Tor Vergata, no alla declassazione della struttura complessa di PS e Medicina d’urgenza

Tor Vergata, no alla declassazione della struttura complessa di PS e Medicina d’urgenza

Tor Vergata, no alla declassazione della struttura complessa di PS e Medicina d’urgenza

Gentile Direttore, la proposta di atto aziendale del Policlinico Tor Vergata, trasmessa lo scorso 16 ottobre, contiene una scelta che, come Società Italiana di Medicina d’Emergenza-Urgenza, non possiamo lasciare passare in silenzio. In un DEA di II livello che nel 2025 ha registrato quasi 47.000 accessi...

Gentile Direttore,
la proposta di atto aziendale del Policlinico Tor Vergata, trasmessa lo scorso 16 ottobre, contiene una scelta che, come Società Italiana di Medicina d’Emergenza-Urgenza, non possiamo lasciare passare in silenzio. In un DEA di II livello che nel 2025 ha registrato quasi 47.000 accessi, la Struttura Complessa di Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza viene declassata in due Unità Operative Semplici Dipartimentali, mantenendo una divisione tra Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza che è scorretta su un piano funzionale, rischioso per i pazienti, e contrario alle normative nazionali vigenti: una struttura semplice dipartimentale per il Pronto Soccorso, a direzione ospedaliera, l’altra per la Medicina d’Urgenza, a direzione universitaria. Alla disciplina che regge il Dipartimento di Emergenza non resta alcuna struttura complessa. Contestiamo fermamente questa scelta, e la divisione in due unità separate, per ragioni normative prima ancora che professionali.

È una scelta in contrasto con il DM 70/2015. Il decreto sugli standard ospedalieri attribuisce all’ospedale sede di DEA, accanto al pronto soccorso, le funzioni di osservazione breve intensiva e di medicina d’urgenza, e annovera la Medicina d’urgenza tra gli standard del Centro Traumi di Zona, ruolo che la rete regionale assegna proprio al Policlinico. Pronto Soccorso, OBI e degenza di Medicina d’Urgenza non sono servizi da separare: sono le fasi di un unico percorso, quello del paziente critico che va stabilizzato, osservato e, quando serve, ricoverato senza passaggi di consegne tra strutture autonome.

Ed è una scelta in contrasto con le norme del Lazio. I requisiti minimi autorizzativi regionali (DCA U0008/2011) non lasciano margini: nel DEA di II livello «la Unità Operativa Complessa di Medicina d’Urgenza è costituita dal P.S. generale con annessa Area di Osservazione Temporanea e dell’Area di degenza», e i medici del Pronto Soccorso rispondono «al direttore della U.O.C. di P.S.-Medicina d’Urgenza». La tabella allegata allo stesso atto annota che la programmazione della rete ospedaliera (DGR 115/2026) prevedeva per la disciplina una struttura complessa: l’Azienda l’ha semplicemente eliminata. E l’Atto di indirizzo regionale sugli atti aziendali (DGR 310/2024) riserva le strutture semplici dipartimentali alle articolazioni la cui complessità non giustifica una struttura complessa. Difficile sostenerlo per un Pronto Soccorso da 47.000 accessi con una degenza di 20 letti, sei dei quali monitorizzati per la terapia sub-intensiva.

Il paradosso è che la Regione, lì, ha appena investito. Nel novembre 2025 è stata inaugurata al Policlinico la nuova Unità di Medicina d’Urgenza, 20 posti letto realizzati con 4,2 milioni di euro di fondi giubilari e presentata come «un tassello strategico nel rafforzamento dell’area dell’Emergenza e Urgenza». Meno di un anno dopo, la stessa disciplina perde la struttura complessa, senza una riga di motivazione. Non discutiamo le scelte fatte per altre specialità, alle quali l’atto riconosce strutture complesse anche con pochissimi posti letto: ci limitiamo a constatare che il declassamento della Medicina d’Emergenza-Urgenza non risponde ad alcun parametro dimensionale.
C’è poi un aspetto che va oltre l’organigramma e tocca la dignità della nostra disciplina. L’atto stabilisce che il direttore del Dipartimento di Emergenza e Accettazione sia scelto tra i direttori delle strutture complesse che vi afferiscono: neurochirurgia, anestesia e rianimazione, traumatologia, pneumologia. Privato della struttura complessa, il medico d’emergenza-urgenza non potrà mai dirigere il dipartimento che porta il nome della sua specialità. Nel luogo in cui ogni giorno si decide la sorte dei pazienti critici, i medici d’emergenza-urgenza diventano vassalli nella propria disciplina: chiamati a reggere il Pronto Soccorso, ma esclusi dal suo governo.

Le conseguenze ricadranno su pazienti e professionisti. Separare il Pronto Soccorso dalla sua degenza moltiplica i passaggi di consegne nella fase di maggiore instabilità clinica, crea zone grigie di responsabilità (l’atto non dice nemmeno a chi spetti l’Osservazione Breve Intensiva) e indebolisce lo strumento con cui il DEA assorbe i picchi di accesso e il boarding. E, ci lasci dire, in un momento in cui i Pronto Soccorso faticano a trattenere i propri medici, una struttura che fa solo Pronto Soccorso, senza degenza e senza prospettive di direzione, è la ricetta più sicura per svuotarla: lì non vorrà andare nessuno.

Non è la prima volta, e sappiamo che si può tornare indietro. Pochi mesi fa la proposta di riorganizzazione di ATS Liguria prevedeva di dividere in due strutture complesse il Pronto Soccorso e la Medicina d’Urgenza della Spezia. Dopo l’intervento di SIMEU Liguria quella scelta è stata superata e la struttura unica ripristinata. A Tor Vergata si va oltre: non solo si separa, si declassa.
Per queste ragioni chiediamo all’Azienda e all’Università di rivedere l’atto, ricostituendo un’unica Struttura Complessa di Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza che comprenda Pronto Soccorso, Osservazione Breve Intensiva e degenza, e alla Regione Lazio, cui spetta l’approvazione, di non approvarlo in questa forma. SIMEU è, come sempre, pronta al confronto, ma a partire da un principio non negoziabile: la Medicina d’Emergenza-Urgenza è una disciplina autonoma e specialistica, non un servizio da collocare in posizione subordinata nel dipartimento che essa stessa regge.

Cordiali saluti

Alessandro Riccardi
Presidente Nazionale SIMEU

Carlo Gaetano Piccolo
Presidente SIMEU Lazio

30 Ottobre 2026

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