Gentile Direttore,
lo screening scolastico per l’eccesso ponderale in adolescenza, recentemente proposto in risposta alla crescente prevalenza dell’obesità, può sembrare a prima vista, una strategia di salute ragionevole.
L’obesità, oggi definita malattia cronica, si sviluppa e consolida nel corso della vita. Quella pediatrica ha gravi conseguenze sanitarie, psicosociali ed economiche. Negli ultimi decenni, la sua prevalenza è aumentata in tutto il mondo, cambiando le previsioni di morbilità, mortalità e anni di vita senza disabilità. Ricerche longitudinali hanno dimostrato che i bambini con rapida accelerazione del BMI nella prima infanzia spesso progrediscono verso l’obesità grave entro la tarda infanzia. L’eccesso di peso della prima infanzia è un forte predittore di persistenza.
Negli Stati Uniti, un indice di massa corporea (BMI) elevato tra 6 e 19 anni di età causa circa 1,4 miliardi di dollari di spese sanitarie annuali in più e se le attuali coorti pediatriche restassero in obesità in età adulta, i costi sarebbero enormi.
Nonostante ciò, i programmi di screening del BMI a scuola rivolti a bambini o ai loro genitori condotti in altri paesi non hanno ridotto l’obesità, mentre, invece, rischiano di contribuire inavvertitamente allo stigma o a comportamenti non salutari di controllo del peso. La colpa e la vergogna legata al peso, anche involontarie, si traducono in esiti psicologici e comportamentali negativi; inoltre, i pregiudizi nei contesti sanitari possono ulteriormente minare il benessere e l’esito delle cure. Nel complesso, questi risultati indicano che uno screening può essere ipotizzato solo se applicato precocemente e associato a percorsi diagnostico-terapeutici in rete, dal Pediatra di Famiglia al 2-3° livello di cure, quali quelli previsti dalle Linee di Indirizzo Ministeriali del 2022, ma non ancora realizzati. Nonostante l’apparente attrattiva dello screening adolescenziale, quindi, occorre grande cautela.
Quantificare la salute con il peso ha portato a cambiare l’ideale condiviso sulle dimensioni corporee, aumentare lo stigma sul peso e le pratiche negative di bambini e adolescenti, che sempre più spesso fanno esercizio e attuano strategie di controllo del peso non salutari per dimagrire, invece che scegliere uno stile di vita sano per migliorare la loro salute globale.
Le prove disponibili suggeriscono che già i bambini in età prescolare, se consapevoli di essere in eccesso di peso, presentano minore autostima. L’adolescenza rappresenta un periodo di sviluppo in cui il concetto di sé si intreccia con l’immagine corporea. In questa fase, un BMI più elevato è associato ad aumento del rischio di depressione, ansia, disordini alimentari, uso di sostanze, prese in giro e bullismo basati sul peso. Tutto ciò solleva il timore che iniziative di screening nell’adolescenza, possano avere conseguenze psicologiche indesiderate, soprattutto nel contesto odierno di salute negli adolescenti. Suggerisce, inoltre, che interventi enfatizzanti la categorizzazione del peso corporeo possano danneggiare gli adolescenti già affetti o a rischio di obesità, intensificando il disagio e lo stigma interiorizzato.
Queste osservazioni non mettono in discussione in linea di principio lo screening ma, sebbene la motivazione a implementare quello dell’obesità nell’adolescenza sia comprensibile, le prove supportano una sua rivalutazione cauta e consapevole ed invitano a ripensarlo. Suggeriscono che il bilancio tra benefici e danni potrebbe essere negativo, favorendo l’aumento dell’attenzione all’immagine corporea tipica dell’adolescenza. Con le tecniche usate finora è improbabile che lo screening da solo possa alterare le traiettorie dell’obesità. Soprattutto perché la formazione sullo stigma del peso del personale sanitario e scolastico, che dovrebbe precedere qualsiasi intervento, sebbene urgente, non è ancora neppure cominciata.
L’obesità infantile è causata da determinanti multilivello, tra cui genetica, ambienti alimentari, pratiche di marketing, scarse risorse e forti disuguaglianze sociali. Affrontare questi fattori con interventi sociali e politici coordinati rimane essenziale, come già più volte raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. I bambini più piccoli hanno una maggiore plasticità biologica, aumentando la probabilità che un intervento precoce possa essere costruttivo, se condotto con strumenti adeguati ed affiancato da una rete assistenziale dedicata e soprattutto formata. L’offerta di screening precoci ai bambini, svolti dal pediatra, che li ha in cura, abbinati a formazione e strategie strutturali/politiche finalizzate a ridurre l’esposizione all’ambiente obesogenico, implementando l’educazione alla salute dal concepimento e l’offerta di cure specialistiche, potrebbe rappresentare un approccio eticamente più equo con maggiori possibilità di successo.
