Sostenibilità del Ssn. Manca una vera responsabilità politica

Sostenibilità del Ssn. Manca una vera responsabilità politica

Sostenibilità del Ssn. Manca una vera responsabilità politica

Gentile Direttore,
purtroppo è la verità. Non è possibile sostenere finanziariamente il Ssn senza indirizzi importanti ed infatti uno dei grandi problemi della sostenibilità del Ssn è la mancanza di  decisioni. Nessuno dà indicazioni su quali ospedali mantenere aperti, quali prestazioni garantire in quanto tali decisioni sono in mano alla politica che non è esente dalle influenze che l’elettorato esercita su di essa.

D’altra parte i cittadini non si rendono conto di cosa significhi “qualità” in sanità e spesso si lasciano trascinare dalla ricerca di qualsiasi cosa somigli ad un ospedale purché sotto casa.

Nessuno si rende conto di cosa significhi garantire le urgenze chirurgiche senza un servizio di guardia anestesiologica, garantire la parto analgesia senza un anestesista dedicato e preparato, tenere aperto un centro di rianimazione con pochi letti purché sia.

Quel che è più grave è che nessuno spiega ai cittadini che pericoli corrono in casi di questo genere salvo poi puntare il dito in caso di incidente gridando alla “malasanità”.

La cosa più triste di tutto il processo è che ciascuno scalino della scala decisionale passa le decisioni scomode allo scalino più basso; e così il Governo non è riuscito a chiudere i piccoli ospedali stabilendo dei tagli lineari, le Regioni hanno ridotto i fondi a tutte le Asl senza decidere quali prestazioni garantire e quali Strutture chiudere, i Direttori Generali degradano i Direttori delle Strutture Complesse a Responsabili Strutture semplici (convinti di aver fatto il loro dovere, scambiando la riduzione delle Strutture con il degrado dei Direttori) e cercano soluzioni a qualunque costo pur di rientrare nei limiti imposti dalle Regioni pur di mantenere le stesse prestazioni con minori costi; il tutto passa poi ai medici Direttori di Strutture Complesse che premono sui medici per ottenere le stesse prestazioni nonostante una diminuzione di risorse in termini di personale ed il tutto con la solita parolina magica di isorisorse.

Chiaramente non si può andare avanti così a lungo. Occorre che qualcuno decida cosa fare del nostro Ssn.

Occorre dire con chiarezza ai cittadini cosa si può ottenere con quanto il nostro Paese dedica finanziariamente al Ssn, senza ipocrisie e senza scenette da teatro in cui ognuno ritiene di aver fatto la sua parte senza una regia che coordini il tutto.

Certo anche la regionalizzazione del Ssn ha fatto la sua parte di danno. E se si tornasse ad un SSN unico centralizzato? Difficile che sia peggio di oggi. Potremmo provarci.
 
Arturo Citino
Presidente AAROI EMAC Piemonte Valle d’Aosta

 

29 Novembre 2012

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