La Lombardia pronta a una nuova riforma della sanità regionale. Monti (Lega): “Auspicabile che si proceda con la condivisione di tutte le forze politiche”

La Lombardia pronta a una nuova riforma della sanità regionale. Monti (Lega): “Auspicabile che si proceda con la condivisione di tutte le forze politiche”

La Lombardia pronta a una nuova riforma della sanità regionale. Monti (Lega): “Auspicabile che si proceda con la condivisione di tutte le forze politiche”
In attesa di ricevere la proposta della Giunta, la Commissione Salute ha avviato le audizioni e disegnato una roadmap dell’iter di riforma. Obiettivo chiudere i lavori e approvare la riforma entro novembre. "Il rilancio e il potenziamento del sistema sanitario regionale non può essere un interesse di parte ma deve necessariamente vedere tutte le forze politiche impegnate nella stessa direzione. Veniamo da mesi molto difficili in cui la pandemia ha inasprito la dialettica politica, ma ora c’è bisogno di uno sforzo per smorzare i toni e lavorare nel merito", ha detto il presidente leghista della Commissione sanità.

Inizia il percorso di revisione della legge 23/2015 di riforma del servizio sanitario regionale della Lombardia. Nella seduta odierna la Commissione consiliare Sanità ha ascoltato in audizione il professor Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto farmacologico Mario Negri; il direttore generale Agenas Domenico Mantoan e Vittorio Carreri del Movimento Culturale per la difesa e il miglioramento del SSN. Al centro del confronto le proposte di riorganizzazione del sistema sociosanitario lombardo.

Prima della chiusura dei lavori il Presidente Emanuele Monti (Lega) ha informato che è stata inviata alla Giunta una lettera, sottoscritta dall’Ufficio di Presidenza della Commissione, nella quale si prospettano i tempi di lavoro per la riforma della legge 23. “Ho condiviso con la Vice Presidente Moratti e il Presidente Fontana un metodo di lavoro – ha detto Monti –, di concerto con i componenti dell’Ufficio di presidenza, la consigliera Simona Tironi (FI) e il consigliere Gregorio Mammì (M5S), per formalizzare l’avvio della revisione della legge regionale 23/2015. Abbiamo chiesto contestualmente di condividere un approccio orientato alla condivisione delle idee messe in campo. Il rilancio e il potenziamento del sistema sanitario regionale non può essere un interesse di parte ma deve necessariamente vedere tutte le forze politiche impegnate nella stessa direzione. Veniamo da mesi molto difficili in cui la pandemia ha inasprito la dialettica politica, ma ora c’è bisogno di uno sforzo per smorzare i toni e lavorare nel merito”.

La roadmap della revisione della legge 23/2015 prevede che entro la prima decade di maggio la Giunta deliberi le linee guida con i punti di modifica. A maggio e a giugno, con tre sedute settimanali per due mesi, da parte della Commissione verranno auditi i principali interlocutori del Servizio Sanitario, presenti l’assessore al Welfare Letizia Moratti e la dg Welfare. Entro luglio, la Giunta approverà un progetto di legge “tenendo conto dell’ampio dibattito in Commissione” e a settembre la stessa Commissione valuterà il testo di legge proposto, discutendo emendamenti “formulati anche alla luce delle proposte delle parti sociali”. L’approvazione finale in Consiglio è prevista a novembre.
 
“La Commissione Sanità regionale – ha detto ancora Monti – è quindi pronta ad avviare il percorso di revisione della legge 23/2015 e ne sarà protagonista. Coinvolgeremo le parti sociali nella discussione e daremo centralità all’organo legislativo. Serve però un percorso condiviso da tutte le forze politiche. In questo modo la legge verrà modificata a partire dalle istanze dei rappresentanti del sistema sanitario regionale e si concentrerà sugli aspetti da rafforzare in considerazione delle mutate condizioni del sistema e sullo sblocco di assunzioni e fondi per sviluppare la medicina territoriale”.

L’annuncio della lettera è stato accolto da critiche da parte dei consiglieri della minoranza, che hanno sottolineato la necessità di un maggior coinvolgimento della Commissione “a partire dalla determinazione dei tempi e del metodo di lavoro”. “Avrei preferito – ha commentato il Vice Presidente del Consiglio regionale Carlo Borghetti (PD) – che la proposta partisse dalla Commissione e non dalla Giunta come annunciato oggi. L’iniziativa legislativa è infatti prerogativa del Consiglio e perciò rispettarla nella forma e nella sostanza è la prima condizione per procedere in sintonia e in uno spirito di condivisione”.

“Attendevamo per la fine di questo mese un progetto della Giunta, ma non è arrivato assolutamente nulla”, è il commento di Gregorio Mammì, membro dell’Ufficio di Presidente della Commissione e consigliere regionale del M5S Lombardia. “Come Commissione – aggiunge Mammì – abbiamo il dovere di iniziare a lavorare alla riforma esercitando la funzione legislativa propria dell’assemblea. Non ci possiamo permettere altri ritardi, perciò abbiamo deciso di stravolgere i progetti dell’Assessore".

“Non attenderemo il testo della Giunta per iniziare le audizioni, ma saranno le audizioni, basate su un documento di indirizzo tecnico, che dovranno guidare i principi contenuti nell’eventuale proposta di legge che arriverà dalla Giunta. Se non riceveremo un testo in tempo utile, o che rispecchi i principi dettati dal confronto emerso nelle audizioni, ci riserviamo di presentare un progetto condiviso dalla Commissione”, ha concluso Mammì.

31 Marzo 2021

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