Una medicina generale buona

Una medicina generale buona

Una medicina generale buona

Gentile Direttore, una sorta di publication bias fa sì che sul web, nella discussione attorno alla medicina generale ci sia una assordante litania di fondo, una lamentela continua e asfissiante che potrebbe non rispecchiare la realtà. Ma i medici di medicina generale sono davvero così scontenti della professione? I cittadini? La flessibilità e l’autonoma organizzazione del Mmg non dà vita ad un battaglione monolitico e immutabile. 

Gentile Direttore,

una sorta di publication bias fa sì che sul web, nella discussione attorno alla medicina generale ci sia una assordante litania di fondo, una lamentela continua e asfissiante che potrebbe non rispecchiare la realtà. Ma i medici di medicina generale sono davvero così scontenti della professione? I cittadini? La flessibilità e l’autonoma organizzazione del Mmg non dà vita ad un battaglione monolitico e immutabile. Esistono 38 mila medicine generali tante quante sono i Mmg. Che essa sia una disciplina di fatto è innegabile, ma ogni Mmg vive e gestisce lo studio come meglio crede e può e vuole nel rispetto dei confini della convenzione.

Non riusciamo a vedere chi, con serenità, svolge la professione, così come spesso le buone notizie non vengono passate in rassegna. Non fa notizia il Mmg che visita, che visita a domicilio, che si assume le sue responsabilità, che fa diagnosi tempestiva, che diagnostica le acuzie, che ascolta. E ci siamo e siamo in tanti. E non è vero in toto che ci sia un esercito di Mmg che contano i giorni che mancano alla pensione, che agognano la dipendenza come rifugio, incattiviti quasi, nascosti, respingenti.

Nel punto più alto di scarsa concorrenza tra Mmg forse qualcuno (appunto qualcuno) si erge a quel che io definisco il medico-poliziotto: rigido e totalmente incardinato nelle regole dell’amministrazione regionale e con scarso buon senso, il contatore di compresse. Esiste questo medico ed è quello che non si assume le responsabilità; è un medico che usa la normativa attuale per correre meno rischi possibili, che non riceve contestazioni aziendali, “basso spendente”; nega prestazioni non sapendo che in medicina chi nega talora rischia più di chi fa. A pensar male si fa peccato…forse nega per lavorare meno? Forse sì, forse no. Per chi lavora? Per il cittadino o per la Asl? I padri fondatori del Ssn vollero un medico terzo.

È un medico cui si finisce per non rivolgersi. È un medico per le ricette; espertissimo e fornito di ogni circolare regionale, dalla richiesta specialistica facile. Ascolto io stesso nelle sale d’attesa le istruzioni che il Mmg fornisce al personale di segreteria come questa: “Per la prescrizione di Rmn ginocchio ci vuole la richiesta dello specialista”. Che autogoal!

E quindi il Mmg cosa è? Come accennato sopra c’è qualcuno che si è ritagliato il ruolo di amministrativo, che non sa o non vuole delegare al personale di segreteria alcuni compiti di filtro. Un medico lontano. Dal cittadino e dalla buona pratica medica.

Sono pochi questi colleghi che esercitano la professione lecitamente, correttamente; appunto. Troppo correttamente.

Ed il resto? Sono tutti Mmg compiacenti e “di manica larga”? Mmg dalla ricetta facile?

C’è una medicina generale buona, che è la gran parte della medicina generale: infaticabile, cordiale, aperta, sorridente, empatica, vicina. È la medicina che accoglie e non fa miracoli, una medicina che trova una strada.

È fatta da medici che faticano? Fatica solo chi non ama il proprio mestiere. E diciamolo pure: non interessa al clinico il DM77, non interessa il PNRR, non interessa la governance, non interessa la mission. Lasciamo il management a chi lo fa per mestiere.

Riscopriamo e pretendiamo di essere MEDICI. C’è una giurisprudenza consolidata secondo cui i provvedimenti regionali che antepongono il budget ai bisogni di cura sono nulli; così come lo scostamento da parte del medico dalla spesa media regionale appaga lo studioso; la contestazione sull’appropriatezza va fatta sul singolo caso. Periodicamente le giurisdizioni superiori confermano che le stesse note Aifa e schede tecniche debbono esser viste alla luce del singolo.

Torniamo ad essere clinici nelle regole, con le regole e nel rispetto della convenzione nazionale e degli accordi integrativi, ma con il paziente e per il paziente. Che sia rispettato lo stile di ogni medico certo, ma restiamo lontani dalle derive di una medicina “di polizia”, del censore, dell’erogatore, una medicina amministrata e amministrativa. Il periodo storico congiunturale e i tentativi regionali di calmierare la spesa (o l’appropriatezza?) aprono la strada alla figura di un medico di medicina generale rigido dietro la propria scrivania, forte del fatto che alternative e altri medici non ce ne sono, ma sempre timoroso della mannaia della giustizia o dei controlli asl. Uno scontro che non giova a nessuno.

È un medico che fatica moltissimo rispetto a chi, aperto, sicuro della clinica e dei bisogni reali del paziente con energia difende sé stesso, la propria libertà e la salute del paziente. Una medicina generale buona è anche una buona medicina.

Giuseppe Mittiga

Medico di medicina generale, Roma

02 Ottobre 2026

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