Salute orale: 2006-2016-2026, vent’anni sprecati?

Salute orale: 2006-2016-2026, vent’anni sprecati?

Salute orale: 2006-2016-2026, vent’anni sprecati?

Gentile Direttore, tra manifesti e buone intenzioni, mancano dati sul SSN e prevenzione per l’età evolutiva. “Questa pagina è archiviata a fini storici e non viene più aggiornata”, è quanto si legge digitando la parola chiave “cavo orale” nel sito dell’Istituto Superiore di Sanità. Siamo nel 2026. E la domanda viene spontanea: dal 2006 a oggi, vent’anni per cosa?

Gentile Direttore,

Tra manifesti e buone intenzioni, mancano dati sul SSN e prevenzione per l’età evolutiva. “Questa pagina è archiviata a fini storici e non viene più aggiornata”, è quanto si legge digitando la parola chiave “cavo orale” nel sito dell’Istituto Superiore di Sanità. Siamo nel 2026. E la domanda viene spontanea: dal 2006 a oggi, vent’anni per cosa?

2006: un anno chiave

Per la prima volta l’Italia ebbe un Censimento sull’assistenza odontoiatrica, condotto dal Centro OMS per incarico del Ministero della Salute. La conclusione era chiara: ottimizzare le risorse per far accedere più cittadini al SSN.

Nello stesso periodo il ministero pubblicava il Quaderno “Odontoiatria di comunità” e il ministro Fazio si impegnava a promuovere, su scala nazionale, programmi di prevenzione e cura delle patologie più diffuse della bocca.

2016: la denuncia rimasta lettera morta

Dieci anni dopo, il Decreto del Ministro della Salute – 9 dicembre 2015 – inseriva nei LEA i programmi di tutela odontoiatrica in età evolutiva. Sembrava la svolta. Così non è stato. La professoressa Laura Strohmenger, coordinatrice del Centro OMS e membro del Gruppo tecnico sull’odontoiatriaoperante presso il Segretariato generale del Ministero, scrisse al ministro Lorenzin parole dure: “Viviamo in un Paese che non investe in odontoiatria pubblica, né in prevenzione. Uno scandalo a cui si risponde solo con un percorso obbligatorio e gratuito: nei reparti nascita, nelle scuole dell’infanzia, coinvolgendo i medici, i pediatri e gli odontoiatri del servizio sanitario pubblico”.

I primari ANPO, in seno al Gruppo tecnico del Ministero, rilanciarono presentando un documento operativo: “Indicazioni per la presa in carico odontostomatologica del paziente pediatrico nel SSN”. Cosa fare e come farlo. Qualità e sostenibilità declinate attraverso l’appropriatezza, l’efficacia e l’equità dell’intervento proposto. Poi, però, il Gruppo tecnico del Ministero fu sciolto. Per “evitare troppe discussioni”.

2026: tra archivi e manifesti

Arriviamo a oggi. Sul sito del Ministero non ci sono documenti recenti su prevenzione odontoiatrica. Al Senato giace il DDL S.1357 con il Piano triennale di prevenzione e promozione della salute nelle scuole, che parla anche di prevenzione primaria in odontoiatria. Ma resta sulla carta in attesa dell’iter legislativo.

Il 25 giugno u.s., al Congresso Internazionale della Salute Orale, numerose società scientifiche hanno sottoscritto il “Manifesto della Salute Orale”. Nel portare il proprio saluto il ministro Schillaci ha dichiarato: “La salute orale è parte integrante della salute della persona per questo deve essere pienamente inserita nelle strategie di prevenzione e promozione della salute…”.

Giusto. Ma dopo vent’anni di enunciazioni di principi, quando si passa al fare?

Tra il progetto “In Bocca alla Salute” di Nomisma e il nuovo Manifesto di CISO, la sensibilizzazione non manca. E va bene. Però non basta. 

Se la politica e la comunità scientifica vogliono davvero occuparsi della salute orale dei bambini, servono almeno due atti semplici e immediati: 1. aggiornare il dato epidemiologico del 2006, che oggi è archeologia. 2. Attivare un vero programma di prevenzione primaria e secondaria dell’età evolutiva, come già previsto dai LEA ed in carico al SSN.

Per cominciare non sarebbe male. Dopo vent’anni, è il minimo.

Fulvio Campolongo

già Componente del Gruppo tecnico sull’odontoiatria presso il Segretariato generale del Ministero della Salute e Segretario nazionale del Collegio Italiano dei Primari Ospedalieri di Odontoiatria, Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale aderenti all’Associazione Nazionale Primari Ospedalieri (ANPO)

16 Luglio 2026

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