Una condanna a morte per i ricoverati di Al-Shifaa e dell’Indonesian Hospital di Gaza

Una condanna a morte per i ricoverati di Al-Shifaa e dell’Indonesian Hospital di Gaza

Una condanna a morte per i ricoverati di Al-Shifaa e dell’Indonesian Hospital di Gaza

Gentile direttore,
a Gaza le persone ricoverate ad Al-Shifaa, principale ospedale di Gaza, e all’ Indonesian Hospital sono condannate a morte: il carburante che tiene accesi i generatori è in esaurimento ed Israele impedisce l’ingresso dei rifornimenti.

La popolazione di Gaza, sotto embargo da 16 anni, dall’inizio di questa guerra è sotto assedio: un assedio che blocca l’ingresso di acqua, generi alimentari, gas ed energia elettrica. Un assedio che non fa distinzione tra combattenti, popolazione civile, neonati negli incubatori, orfani, feriti, mutilati, malati di tumore o persone la cui vita è appesa ad un respiratore.

Ad oggi sono 3196 i bambini uccisi a Gaza, un numero che in 3 settimane ha superato il numero di bambini uccisi nelle zone di conflitto nel mondo dal 2019. Il personale sanitario sta lavorando a Gaza in condizioni disumane, di deprivazione materiale di risorse e mezzi di comunicazione, mentre fa esperienza del trauma collettivo dell’occupazione e della violenza che si rinnova sotto le bombe sioniste.

Nel corso della guerra israeliana su Gaza sono state numerose le richieste israeliane di evacuare gli ospedali di Gaza. Nonostante questo, il personale sanitario, il Ministro della Sanità Palestinese e la Mezza Luna Rossa hanno rifiutato categoricamente tali richieste: in primo luogo perché evacuare persone gravemente malate o privare un territorio sotto bombardamento di un presidio ospedaliero, equivale a condannare migliaia di persone a morte e, in secondo luogo perché, quando piovono bombe su una prigione a cielo aperto, nessun posto è sicuro.

Dal 7 ottobre 2023, il bombardamento militare israeliano su Gaza ha provocato la morte di 73 operatori sanitari, con 57 strutture sanitarie attaccate al 24 ottobre 2023. Di questi operatori sanitari, 16 sono stati uccisi mentre erano in servizio. Tra questi figurano Omar Ferwana, ex preside della Scuola di Medicina dell’Università Islamica di Gaza, e Medhat Sedim, uno dei pochissimi chirurghi plastici a Gaza.

Tra le vittime dei bombardamenti israeliani anche infermieri e paramedici, molti uccisi con le loro famiglie mentre dormivano nelle loro case.

A questa catastrofe si aggiunge l’utilizzo del fosforo bianco usato per bombardare la popolazione civile in Palestina ed in Libano: un crimine di guerra già commesso in passato e reiteratosi in questi giorni in violazione del terzo protocollo della Convenzione delle Nazioni Unite.

È in atto un genocidio da manuale basato su quella che l’Avv. Craig Mokhiber, nella recente lettera di dimissione dall’incarico di Direttore dell’Ufficio di New York dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, ha definito ideologia coloniale etno-nazionalista.

Ci uniamo alle voci delle migliaia di scienziatÉœ, accademicÉœ e medicÉœ di tutto il mondo per un immediato cessate il fuoco e per porre fine all’assedio di Gaza.

Il Coordinamento Nazionale di “Chi si cura di te?”

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02 Novembre 2023

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