Rita Tanas
Pediatra Endocrinologa, Ferrara
Sottoscritto da (elenco in costante aggiornamento):
Riccardo Lera
Pediatra Diabetologo, Alessandria
Valentina Chiavaroli
Neonatologa, Pescara
Elena Ferrari
Pediatra di Libera Scelta (PLS), Reggio Emilia
Luisa Morani
Dietista, Reggio Emilia
Guido Donato
PLS, Carrù (Cuneo)
Beatrice Moro
Pediatra AULSS 6, Padova
Nadia Borgognoni
PLS, Marche Chiaravalle/Falconara (Ancona)
Anna Pietramala
Biologa nutrizionista, Rende (Cosenza)
Diana Castillo
Presidente di ECPO (European Coalition for People Living with Obesity), Ferrara
Elsa Ravaglia
Medico Igienista, SIAN AST, Pesaro Urbino
Anna Maria Davoli
Pediatra, Reggio Emilia
Anna Sannino
Medico Igienista, Ulss 9 Verona
Franco Fontana
Pediatra, Tortona (Alessandria)
Michele Torella
PLS, Bologna
Rosanna La Carrubba
Medico Nutrizionista SIAN, Catania
Concetta Volpe
PLS, Mazzarino (Caltanissetta)
Daniela Saccomandi
Dietista, Ferrara
Maurizio Iaia
Pediatra libero professionista, Cesena
Pina Pacella
Biologa Nutrizionista, Perugia
Daniela Pellegrino
PLS, Savigliano (Cuneo)
Silvana Capasso
Pediatra libero professionista, Napoli
Fernanda Mazzeo
Medico SIAN ASL, Lecce
Eleonora Tappi
Pediatra ospedaliero, Cuneo
Maria Eleonora Basso
Pediatra ospedaliero, Savigliano (Cuneo)
Ana Ferrari
PLS ASL 1, Roma
Emanuela Balzano
PLS, Novara
Valeria De Donno
Pediatra AO S. Croce e Carle, Cuneo
Michela Trada
Pediatra diabetologa, OIRM Torino
Manuela La Dolcetta
Pediatra AO S. Croce e Carle, Cuneo
Marina Vallati
PLS ASL, Boves (Cuneo)
Eleonora Madeddu
Pediatra, Responsabile Ambulatorio Obesità, Ospedale Rovigo
Francesco Baggiani
Pedagogista, Esperto in Stigma ponderale, Greve in Chianti (Firenze)
Micaela Gentilucci
Dietista Nutrizionista, UOC Igiene degli alimenti e della nutrizione, ASL Pescara
Simona F. Madeo
Pediatra Endocrinologa, Responsabile Amb. Auxologia e M. Rare AUO Policlinico, Modena
Nicola Corciulo
Pediatra Endocrinologo, Gallipoli (Lecce)
Anna De Mango
Dietista SIAN, ASL, Lecce
Sara Parolisi
Biologa Nutrizionista, Napoli
Maria Concetta Petrelli
Biologa Nutrizionista, Lequile (Lecce)
Enrico Prosperi
Medico Specialista in Psicologia Clinica, Presidente Società Italiana di Educazione Terapeutica
Vita Cupertino
Pediatra ASP, Cosenza
Maria Concetta Carbone
PLS, ASL 3, Roma
Laura Reali
Pediatra, Roma, Presidente ECPCP (European Confederation of Primary Care Paediatricians)
Andrea Satta
PLS, ASL Roma 5
Elena Porro
PLS,ASL RM1, Roma
Serena Monaco
PLS Roma 1, Roma
Stella Maiolo
PLS, OPBG, Dottoranda Sapienza, Roma
Rosanna Palazzi
PLS ASL Roma 5, Roma
Lisa Birritella
PLS, ASL VITERBO
Micaela Foco
PLS ASL RM 3, Roma
Federico Marolla
PLS ASL Roma 3, Roma
Claudia Pontesilli
PLS ASL Roma 2, Roma
Elisabetta Mascheroni
Pediatra ospedaliero ASL Roma 1, Roma
Erminia Ranauro
PLS ASL Latina 1, Latina
Giulia De Stefanis
PLS ASL Roma 6, Roma
Rossella Claudia Cannavó
PLS ASL Roma 3, Roma
Serenella Corbo
PLS ASL, Roma
Rosette Zand
Pediatra, Roma
Innocenza Rafele
PLS – ASL RM 3, Roma
Rosalba Morelli
Pediatra, Roma
Manuela Orrù
PLS ASL RM1, Roma
Piero Bertuglia
PLS ASL RM4, Roma
Rosa Sciarpelletti
PLS ASL RMH6, Roma
Francesca Preziosi
PLS ASL RM3, Roma
Anna Maria De Nigris
PLS RM3, Roma
Riccardo Bosi
ASL Roma2 e INMP, Roma
Caterina Diamanti
Pediatra, Roma
Vittoria Sarno
Pediatra, Roma
Marcella Costantini
Pediatra, Roma
Casani Antonella
Pediatra, Benevento
Carmela Maradei
PLS, ASP, Cosenza
Marina Zampieri
Pediatra, Roma
Erica Colantonio
PLS, ASL Roma4, Roma
Valerio Fiore
Dirigente Medico SIAM, ASP, Catania
Annalisa Pedini
Pediatra Endocrinologa, AST 1, Pesaro Urbino
Alberto La Valle
PLS, Agrigento
Elena Centis
Psicologa, Bologna
RIFERIMENTI
Jessen JD, et al. Psychosocial consequences of weight screening of school-age children – a systematic review. Dan Med J. 2023;70:A09220534.
Ramos Salas X, et al. Parental Perceptions of Children’s Weight Status in 22 Countries: The WHO European Childhood Obesity Surveillance Initiative: COSI 2015/2017. Obes Facts. 2021;14:658.