Quelle ore su internet nella paura del coronavirus

Quelle ore su internet nella paura del coronavirus

Quelle ore su internet nella paura del coronavirus

Gentile Direttore,
la paura della malattia è insita nell’uomo e nell’era moderna, nonostante i grandi traguardi scientifici raggiunti, paradossalmente è aumentata. E bisogna tener presente che quando prende campo può fare molti danni. Occorre fermarsi a pensare e ragionare, cercare di distinguere la realtà dalla fantasia
la razionalitàdall’incoerenza, gli aspetti reali da quelli immaginari.
 
C’è da dire che la società occidentale, considera la salute un diritto “fondamentale” (così è sancito anche nella nostra Costituzione) senza considerare la possibilità che con la globalizzazione possa essere messa in pericolo da eventi eccezionali o comunque non prevedibili e casuali.
Non solo, l’avvento di internet, la moltiplicazione esponenziale di messaggi postati nei media , ha portato a credere di avere sufficienti conoscenze sul tema salute da essere “autonomi” con una non celata diffidenza se non sfiducia, verso le fonti scientifiche accreditate, la sanità in genere e in primo luogo verso i medici.
 
Ed ecco in questo scenario arrivare l’epidemia Covid-19, con i dovuti richiami alla Spagnola del 15/18, il tanto prospettato avvento di un nuovo virus mortale e devastante …, il tam tam continuo, incessante, insistente assordante di tutti i media.
 
Finché era in Cina, nessuno comunque se ne è molto preoccupato, anzi forte della propria “immortalità“ ha anche fatto ritorno da quel paese senza prendere nessuna precauzione, nè per se nè per gli altri.
 
Ora che il Covid-19 è arrivato in Italia, è scattata la paura, viscerale, diffidente, irrazionale. Invece di informarsi dal proprio medico, si sta ore davanti alla tv o al PC a ascoltare o leggere qualsiasi notizia venga detta o scritta, e più è negativa, preoccupante , infausta più la si ascolta e diventa la propria verità.
 
Invece questo è il momento della reazione, del riappropriarsi della vita.
Per prima cosa rivolgersi al proprio medico per tutte le informazioni certe della situazione nazionale e locale della malattia.
Seguire le precauzioni che da giorni l’istituto Superiore di Sanità ha pubblicato sui giornali, divulgato sui media e che sono affisse in tutti gli ambulatori medici, prima fra tutte l’importanza della disinfezione frequente delle mani e degli oggetti più comuni (telefoni, tastiere pc, tablet, maniglie di auto ..) cosa che peraltro viene consigliata da sempre (ricordiamoci che esistono moltissime malattie che così si diffondono ..), non affollare gli ambulatori medici o i pronto soccorso non avendo sintomi o eventuale contatto con persona infetta, ma solo per paura, oppure affollare farmacie e parafarmacie in cerca di strani e costosi disinfettanti o delle famose mascherine. A questo proposito ricordo che le mascherine servono solo per chi è malato (o sospetto tale)per evitare di diffondere l’infezione, non per chi è sano.
 
Altra condizione è la prevenzione e le cautele per il personale sanitario ovviamente per i contatti multipli e rischiosi ai quali veniamo ad essere esposti.
 
E infine riacquistiamo la fiducia nella nostra sanità che sta dando prova di “tenere” a questa improvvisa e inaspettata emergenza, dimostrando senza dubbio di essere ancora una volta una delle migliori sanità al mondo.
Perché in questa epidemia quello che conta è essere seguiti e curati in maniera dovuta. Ed è quello che il SSN sta facendo.
 
Paola Maria Mandelli
Medico di medicina generale, specialista in Allergologia – Pistoia

06 Marzo 2020

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