritto dei dipendenti, ma non un dovere delle Aziende Sanitarie: ecco l’enorme differenza con i dirigenti afferenti al SSN.

In ultimo, ciò che mi preme ricordare ed enfatizzare, è che ciò che non viene valorizzato non resta immutato: ciò genera rust – out, ovvero demotivazione, frustrazione, intention to leave, dimissioni.

Ripartiamo da qui, dal colmare questo gap, se si ha la reale intenzione di valorizzare e rilanciare la Professione Infermieristica in Italia: ciò deve avvenire in maniera parallela alla Professione Medica, non in subordine; il SSN dimostri di credere anche nel valore esponenziale crescente delle competenze infermieristiche, non solo in quelle mediche.

Non si tratta solo del futuro di 260mila Infermieri, ma della tenuta dell’intero SSN.

Alessandro Serrano
Infermiere

FONTI

CCNL Area Sanità 2019 – 2021
https://www.aranagenzia.it/documento_pubblico/contratto-collettivo-nazionale-di-lavoro-dellarea-sanita-triennio-2019-2021/

CCNL Comparto Sanità 2019 – 2021
https://www.aranagenzia.it/documento_pubblico/contratto-collettivo-nazionale-di-lavoro-relativo-al-personale-del-comparto-sanita-triennio-2019-2021/

CCNL Comparto Sanità 2022 – 2024
https://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato1761576460.pdf

Alessandro Serrano

04 Novembre 2025

© Riproduzione riservata

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