Radiologia. Nessuna posizione “ancillare” per il Tsrm

Radiologia. Nessuna posizione “ancillare” per il Tsrm

Radiologia. Nessuna posizione “ancillare” per il Tsrm

Gentile Direttore,
il recente documento pubblicato dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione riguardante il "posizionamento" alla direttiva Euratom 2013/59, mi ha colpito favorevolmente per la sua articolata esposizione, per la nitidezza delle argomentazioni, per il significato culturale che da essa ne dovrà – auspico – derivare.
 
E' nel contempo prova analitica profonda e monito, consapevolezza dell'agire nella prassi quotidiana nonchè richiamo agli obblighi deontologici e professionali. Inutile, qui, affrontarne i contenuti perchè essendo pubblica basta leggerla; anzi, io credo che tutti i colleghi hanno l'obbligo di farlo per un semplice motivo.
 
Anzi due. In primis perchè il nostro gruppo dirigente ha speso tempo ed energie per elaborarlo; in secundis, perchè il posizionamento alla direttiva non può ammettere ignorantia, nello specifico s'intende. Il documento che per la nostra "storia" professionale giudico di assoluto rilievo, contiene, sì, interpretazioni ma soprattutto ci colloca senza ombra di dubbio come attori della famosa area radiologica senza che in questa il Tsrm sia ancillare; tutte concorrono, tutte esprimono la propria competenza con pari dignità e con pari diritti e doveri.
 
E siccome i TT.SS.di radiologia medica da sempre hanno a cuore gli aspetti radioprotezionistici, ottime sono le conclusioni della F.N.O. Tsrm e PSTRP.
 
Dunque, da oggi impossibile dire "non sapevo"; nè vivacchiare trincerandosi dietro ovvietà del tipo "ma tanto abbiamo sempre fatto così". I tempi sono cambiati, oggi l'Ordine professionale ci regala onori ma anche òneri che dobbiamo saper gestire. E il vento che ha sferzato sul sottoscritto, accompagnato da altri colleghi indagati e assolti su una vicenda ridicola per come è emersa e offensiva perchè ingiusta nella sostanza, tant'è che l'assoluzione ha ribaltato l'impianto accusatorio, deve farci riflettere.
 
Perchè in questo documento, la cosiddetta vicenda "Marlia e Barga" c'è tutta; e c'è tutto anche il lavoro che fu fatto a suo tempo dalla Federazione e che oggi vede dare alla luce un documento che fa percepire la crescita culturale. Non sono qui a difendere l'operato della Federazione ma solo a invitare tutti i colleghi a leggere attentamente il documento prodotto.
 
Leggerlo significa prendere atto di un cambiamento e soprattutto avere consapevolezza che il momento è arrivato; ma non è arrivato solo perchè la trasformazione da Collegio a Ordine rappresenta un fatto semantico, bensì perchè significa lavorare conoscendo bene i propri compiti senza vivere la sottomissione verso chicchessia. Per non essere sottomessi, bisogna sapere, conoscere, non mollare di fronte a niente e nessuno.
 
Se saremo capaci di farlo arricchiremo il nostro agire e daremo gambe, nei fatti, al reale cambiamento della categoria. In caso contrario, riusciremo a malapena a gestire la quotidianità. E il fatto di appartenere a un Ordine, non ci salverà dallo stallo: dipenderà tutto soltanto da noi.

Maurizio Guccione
Tsrm – Lucca 

Maurizio Guccione

18 Aprile 2018

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