Stop a ritardi ed esitazioni su scudo penale e civile dei sanitari

Stop a ritardi ed esitazioni su scudo penale e civile dei sanitari

Stop a ritardi ed esitazioni su scudo penale e civile dei sanitari

Gentile direttore,
la tutela degli operatori sanitari dalla responsabilità civile e penale derivante dalla loro attività rappresenta un problema complesso che incide negativamente sulla qualità dell’assistenza sanitaria.
 
Il Collegio Italiano dei Chirurghi (CIC), che riunisce 50 Società Scientifiche di tutte la Specialità in rappresentanza di circa 50.000 Chirurghi, si è sempre speso negli ambiti Istituzionali e sui “media” per favorire l’approfondimento culturale e il percorso legislativo di definizione della Responsabilità Sanitaria, sia penale sia civile. Giova ricordare che la responsabilità penale del Medico – fatti ovviamente salvi i casi di dolo e colpa grave “inescusabile” – è oggi prevista solo in tre Paesi giuridicamente “avanzati” (Italia, Polonia e Messico), avendo provveduto tutti gli altri a normare più correttamente questo reato.
 
Fin dagli anni ’80 sono stati presentati numerosi Progetti di Legge, che tuttavia non hanno mai raggiunto la compiutezza legislativa.
Solo nel 2012, con la legge n. 189/2012 (“Legge Balduzzi”), si è giunti a una più moderna definizione della colpa professionale sanitaria, con l’inserimento dei concetti di “linee guida” e “buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica” (peraltro lasciando ampia libertà interpretativa al giudice).
Il CIC, che già aveva collaborato dal punto di vista culturale nel percorso di formulazione della L. Balduzzi, ha poi proseguito a interfacciarsi con gli estensori della successiva legge 24/2017 (“Legge Gelli-Bianco”), che ha introdotto nuovi indirizzi in tema di responsabilità sanitaria ma, a causa di alcune modifiche “in itinere” e al ritardo nella pubblicazione di alcuni decreti attuativi – quello in tema assicurativo “in primis” – ha lasciato aperti importanti spazi di contenzioso legale.
Nel marzo 2020 lo scoppio della pandemia da SARS-CoV-2 ha aperto nuovi ma non meno pericolosi campi di contenzioso, con riferimento alle caratteristiche clinico-epidemiologiche della malattia (del tutto nuova e sconosciuta), alle modalità emergenziali di assistenza, alla organizzazione dei servizi, alla tempestività ed efficacia delle cure, alla dilazione temporale di diagnosi e cura delle altre patologie non-Covid-19 e, infine, alle responsabilità medico-gestionali connesse ad una estensiva campagna vaccinale.
 
Il recentissimo D.L. approvato dal C.d.M. il 31/3/2021 ha riservato meritata attenzione alla tutela penale degli operatori addetti alle vaccinazioni anti-Covid-19, limitando la punibilità ai soli casi di dolo e colpa grave
 
Si prende favorevole atto del raggiungimento di questo indifferibile obiettivo, in mancanza del quale potevano essere minacciati non solo il regolare sviluppo del piano vaccinale, ma anche l’insorgenza di un contenzioso legale insostenibile dal punto di vista morale, giudiziario ed economico.
Non si può tuttavia tacere la assoluta inadeguatezza del provvedimento legislativo, che tutela solo la responsabilità vaccinale e trascura le altre già citate e ben più gravi problematiche di responsabilità penale e civile determinate dall’emergenza pandemica fin dalla sua comparsa, tra cui:
* l’organizzazione assistenziale in periodo di emergenza pandemica
* le modalità assistenziali, clinico-terapeutiche e preventive verso il Covid-19
* la sospensione e la dilazione, inevitabili ma non per questo meno foriere di gravi conseguenze, delle attività assistenziali (diagnostiche, terapeutiche, riabilitative, di screening) nelle patologie non-Covid-19.
 
I contenziosi legali degli eventi ora descritti non interesseranno solo gli operatori sanitari, ma anche le Aziende Sanitarie del S.S.N. e – per loro tramite – il Fondo Nazionale delle Cure. L’interesse ad una rapida ed esaustiva definizione della responsabilità sanitaria rappresenta una necessità per non compromettere l’efficienza (se non addirittura la sopravvivenza economica) del S.S.N., con gravissimo danno per tutti i cittadini cui il nostro S.S.N – unico al mondo –assicura l’universalità delle cure.
 
Il CIC è tuttora impegnato a stimolare le Istituzioni nel ricercare a breve termine soluzioni legislative concrete, fidando anche sul ritrovato spirito di unitarietà legislativa e sull’attuale formula governativa emergenziale con amplissima maggioranza multipartitica.
L’interesse del mondo politico ad impegnarsi in tema di responsabilità sanitaria con provvedimenti che vadano oltre la sola tutela “vaccinale”, emerso in occasione di recenti iniziative del CIC, offre motivi di conforto agli operatori sanitari che – in un periodo così difficile – vedono finalmente concrete speranze di conseguire in tempi brevi un traguardo chiaro in questo ambito.
La drammaticità del momento e l’importanza del problema per gli operatori sanitari, per il S.S.N. e, in realtà, per tutti i cittadini non consentono ulteriori esitazioni e ritardi.
 
Marco Piemonte
Presidente Collegio Italiano dei Chirurghi

19 Aprile 2021

© Riproduzione riservata

I due volti della sofferenza, di chi la vive e di chi la cura. Il nostro appello alle istituzioni e ai cittadini
I due volti della sofferenza, di chi la vive e di chi la cura. Il nostro appello alle istituzioni e ai cittadini

Gentile Direttore, la sofferenza ha sempre due volti. C'è quella che si legge negli occhi di chi è malato, e c'è quella, più silenziosa, negli occhi di chi lo cura,...

I dati Agenas sui tempi di attesa sono privi di senso e fuorvianti
I dati Agenas sui tempi di attesa sono privi di senso e fuorvianti

Gentile direttore, questa lettera ha il pregio di essere brevissima. I dati Agenas sui tempi di attesa che compaiono questa mattina qui su Qs sono privi di senso. Fino a...

Perché i medicinali essenziali richiedono una regolazione dedicata
Perché i medicinali essenziali richiedono una regolazione dedicata

Gentile direttore,una parte crescente delle vulnerabilità dei sistemi sanitari si concentra nei medicinali essenziali fuori brevetto: quelli che costano meno, che vengono utilizzati ogni giorno negli ospedali e sul territorio...

Orientamenti organizzativi per l’area post-acuzie ospedaliera
Orientamenti organizzativi per l’area post-acuzie ospedaliera

Gentile Direttore,l’assistenza ospedaliera post-acuzie rappresenta una componente strategica dell’organizzazione sanitaria: consente di proseguire le cure dopo la fase acuta, favorire la stabilizzazione clinica e recuperare, quando possibile, le capacità funzionali...