Salute Mentale e tagli del nastro in Veneto 

Salute Mentale e tagli del nastro in Veneto 

Salute Mentale e tagli del nastro in Veneto 

Gentile Direttore,
è sempre stato un grande insegnamento quello di poter gioire delle piccole cose di ogni giorno e considerarle un grande regalo della vita. È con questa riflessione che mi accosto alle notizie che i quotidiani locali in questi giorni riportano in merito a quanto accade nella salute mentale in Veneto.

Così si scopre che l’arrivo di uno psichiatra e di uno specializzando è stato salutato in una Ulss con una nuova cerimonia di inaugurazione di un Centro di salute mentale. Le foto dei quotidiani mostrano infatti un nuovo taglio del nastro nella struttura dove i neoassunti presteranno servizio, di fatto già funzionante da anni, alla presenza dell’Assessore Regionale, del Direttore Generale, Sindaco e Direttore di Dipartimento. Nessuno svaluta che questo consente di ampliare l’orario di apertura di quel Centro, passando da 3 a 5 giorni, permettendo anche di osare sperare in futuro perfino per aperture pomeridiane, ma alla fine si tratta del recupero di qualcosa che già esisteva e che si era perso.

Ma poi, se si festeggia così il recupero due medici, cosa si farebbe se il Veneto ampliasse effettivamente i propri organici e colmasse quel vuoto di oltre cento psichiatri che separa questa regione dalla media italiana? È lecito in quel caso proporre festeggiamenti per una settimana, tali da fare impallidire il carnevale di Venezia?

Con un’altra foto, altri giornali mostrano Direttore Generale, Direttore di DSM e Direttore di UOC, insieme con due psichiatri neoassunti, nella casa che la Ulss ha messo loro a disposizione per un certo periodo a prezzo calmierato. Si tratta anche in questo caso di un turnover che colma parzialmente i vuoti esistenti. Lodevole iniziativa immobiliare, ma siamo sicuri che siano queste le strade ottimali per convincere i professionisti a venire a lavorare in Veneto?

In realtà questo gioire delle piccole cose mi lascia un disagio ed uno sfondo di preoccupazione e per più ragioni.

Alla fine la realtà è che le altre regioni hanno in media 10,57 psichiatri per 100.000 ab ed il Veneto 6,37 (dati SISM 2022… purtroppo la Regione non ci rilascia dati più aggiornati). Ma mentre la media nazionale 2022 è analoga a quella del 2015 (erano 10,59/100.000 ab), quella del Veneto è scesa di oltre il 20% dal valore di allora (8,15), acuendo un gap, in origine legato alle politiche di assunzione del passato, ma che continua ad approfondirsi con gli anni. Questo ci suggerisce l’ipotesi che, al di là della penuria attuale di psichiatri, i servizi di salute mentale del Veneto siano poco attrattivi per il personale rispetto alle altre regioni ed ancor più nei confronti del privato.

Comprendo che politici ed amministratori vogliano pubblicizzare ed amplificare gli aspetti positivi, anche come tentativo di arginare le costanti critiche che invece la popolazione solleva quando poi di fatto utilizza (o cerca di utilizzare) i servizi. Ma in questo modo viene sollecitato il legittimo dubbio che allora di novità positive ce ne siano molto poche, mentre dobbiamo confrontarci con il fatto che (stando sempre ai dati SISM) in sette anni nel Veneto è stato perso 1/3 delle strutture territoriali ed 1/6 degli SPDC e che nessuna delle strutture territoriali (ricognizione 2022) rispetta gli orari che la stessa regione ha indicato fra i requisiti per l’accreditamento con la DGR 16161/2008.

Ma poi, invece di dedicare energie a pubblicizzare queste “novità” sui giornali, non si renderebbe un migliore servizio per la comunità nel mettere mano ad una seria riorganizzazione dei servizi, cercando di affrontare i loro problemi, in primo luogo le risorse dedicate che, per quanto riguardano il Veneto, brillano nei dati SISM per il terzultimo posto in Italia?

Sono dubbi che probabilmente rimarranno senza risposta, lasciandomi ad attendere la terza inaugurazione di quel CSM quando (si spera) sarà aperto anche al pomeriggio. Risorse ce ne sono poche, ma nastro e forbici evidentemente non mancano. E nemmeno gli inauguratori seriali …

Andrea Angelozzi
Psichiatra

Andrea Angelozzi

19 Febbraio 2024

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