Oblio oncologico. Favo e Aiom: “Con nuova legge Italia all’avanguardia in Europa, approvarla presto”  

Oblio oncologico. Favo e Aiom: “Con nuova legge Italia all’avanguardia in Europa, approvarla presto”  

Oblio oncologico. Favo e Aiom: “Con nuova legge Italia all’avanguardia in Europa, approvarla presto”  
Alla Camera un convegno per fare il punto sul testo unificato approvato dalla commissione Affari Sociali: “Per la prima volta tutelati anche i contratti di lavoro e le adozioni”, osservano Favo, Aiom e Fondazione Aiom, che chiedono che sia designata un’autorità che vigili sul rispetto delle norme e che siano inserite sanzioni in caso di inadempienza.

“La legge sul diritto all’oblio oncologico può porre l’Italia all’avanguardia in Europa nella tutela delle persone colpite dal cancro che hanno superato la malattia. A differenza dei provvedimenti adottati in altri Paesi, prevede specifiche disposizioni che riguardano non solo la possibilità di accedere a servizi finanziari come mutui e assicurazioni, ma anche i contratti di lavoro e le adozioni. Si tratta di una battaglia di civiltà che segna la fine di troppe discriminazioni subite finora dai cittadini che sono guariti dal cancro”. Questa, in sintesi, la posizione espressa dalla Favo (Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia), Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Fondazione Aiom in occasione del convegno “Il diritto all’oblio delle persone guarite dal cancro e la prevenzione delle disuguaglianze”, organizzato da Favo oggi alla Camera dei Deputati.

Favo, Aiom e Fondazione Aiom, dunque, plaudono al testo unificato del disegno di legge sull’oblio oncologico, approvato recentemente dalla Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, ,a chiedono anche che sia designata un’autorità che vigili sul rispetto delle norme e che siano inserite sanzioni in caso di inadempienza.

“Con l’approvazione della proposta di testo unificato, finalmente vengono cancellati per legge lo stigma cancro = morte e lo stigma cancro = malattia incurabile e inguaribile, frequentemente riproposti dai media e ancora ben radicati nell’opinione pubblica – spiegano in una nota Francesco De Lorenzo, presidente Favo, ed Elisabetta Iannelli, segretario generale Favo -. I guariti dal cancro non saranno più discriminati nella vita sociale, professionale e familiare. Sono infatti previste specifiche norme che tutelano gli ex pazienti da possibili discriminazioni nel campo assicurativo e finanziario oltre che nell’ambito lavorativo, con misure relative all’accesso alle procedure di selezione concorsuale ed alle assunzioni e relative a politiche attive di inserimento e permanenza al lavoro. Anche il riconoscimento dell’idoneità all’adozione non potrà più essere negato a chi è guarito dal tumore”.

“Il testo parte dal presupposto fondamentale che il cancro è guaribile e, in molti casi, è sempre più una malattia cronica – affermano Giordano Beretta, presidente Fondazione Aiom, e Saverio Cinieri, presidente Aiom -. In base alle statistiche, molte persone, colpite da neoplasia, moriranno per altre patologie, prima ancora di essere considerati clinicamente guarite dal tumore. Per questo è necessario ricalcolare, per esempio, i premi assicurativi in base agli enormi progressi della ricerca scientifica. Sempre in base a questo principio, la norma italiana interviene anche sulla legge sull’adozione di minori, e comunque potranno essere valutate anche le richieste di adozione che provengono da chi è considerato ancora malato”.

“Il disegno di legge è un’importante conquista di civiltà che giunge dopo anni di battaglie e che finalmente considera i progressi medico-scientifici – proseguono i vertici di Favo -. La nostra Federazione ha denunciato anni fa la mancanza di provvedimenti legislativi a favore dell’oblio oncologico. Abbiamo dialogato con i rappresentanti dei clinici, delle assicurazioni, del mondo del lavoro e, ovviamente, delle Istituzioni. Negli ultimi due anni, Fondazione AIOM ha lanciato una campagna informativa importante ed efficace”.

“Con la nostra petizione on line abbiamo raccolto 106.967 firme – affermano Giordano Beretta e Saverio Cinieri -. L’oncologia italiana è ai vertici nel mondo per quanto riguarda i tassi di sopravvivenza e guarigione per molte neoplasie. Ai successi scientifici devono però corrispondere anche nuovi provvedimenti di tutela. Sono oltre 3,7 milioni le persone che in Italia vivono con una diagnosi di cancro e circa un milione deve essere considerato guarito. È indispensabile permettere ai pazienti, soprattutto ai più giovani, di godere di una vita libera e completa dopo la fine delle cure. Auspichiamo che la nuova legge, che migliora l’esempio già virtuoso di altri Paesi europei, sia approvata quanto prima, entro la fine dell’anno”.

L’intero Gruppo di Lavoro Favo (costituito da Maurizio Sacconi – Amici di Marco Biagi; Maurizio Campagna, Francesco De Lorenzo, Elisabetta Iannelli – Favo; Alessandro Candido, Mauro Paladini – Università degli Studi di Milano Bicocca) valuta molto positivamente la proposta di testo di legge unificato in materia di oblio oncologico. Per gli esperti Favo, tuttavia, è necessario intervenire con maggiore incisività sul piano dell’effettività della tutela garantita ai guariti dal cancro. “Da un lato bisogna prevedere apposite sanzioni per ‘i contraenti forti’ come banche e assicurazioni che continuino a discriminare – sostiene Maurizio Sacconi -. Dall’altro, vanno introdotte forme di risarcimento per il contraente leso. Sul fronte della vigilanza sulla corretta attuazione della legge, appare più coerente – conclude Sacconi – affidare tale responsabilità alla Banca d’Italia e all’IVASS (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) in relazione alle loro competenze per i comportamenti patologici di banche e assicurazioni”.

04 Luglio 2023

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