Quell’irresistibile tentazione di dividere le professioni sanitarie

Quell’irresistibile tentazione di dividere le professioni sanitarie

Quell’irresistibile tentazione di dividere le professioni sanitarie

Gentile Direttore, c’è una tentazione che negli ultimi anni sembra accompagnare sempre più spesso le questioni riguardanti le professioni sanitarie. È quella di valorizzarne alcune separandole dalle altre...

Gentile Direttore,
c’è una tentazione che negli ultimi anni sembra accompagnare sempre più spesso le questioni riguardanti le professioni sanitarie. È quella di valorizzarne alcune separandole dalle altre.

Il problema non è tanto riconoscere le specificità delle singole professioni, quanto poter spiegare perché si riconosce qualcosa ad alcune e non ad altre, sulla base di criteri oggettivi. E invece le differenze si stanno moltiplicando.

La legge di bilancio 2025 aveva destinato, a regime dal 2026, 285 milioni di euro all’incremento dell’indennità di specificità infermieristica e 150 milioni all’indennità di tutela del malato destinata alle professioni tecnico-sanitarie, della riabilitazione, della prevenzione, alle ostetriche, agli assistenti sociali e agli OSS. Con la manovra successiva quelle risorse sono diventate rispettivamente 480 e 208 milioni di euro.

Ancora più evidente è la fiscalità sullo straordinario: dal 2025 gli infermieri del SSN beneficiano dell’imposta sostitutiva del 5%, agevolazione successivamente estesa anche agli infermieri della sanità privata accreditata. Le altre professioni sanitarie, a parità di prestazione straordinaria, ne restano fuori.

Poi arriva la contrattazione. Nel CCNL 2022-2024 l’indennità di tutela del malato valeva, per l’area dei Professionisti della salute, 87,79 euro mensili per l’ostetrica e 51,97 euro per gli altri professionisti destinatari. Nella pre-intesa 2025-2027 i valori indicati diventano 181,14 e 121,87 euro.

Qual è il criterio che giustifica quella differenza e che cosa accade quando le medesime condizioni di responsabilità, rischio o complessità ricorrono in un’altra professione?

Senza questo criterio si finisce inevitabilmente per inseguire l’eccezione successiva. È quello che sta già accadendo. Qualche sindacato propone oggi di equiparare alle indennità di infermieri e ostetriche quelle dei tecnici sanitari di radiologia medica e di laboratorio biomedico. E dopo i TSRM e i TSLB, quale professione sarà la prossima?

È precisamente questo il limite di un sistema che procede per riconoscimenti successivi di singole categorie anziché definire prima il criterio e applicarlo poi a chiunque possieda i requisiti.

Il dott. Saverio Proia, su queste pagine, aveva già avvertito che l’aumento delle distanze economiche tra professioni può alimentare frustrazione, sfiducia nella rappresentanza e una deriva neocorporativa. Ciascuna professione sanitaria guarda alla categoria che ha ottenuto qualcosa in più e chiede di raggiungerla, mentre restano sullo sfondo il problema generale delle retribuzioni, le condizioni economiche nel settore privato e l’autonomia dei liberi professionisti, temi che, se diventassero oggetto di un confronto serio, potrebbero contribuire molto di più all’efficienza della sanità italiana.

A poche settimane di distanza, quel problema è diventato visibile.

Sabato 19 settembre, a Roma, i professionisti afferenti agli Ordini TSRM e PSTRP scenderanno in piazza chiedendo alla politica, ai sindacati e alla Federazione nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP qualcosa che va oltre una vertenza economica (ANSA).

Pochi giorni fa, il MOPS ha proposto un metodo per affrontare il tema delle competenze: partire dalle attività e dalla loro complessità, individuare conoscenze, abilità, autonomia e responsabilità necessarie, definire formazione e sistemi di verifica e solo alla fine tradurre tutto questo in riconoscimento economico. Situazioni comparabili devono essere valutate con criteri comparabili e ogni differenza deve poter essere spiegata sulla base del lavoro realmente svolto.

Il fronte delle professioni sanitarie non si difende cancellando le differenze. Si difende impedendo che le differenze diventino privilegi incomprensibili.

Antonio Alemanno
Tecnico di radiologia

17 Settembre 2026

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