Pa Trento. Approvata in via preliminare la riorganizzazione dell’Azienda sanitaria

Pa Trento. Approvata in via preliminare la riorganizzazione dell’Azienda sanitaria

Pa Trento. Approvata in via preliminare la riorganizzazione dell’Azienda sanitaria
Attraverso un percorso sperimentale di 30 mesi si passerà a una struttura più snella con 3 articolazioni organizzative, 6 dipartimenti tecnico amministrativi, 1 direzione medica e 10 direzioni di area, ai quali si aggiungeranno dei coordinatori dell'integrazione fra ospedale e territorio per presidiare i processi a livello locale.

Approvata in via preliminare, dalla Giunta provinciale, su proposta dell’assessore alla Salute Luca Zeni, la riorganizzazione dell’Azienda provinciale per i Servizi sanitari della Pa di Trento.

Potenziamento della rete territoriale di servizi legati alle cronicità, garantire integrazione fra ospedale e territorio, un governo unitario del servizio ospedaliero, omogeneità dei servizi e contenimento dei costi amministrativi. Sono questi gli obiettivi della riorganizzazione. Fra le finalità vi sono: “La presa in carico globale degli utenti, rivolta all'umanizzazione dei percorsi di cura, servizi di base più vicini al cittadino, la valorizzazione della rete di servizi offerti, il miglioramento degli indicatori di performance aziendale, la crescita delle competenze professionali”.

“Attraverso un percorso sperimentale di 30 mesi – spiega la giunta in una nota – si passerà da una struttura basata su 6 articolazioni organizzative fondamentali, 5+3 aree di tecnostruttura, 5 direzioni di struttura ospedaliera e 17 direzioni di dipartimento, ad una struttura più snella con 3 articolazioni organizzative, 6 dipartimenti tecnico amministrativi, 1 direzione medica e 10 direzioni di area, ai quali si aggiungeranno dei coordinatori dell'integrazione fra ospedale e territorio per presidiare i processi a livello locale. La riorganizzazione dovrebbe consentire, a regime, un risparmio di 1,2 milioni di euro”.

La proposta è stata illustrata alle parti sociali e la prossima settimana sarà all'esame della IV Commissione, prima della sua adozione definitiva.
L'assessore Luca Zeni, rispetto ai motivi della riorganizzazione, ha spiegato come essa si ponga “in perfetta coerenza con le indicazioni contenute nel Piano per la salute del Trentino 2015-2025, che ha individuato quali azioni principali il rafforzamento dell’integrazione socio-sanitaria, la riorganizzazione della rete ospedaliera e della rete delle cure primarie sul territorio, per rispondere alla crescente differenziazione dei bisogni e all'aumento delle patologie legate all'invecchiamento”.

“L’ipotesi di revisione organizzativa nasce proprio dal bisogno – ha proseguito Zeni – di orientare e rafforzare l’integrazione fra ospedale e territorio, tramite lo sviluppo di una rete di servizi diffusi, in grado di soddisfare i bisogni emergenti e multidimensionali della popolazione, nonché per riconfigurare l’offerta degli ospedali di rete al fine di garantire prestazioni di ricovero e ambulatoriali fortemente integrate con le attività territoriali e domiciliari. È la stessa evoluzione della popolazione, sempre più anziana, ad imporre il riorientamento del sistema sanitario verso le cure primarie e le cure intermedie, per la gestione delle patologie croniche”.

Diventa quindi importante potenziare sistemi di governance territoriale che mettano in relazione le risorse delle istituzioni pubbliche, del territorio, delle persone, delle famiglie, sviluppando iniziative di responsabilizzazione e di restituzione alla comunità dei benefici ottenuti-
 
“L’obiettivo – spiega ancora l'assessore provinciale alla salute – è quello di garantire la centralità del paziente nel processo di cura e di assistenza, favorendo una presa in carico della persona nella sua interezza, rafforzando i rapporti fra la rete ospedaliera, il territorio, le Comunità di valle e il settore socio-assistenziale. Ed è il territorio il luogo per eccellenza dove si realizza l’integrazione tra i vari livelli di assistenza a garanzia della continuità assistenziale, ovvero prevenzione, assistenza ospedaliera, assistenza territoriale sanitaria e sociale. È a questa logica che dobbiamo puntare – conclude Zeni – ovvero a rafforzare le governance territoriali”.
 

16 Dicembre 2016

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