Un respiratore non fa una terapia intensiva

Un respiratore non fa una terapia intensiva

Un respiratore non fa una terapia intensiva

Gentile direttore,
i dati diffusi giornalmente fin da inizio pandemia fanno un distinguo tra pazienti ricoverati in reparto e pazienti ricoverati in terapia intensiva. In questi ultimi mesi tutti abbiamo sentito parlare che i respiratori sono il salvavita dei pazienti ricoverati in terapia intensiva. Ma non basta un respiratore per far funzionare una terapia intensiva.
 
I pazienti con polmonite da corona virus hanno un quadro clinico talmente grave che oltre al ventilatore necessitano di monitoraggio multiparametrico h 24, di letto dedicato, materasso anti-decubito, presidi per il posizionamento del capo e degli arti. I farmaci in infusione continua sono anche più di sei in simultanea, tutti infusi in maniera controllata con pompa siringa, attraverso un catetere venoso centrale. I pazienti vengono nutriti artificialmente, grazie ad una pompa che spinge il nutrimento attraverso una sonda che arriva nello stomaco. Non potendo deglutire, la saliva e le secrezioni bronchiali vengono aspirate ad intervalli regolari, con un macchinario chiamato aspiratore.
 
Tutto questo viene effettuato da infermieri specializzati e anestesisti. Perché non tutti i medici ed infermieri sanno infilare tubi vari dentro le persone, dosare farmaci in alta concentrazione, utilizzare respiratori, macchinari e presidi complessi.
 
Come non ci sono i posti letto di terapia intensiva, non ci sono nemmeno infermieri e medici formati per gestire tali pazienti e tali attrezzature. Il personale deve essere in numero tale da poter garantire l’affiancamento e la formazione delle nuove assunzioni. La carenza di personale si fa sentire anche tra il personale di supporto.


 


Il coronavirus non si combatte solo con i farmaci, ma con le buone pratiche igienico sanitarie, attraverso la sanificazione degli ambienti e dei presidi. Gli Operatori Socio Sanitari devono essere presenti nei reparti di terapie intensive così come sono presenti gli infermieri e i medici. Serve tanto personale di tutti i profili. Servono tanti presidi e non solo ventilatori.
 
Gabriele Cocco
infermiere di terapia intensiva covid e rappresentate aziendale CGIL FP Azienda Ospedaliera Universitaria Sant’Andrea di Roma  

26 Ottobre 2020

© Riproduzione riservata

Intelligenza artificiale e studi clinici: vigilare è fondamentale, ma senza indebolire la fiducia nella ricerca
Intelligenza artificiale e studi clinici: vigilare è fondamentale, ma senza indebolire la fiducia nella ricerca

Gentile Direttore, L’articolo pubblicato da Milena Gabanelli e Andrea Priante sul Corriere della Sera a proposito dell’impiego dell’intelligenza artificiale nelle pubblicazioni scientifiche e nella ricerca clinica richiama l’attenzione su un...

Rivoluzione nella Sanità Pubblica: il TAR abbatte le esclusive e conferma l’unitaria Dirigenza Sanitaria
Rivoluzione nella Sanità Pubblica: il TAR abbatte le esclusive e conferma l’unitaria Dirigenza Sanitaria

Gentile Direttore,una recente pronuncia del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione staccata di Brescia), la sentenza n. 01174 pubblicata il 24 agosto 2026, traccia un solco nel panorama giurisprudenziale,...

Pro e contro dell’intelligenza artificiale e perché è necessario costruirne una completamente europea
Pro e contro dell’intelligenza artificiale e perché è necessario costruirne una completamente europea

Gentile Direttore, l’intelligenza artificiale va considerata per quello che è: non un oracolo, non un nemico, ma uno strumento estremamente potente. Ha già vantaggi reali e documentati: velocizza l’analisi, automatizza...

Spesa sanitaria: più risorse sono necessarie, ma senza regole e metodo rigoroso e condiviso non bastano
Spesa sanitaria: più risorse sono necessarie, ma senza regole e metodo rigoroso e condiviso non bastano

Gentile Direttore,la ringrazio per l'opportunità di ospitare un dibattito non formale sulle risorse destinate alla salute degli italiani, e ringrazio l'amico Nino Cartabellotta per una risposta che accoglie nella sostanza...