Lombardia. Al via il soccorso sanitario avanzato in ambiente impervio. Bertolaso: “Apripista nazionale”

Lombardia. Al via il soccorso sanitario avanzato in ambiente impervio. Bertolaso: “Apripista nazionale”

Lombardia. Al via il soccorso sanitario avanzato in ambiente impervio. Bertolaso: “Apripista nazionale”

Il nuovo assetto organizzativo e autorizzativo integra pienamente le competenze sanitarie avanzate del Soccorso Alpino nel sistema 118 per gestire le emergenze quando non è possibile usare ambulanze o elicotteri. Sviluppati 12 algoritmi clinico-assistenziali, dedicati alle principali emergenze sanitarie.

La Lombardia è la prima Regione italiana ad attivare un servizio strutturato di Soccorso Sanitario Avanzato in Ambiente Impervio (Saai), un modello innovativo che consentirà di garantire cure avanzate anche nei contesti montani e ipogei quando le condizioni meteorologiche o ambientali impediscono l’impiego degli elicotteri di elisoccorso o rendono indisponibili altri mezzi di soccorso. Lo annuncia la Regione in una nota,

L’iniziativa, operativa da sabato 1° agosto, è stata presentata a Palazzo Lombardia dall’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, insieme al presidente del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas) lombardo, Marco Astori, al direttore del CNSAS Lombardia Marco Salmoiraghi e al direttore generale di Areu, Massimo Lombardo. Il progetto nasce dalla collaborazione anche con le Asst, le Farmacie ospedaliere e la Direzione Generale Welfare, con l’obiettivo di offrire ai cittadini una possibilità di cura in più, assicurando l’intervento di équipe sanitarie avanzate anche negli scenari più complessi e difficili da raggiungere.

Le 4 Sale Operative del 118 (Soreu) e la Centrale Regionale di Elisoccorso di Areu (Creli) possono, dunque, attivare squadre composte da medici e infermieri del Cnsas lombardo, professionisti adeguatamente formati sia sotto il profilo sanitario sia tecnico-alpinistico, in grado di operare in sicurezza negli ambienti impervi montani e ipogei.

Bertolaso: “Servizio fondamentale quando non arrivano ambulanze o elicotteri”
Si tratta di un servizio fondamentale – ha sottolineato l’assessore Guido Bertolaso – quando non si riesce ad arrivare con le ambulanze o con gli elicotteri perché c’è brutto tempo oppure perché succede in una grotta. Adesso i volontari del soccorso alpino possono intervenire con tutti gli strumenti a loro disposizione. Abbiamo ampliato lo spettro di azione dell’emergenza urgenza in Lombardia con quelle che sono le competenze e le migliori professionalità. Si tratta di un passo avanti del quale tutti i nostri cittadini potranno approfittare e usufruire”.

Astori (Cnsas): “Lombardia prima regione per questa procedura”
“Con questo progetto – ha detto Marco Astori – portiamo il soccorso sanitario avanzato anche negli ambienti impervi e montani. Fino a oggi i medici e gli infermieri che operano sui mezzi di soccorso di Areu, una volta indossata la divisa del Soccorso Alpino, non potevano utilizzare le competenze sanitarie avanzate di cui già disponevano. Grazie al lavoro svolto insieme ad Areu e a Regione Lombardia, queste professionalità potranno ora intervenire anche in montagna con gli stessi protocolli e le stesse competenze del sistema dell’emergenza-urgenza. La Lombardia è la prima Regione italiana ad aver realizzato una procedura di questo tipo. Pensiamo, ad esempio, alla gestione del dolore: una persona con una frattura alla caviglia in ambiente impervio può rimanere sulla barella anche per quattro, cinque o sei ore prima del trasporto. Oggi possiamo garantire un’assistenza sanitaria avanzata fin dalle prime fasi dell’intervento, migliorando concretamente la qualità delle cure offerte ai pazienti”

Lombardo (Areu): “Grande lavoro di collaborazione, ambiente impervio non è solo montagna”
“Questo progetto – ha aggiunto Massimo Lombardo – nasce dall’analisi delle esigenze reali del sistema di emergenza-urgenza ed è il risultato di un importante lavoro congiunto tra Areu, Cnsas, Asst e Direzione Welfare in particolare per l’organizzazione delle dotazioni di farmaci e dispositivi sanitari. L’ambiente impervio non coincide soltanto con la montagna: comprende tutti quei contesti in cui l’accesso al paziente è particolarmente complesso, come alcune aree collinari o boschive del nostro territorio. In questi scenari i volontari del Soccorso Alpino rappresentano una risorsa fondamentale, perché diventano a tutti gli effetti i soccorritori del sistema sanitario regionale. Ogni anno l’Agenzia gestisce circa un milione di missioni di soccorso e nel 98% dei casi dispone già della risposta più adeguata. Con questo progetto interveniamo su quel restante 2% di situazioni in cui, fino a oggi, raggiungere il paziente con cure sanitarie avanzate era più difficile. L’obiettivo è ridurre ulteriormente queste criticità e garantire un’assistenza sempre più efficace ai cittadini”.

Il nuovo servizio, illustra nel dettaglio la nota regionale, rappresenta l’evoluzione di una collaborazione ormai consolidata tra il Sistema sanitario regionale e il CnsaS lombardo, che ogni anno consente di effettuare migliaia di interventi di soccorso tecnico-sanitario. Nel solo 2025 i soccorritori del Soccorso alpino lombardo sono intervenuti in oltre 1.800 eventi, prestando assistenza a quasi 2.000 persone. Sin dalla sua istituzione, Areu gestisce la convenzione coordinando le attività operative, la formazione e lo sviluppo del sistema di soccorso sanitario in ambiente impervio. Tra i volontari del Soccorso alpino figurano anche numerosi professionisti sanitari: 24 infermieri, già abilitati all’utilizzo degli algoritmi clinico-assistenziali dei Mezzi di Soccorso Avanzato di Areu, e 34 medici, dei quali 14 operano anche nel sistema regionale dell’emergenza-urgenza. Il progetto valorizza proprio questa doppia competenza, consentendo ai professionisti di applicare anche in ambiente impervio gli stessi protocolli clinico-assistenziali utilizzati quotidianamente nel sistema di emergenza sanitaria lombardo.

Per garantire interventi omogenei e sicuri sono stati sviluppati 12 algoritmi clinico-assistenziali, dedicati alle principali emergenze sanitarie, tra cui trauma maggiore, dolore toracico, crisi convulsive, reazioni anafilattiche e gestione del dolore. Contestualmente sono state attivate 12 postazioni strategiche distribuite sul territorio regionale, nelle aree caratterizzate dal maggior numero di missioni di soccorso. Ogni postazione è dotata di farmaci, presidi sanitari avanzati, monitor multiparametrico, dispositivo per la trasmissione dell’elettrocardiogramma e zaino sanitario dedicato. In Valtellina sono già operative le postazioni di Livigno, Bormio e Caiolo, attive 24 ore su 24.

Nei prossimi mesi, sulla base dei risultati conseguiti, sarà inoltre valutato un ampliamento della rete delle postazioni di soccorso sanitario avanzato in ambiente impervio, con l’obiettivo di rendere il servizio sempre più capillare ed efficiente.

04 Agosto 2026

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