Specializzandi sanitari non medici. Il giorno della protesta

Specializzandi sanitari non medici. Il giorno della protesta

Specializzandi sanitari non medici. Il giorno della protesta

Gentile Direttore, domenica mattina, 24 maggio, in Piazza Santi Apostoli a Roma, sono scesi a manifestare gli specializzandi nelle discipline sanitarie diverse da quelle mediche per difendere e sostenere i propri diritti correlati   al finanziamento per il sostegno allo studio durante il corso di specializzazione...

Gentile Direttore,
domenica mattina, 24 maggio, in Piazza Santi Apostoli a Roma, sono scesi a manifestare gli specializzandi nelle discipline sanitarie diverse da quelle mediche per difendere e sostenere i propri diritti correlati   al finanziamento per il sostegno allo studio durante il corso di specializzazione.  La manifestazione, promossa da ABIFB (Associazione dei Biologi Italiani e dei Futuri Biologi) e LAPsi (Libera Associazione Psicologia), ha visto l’adesione, oltre della nostra come FASSID, anche di Fisapi (Federazione Italiana Sindacati Autonomi Professioni Intellettuali), di RenaSFO (Rete Nazionale degli Specializzandi in Farmacia Ospedaliera) di SIVeMP (Sindacato Italiano Veterinari Medicina Pubblica) e di AIFM (Associazione Italiana di Fisica Medica e Sanitaria).

Tutte le sigle presenti hanno ribadito il supporto e la condivisione delle criticità che investono professionisti che richiedono a gran voce l’intervento del Governo affinché si decida a varare una norma che possa sanare una situazione discriminatoria prevedendo per gli specializzandi di area sanitaria non medica un contratto di formazione mimetico rispetto a quello attualmente in vigore per gli specializzandi medici. Un contratto di formazione che, per i medici, da diversi anni, stabilisce un finanziamento di oltre 26.000 euro e che invece, miseramente (e solo dal 2025 ipoteticamente previsto dalla legge di bilancio) assegna ai non medici specializzandi biologi, chimici, farmacisti, fisici, odontoiatri, psicologi e veterinari la incredibile cifra di 3.997 Euro all’anno (296 euro netti al mese!).

Si tenga conto che la normativa in vigore prevede l’obbligo della specializzazione per l’ingresso nel SSN da oltre 30 anni sia per i medici sia per i sanitari laureati non medici. Questi ultimi, però, risultano orfani della previsione della equiparazione economica rispetto a quella prevista per i medici. Viene, quindi, del tutto disatteso e violato il diritto degli specializzandi non medici   di ricevere l’adeguato sostegno finanziario di cui i nostri specializzandi necessitano per riuscire a sopravvivere in un percorso formativo professionalizzante e totalizzante (per i farmacisti  ad esempio fino a 1400 ore di tirocinio obbligatorio) che non lascia  spazio ad alcuna altra forma di una pur ipotetica attività remunerativa che possa consentire a questi professionisti un  possibile sostentamento per  riuscire a mantenersi agli studi.

Oltre al danno anche la beffa sul cumulo reddituale perché, il rispolvero di una norma del 19 aprile 1990 fissa un importo reddituale massimo davvero ridicolo (ovvero 7.750 lordi euro/anno) che rappresenta un limite ulteriormente penalizzante per l’accesso alla borsa di studio.

Il DPCM attuativo è venuto alla luce solo pochissimi giorni or sono (20 maggio) e non prevede, peraltro, la remunerazione per l’anno accademico in corso nonostante le proteste poste in essere e reiterate che anche il SiNaFO porta avanti da oltre 25 anni.  E’ davvero umiliante quanto incomprensibile constatare che nella prospettiva sanitaria da parte del Governo esiste solo l’attenzione e la sensibilità rivolta esclusivamente agli specializzandi medici per i quali si sta, ut solitum, studiando la possibilità di incrementare il finanziamento attuale che mostra (come già detto in precedenza) una sperequazione davvero marcata.

Ancora una volta, ci tocca rappresentare e sostenere un diritto disatteso di perequazione tra dirigenti che opereranno nello stesso settore con le stesse responsabilità di natura assistenziale e gestionale ma   che continua a mostrare una visione dicotomizzata di professionisti coinvolti nello stesso sistema salute con una fascia di professionisti di serie A (medici) e professionisti di serie B (futuri dirigenti sanitari di tutte le altre discipline).

Abbiamo ribadito, fino alla nausea, la poliedricità del SSN che non può privilegiare e sostenere solo medici e infermieri.

La manifestazione di oggi è la plastica rappresentazione di uno stato di disagio più volte manifestato ma che non ha trovato ancora l’ascolto da parte di chi doveva (e deve) operare affinché vengano eliminate queste inaccettabili discriminazioni.

La FASSID area SiNaFO continuerà a sostenere in tutte le sedi   la causa dei nostri specializzandi fino alla fine, ovvero, fino a quando non si otterrà la doverosa perequazione economica ai colleghi medici. In attesa, anche di sanare il vulnus reddituale, si dovrà accelerare l’iter per erogare immediatamente e dall’anno in corso, in base al decreto attuativo appena uscito, la (pur misera) indennità di 4.773 annui prevista per gli specializzandi sanitari di area non medica.

Roberta Di Turi
Segretario Generale Fassid/SiNaFO

Luisa Paese
Segretario Generale Aggiunto Fassid/SiNaFO

28 Maggio 2026

© Riproduzione riservata

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