Una conferenza stampa convocata oggi, giovedì 12 marzo, per mettere i punti fermi su una controversia che si trascina ormai da mesi e che rischia di avere conseguenze pesanti sull’equilibrio del sistema sanitario pugliese. L’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo ha preso pubblicamente posizione su tre fronti: il rispetto — unilaterale, a suo dire — degli accordi siglati il 27 dicembre 2025 con Regione Puglia e organizzazioni sindacali; la contestazione della delibera con cui l’Asl Foggia ha certificato le cosiddette “funzioni non tariffate” per gli anni 2016-2023; e la smentita delle ricostruzioni mandate in onda dalla trasmissione FarWest di Rai3 il 3 marzo scorso.
L’accordo del 27 dicembre e chi non lo ha rispettato
Il 27 dicembre 2025, presso il Comitato Monitoraggio SEPAC della Regione Puglia, alla presenza dell’allora presidente Michele Emiliano e su convocazione dell’allora assessore Leo Caroli, si era tenuto un incontro che aveva portato a un accordo considerato allora come una via d’uscita dalla crisi. La Regione aveva riconosciuto l’importanza strategica dell’ospedale definendo esplicitamente nei verbali che “la sua crisi potrebbe compromettere l’equilibrio del sistema sanitario regionale” – e si era impegnata a collaborare alla risoluzione della controversia, rimandando al nuovo presidente regionale e alla sua giunta l’individuazione di una strategia condivisa.
In cambio, Casa Sollievo si era impegnata a revocare formalmente le modifiche contrattuali e la disdetta degli accordi collettivi; le organizzazioni sindacali, a loro volta, si erano impegnate a revocare lo sciopero previsto per il 9 gennaio e a rinunciare a ogni altra forma di lotta, comprese le azioni giudiziarie.
A distanza di due mesi e mezzo, secondo la ricostruzione dell’Irccs, solo una delle parti avrebbe onorato gli impegni: Casa Sollievo ha formalizzato la revoca come concordato, mentre i sindacati non avrebbero mai revocato gli atti di diffida e costituzione in mora. Il 19 febbraio le OO.SS. hanno annunciato l’intenzione di depositare circa 1.300 istanze di decreti ingiuntivi presso il Tribunale del Lavoro di Foggia; il 10 marzo, conclusa la procedura di raffreddamento davanti al Prefetto di Foggia, hanno nuovamente proclamato lo stato di agitazione del personale.
La delibera sulle funzioni non tariffate: otto anni di ritardo, cifre contestate
Il nodo più delicato riguarda però la delibera n. 118 del 3 marzo 2026 con cui il Commissario Straordinario dell’Asl Foggia ha certificato – con otto anni di ritardo – le “funzioni non tariffate” rendicontate da Casa Sollievo per il periodo 2016-2023. Si tratta di attività come il Pronto Soccorso e il Dea, le Terapie Intensive e le Malattie Rare, finanziate non attraverso il sistema tariffario ordinario ma con un meccanismo di rimborso a parte.
Il risultato della certificazione è, nelle parole dell’ospedale, “sorprendente”: le cifre riconosciute dall’Asl per il periodo 2016-2023 sarebbero molto inferiori rispetto alle spese rendicontate e ai tetti annui prestabiliti – 33 milioni fino al 2022, 31 milioni dal 2023. Questo nonostante le rendicontazioni dei due periodi (2012-2015 e 2016-2023) siano state predisposte con gli stessi criteri formalizzati dalla delibera regionale 982/2016. Per il periodo precedente, la stessa ASL aveva certificato e liquidato in conformità a quanto rendicontato; ora, a parità di metodo, arriva a risultati diametralmente opposti.
La contestazione dell’Asl, tecnicamente articolata, si fonderebbe in sostanza sul mancato riconoscimento del modello organizzativo storico di Casa Sollievo: all’ospedale viene contestato di impiegare più personale del necessario – ad esempio nelle guardie h24 – e di retribuirlo al di sopra di un non meglio definito “standard regionale”. Casa Sollievo afferma di aver replicato in maniera altrettanto tecnica e puntuale.
L’effetto economico complessivo è potenzialmente molto critico: a fronte di un credito di 32,2 milioni di euro che Casa Sollievo vanta nei confronti di Asl Foggia e Regione Puglia, le cifre indicate dalla delibera potrebbero produrre un saldo economico negativo consistente. L’Irccs ha già annunciato l’intenzione di tutelarsi in ogni sede.
A rendere la situazione ancora più controversa è il confronto con il Policlinico di Foggia, soggetto alle stesse regole di rendicontazione: pur erogando attività inferiori rispetto a Casa Sollievo, riceverebbe un finanziamento pari al doppio di quello riconosciuto all’Irccs di San Giovanni Rotondo. Una disparità che, secondo la nota, avrebbe “evidenti ricadute sulle casse erariali”.
La smentita a FarWest
Sul servizio trasmesso da FarWest il 3 marzo su Rai3, Casa Sollievo è netta: le ricostruzioni sarebbero “non corrispondenti al vero, basate su un’idea preconcetta e costruite omettendo di verificare le informazioni ottenute dai soggetti intervistati”. L’ospedale smentisce punto per punto alcune delle affermazioni andate in onda: nega che Ministero della Salute, della Ricerca e Regione Puglia non siano in possesso dei bilanci dell’Irccs; nega che i contratti proposti al personale prevedessero un taglio del 30%; nega che la PET-TAC sia stata acquistata tramite un bonifico anonimo proveniente dalle Isole Cayman; e contesta la ricostruzione sul peso degli assegni “ad personam” nelle difficoltà economiche della struttura.
Su quest’ultimo punto, la nota è particolarmente dettagliata: l’attuale amministrazione – in carica dal dicembre 2022 – afferma di non aver mai concesso assegni ad personam senza motivazione, e precisa che il monte totale di tali assegni in vigore corrisponde allo 0,53% del monte compensi complessivo del personale. Con una chiosa finale: la narrazione televisiva su questo tema sarebbe stata costruita “unicamente su dichiarazioni rese da soggetti che, in passato, sono stati essi stessi beneficiari delle medesime indennità contestate”.
L’Irccs ha già contattato la redazione di FarWest e attende di conoscere tempi e modalità per esercitare il diritto di replica.