Servizio Sociale e nuovi modelli organizzativi nella sanità territoriale

Servizio Sociale e nuovi modelli organizzativi nella sanità territoriale

Servizio Sociale e nuovi modelli organizzativi nella sanità territoriale

Gentile Direttore,
anche quest’anno gli assistenti sociali con la partecipazione del SUNAS sono stati presenti in modo significativo al 17° Forum Risk Management in sanità di Arezzo. Il tema scelto in questa edizione ha riguardato i “Nuovi modelli organizzativi nella sanità territoriale dopo l’approvazione del DM77, il ruolo del Servizio Sociale Professionale: gli ambiti organizzativi e le opportunità contrattuali.

Molto qualificati e apprezzati i contributi e gli spunti proposti dai relatori e dagli interventi programmati che hanno animato i lavori e il dibattito. Sono intervenuti: D. Manferoce Dir. Centro Studi IRIS Socialia, R. Barone Presidente CROAS Toscana, S. Proia, già Dirigente del Ministero della Salute e componente del Comitato Scientifico del Forum, L. Brizzi Dir. della Società della Salute delle Valli Etrusche, S. Manai Coord. USCA I IV ASSL Sassari, L. Perugini Coord. Servizio Sociale Professionale Aziendale Vercelli, D. Pellitta SN e Resp. SUNAS Contrattazione Sanità, M. Fiorentino Servizio sociale ASL Brindisi, C. Mongelli Resp. Servizio sociale Area Staff Dir. Strategica ASL Bari, E. Viligiardi Dipart. Servizio Sociale Non Autosufficienza e Disabilità US Toscana Nord Ovest.

Durante il dibattito sono stati particolarmente graditi gli interventi del Dott. Luca Fazio, Dir. Dipartimento Cure Primarie e integrazione socio-sanitaria e del Dott. Cesare Ferrari, Dir. Distretto Sanitario di Marsala, entrambi dell’ASP Trapani e della Dott.ssa Roberta Caldesi, Dir. Zona Colline dell’Albegna, i quali, ciascuno a partire dalla propria esperienza hanno sottolineato il ruolo fondamentale degli assistenti sociali che operano all’interno della sanità attraverso di interventi e prestazioni professionali capaci di garantire una presa in carico globale delle persone che si rivolgono ai servizi e che vivono particolari situazioni di difficoltà e di fragilità, contribuendo così a realizzare reali processi di integrazione socio sanitaria.

Al centro del confronto i processi di rimodulazione del sistema sanitario e i nuovi assetti organizzativi con cui esso si misurerà nel prossimo futuro, a partire dall’applicazione del DM 77/2022, rispetto al quale occorre creare sinergie e strategie che mettano in sintonia il sistema sanitario e quello sociale, sino ad oggi ancora vicini ma divisi. Una difficile convivenza che richiama la necessità di trovare la strada dell’integrazione non solo per risolvere le gravi criticità e le carenze, già presenti in passato ed ora aggravatesi con la pandemia e le conseguenze della guerra Russia–Ucraina, ma anche per concorrere ad arginare lo sgretolamento di quei diritti universali, per tanti non più esigibili, recuperando altresì l’equità di accesso alle prestazioni, che nel corso degli anni si è ridotta compromettendo il diritto alla salute e al benessere, oggi riconducibili non più solo alla malattia e alla cura ma piuttosto alla care lungo l’arco della vita della persona e dell’intera collettività.

Il Servizio Sociale Professionale rivendica la sua parte e la sua specifica funzione nella costruzione di strategie di programmazione e pianificazione delle politiche socio-sanitarie per le quali occorre affermare un ruolo di governance condivisa e una nuova operatività nei modelli organizzativi all’interno di un sistema sanitario che deve sempre più caratterizzarsi come sistema salute, che realizzi finalmente la ancora non compiuta integrazione tra sanitario e sociale.

Oggi il SUNAS, unico Sindacato Professionale degli assistenti sociali, propone un modello organizzativo specifico e definito per il Servizio Sociale in sanità capace di interfacciarsi con quello dei territori, un Servizio a cui va riconosciuta una nuova centralità in termini di funzioni e competenze, attraverso una sua specifica strutturazione, procedendo altresì all’istituzione dell’omologa dirigenza. La professione dell’Assistente Sociale, oggi riconosciuta nel ruolo sociosanitario anche a livello normativo e contrattuale e nel complessivo processo di cambiamento in atto, può contribuire a promuovere un salto di qualità proprio in quei servizi ad alta integrazione sociale e sanitaria in ambito pubblico e privato, sempre più modulati sui bisogni dei cittadini, sempre più strettamente connessi al raggiungimento di uno stato di benessere globale della persona e della comunità.

Il Sindacato ribadisce quindi l’opportunità di promuovere una maggiore valorizzazione dei professionisti assistenti sociali, percorso che va fatto insieme alle altre figure professionali presenti in sanità, in primis medici ed infermieri.

A questo proposito un richiamo va fatto alla necessità di utilizzare al meglio le risorse destinate alla sanità, alla salute e al sociale, in particolare quelle previste dal PNRR ( Missioni 5 e 6) che non devono riguardare non solo investimenti e misure per nuove strutture e per rafforzare le reti assistenziali ma anche per potenziare le dotazioni organiche attraverso nuove assunzioni, investendo anche sul personale e sulle professionalità, eliminando le situazioni di precariato che non possono garantire servizi di qualità. Per gli assistenti sociali si chiede di definire uno standard che preveda anche in sanità, così come nei comuni, la presenza di professionista ogni 5000 abitanti.

Salvatore Poidomani
Segretario Generale SUNAS

28 Novembre 2022

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