Sanità ed HTA: veicoli per la crescita del Bel Paese   

Sanità ed HTA: veicoli per la crescita del Bel Paese   

Sanità ed HTA: veicoli per la crescita del Bel Paese   

Gentile Direttore,
le crescenti crisi geopolitiche, la guerra dei dazi preannunciata dall’amministrazione statunitense nei confronti dell’UE (che impatterà fortemente sulla nostra economia, poiché circa il 48% del nostro export è al di fuori dell’UE), la recessione della locomotiva tedesca – nostro primo mercato di sbocco – nonché la debolezza della domanda interna, inducono fondatamente a ritenere che la nostra politica industriale necessiti di una urgente revisione strutturale.

Una revisione in cui il settore “salute” ha un ruolo chiave, che ha consentito al Bel Paese di mitigare le perdite subite negli ultimi anni da altri settori dell’economia nostrana.

La sola farmaceutica, ad esempio, nel triennio 2022-2024, ha fatto registrare una crescita del 21,7%, a fronte di perdite sistemiche di altri settori (trasporti, tessile e abbigliamento in primis).

Inoltre, par d’uopo ricordare che le “tecnologie sanitarie” (medicinali, dispositivi medici, dispositivi medico-diagnostici, procedure mediche e le misure di prevenzione, diagnosi e cura delle malattie) rappresentano un veicolo economico fortemente innovativo e rientrano in un mercato globale per la spesa sanitaria che rappresenta circa il 10% del PIL dell’UE.

Pertanto, lo sviluppo delle tecnologie sanitarie, oltre ad essere essenziale per il conseguimento di un elevato livello di protezione della salute – che le politiche sanitarie devono assolutamente garantire – è anche, e soprattutto, un motore di crescita economica e di innovazione dell’UE e del nostro Paese.

Tuttavia, le tecnologie sanitarie innovative, soprattutto quelle assistite o supportate dall’intelligenza artificiale, vanno attentamente valutate e opportunamente selezionate.

Occorrono, quindi, nuovi strumenti di valutazione delle tecnologie sanitarie (Health Technology Assessment – HTA) basati su evidenze scientifiche, che consentano agli attori del sistema salute di determinare attentamente la loro effettiva efficacia, sia in termini di risultati per i pazienti che di sostenibilità del SSN e di sviluppo del nostro sistema economico.

Nuovi strumenti che, oltre ad indirizzare le decisioni cliniche e l’accesso alle tecnologie sulla base delle predette evidenze scientifiche, consentano di orientare le decisioni in materia di allocazione di risorse in modo oculato e razionale, con particolare riguardo alla fissazione dei prezzi ed ai livelli di rimborso e tariffe.

Nel solco di tali principi e delle azioni congiunte in materia di HTA (azioni EUnetHTA), si colloca il Regolamento (UE) 2021/2282; uno strumento giuridico europeo recante norme e metodologie per una valutazione organica ed uniforme delle tecnologie sanitarie in ambito UE.

Tuttavia, resta la libertà degli Stati membri di trarre conclusioni sull’efficacia delle stesse, ovvero di adottare decisioni sull’uso di queste nello specifico contesto sanitario nazionale, dal momento che l’art. 168 TFUE stabilisce che gli Stati membri sono responsabili della loro politica sanitaria, della fornitura di servizi sanitari e dell’assegnazione delle risorse loro destinate.

Pertanto, in estrema sintesi, in questo particolare momento storico, caratterizzato da “turbolenze” di vario titolo, fortemente impattanti su una Europa “convalescente”, una nuova politica industriale che preveda ulteriori misure di sostegno allo sviluppo di sistemi e tecnologie innovative nell’ambito del sistema salute potrebbe contribuire a rafforzare il sistema di garanzia sociale del nostro Paese, oltre che irrobustire e rendere maggiormente solido e resiliente il nostro sistema economico.

Antonio Salvatore
Coordinatore del Dipartimento Salute, Sanità e Assistenza di prossimità – ANCI Campania
Vice-presidente della Fondazione Triassi per il management sanitario

17 Marzo 2025

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