Abruzzo. Il commissariamento è finito. Via libera anche dal Consiglio dei Ministri

Abruzzo. Il commissariamento è finito. Via libera anche dal Consiglio dei Ministri

Abruzzo. Il commissariamento è finito. Via libera anche dal Consiglio dei Ministri
“Siamo la prima Regione italiana - tra quelle commissariate - ad aver concluso la procedura”, evidenzia con soddisfazione la Regione. Per l’assessore Paolucci “è un risultato che ci riempie d'orgoglio frutto di un lungo lavoro. Ora si apre una nuova fase che ci vedrà impegnati su nuove e altrettanto importanti sfide”.

Dopo l’ok di ieri mattina dei presidenti delle Regioni e il via libera successivo della Stato-Regioni, anche il Consiglio dei Ministri ha deliberato la fine del commissariamento della Regione Abruzzo. “Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, ha approvato il nuovo Piano di rientro per la riqualificazione del Servizio Sanitario Abruzzese 2016 – 2018 che consentirà, a seguito di alcuni ulteriori adempimenti, la cessazione del Commissariamento sanitario nella Regione”, annuncia formalmente la nota di fine seduta di Palazzo Chigi.

L’Abruzzo “è la prima Regione italiana – tra quelle commissariate – ad aver concluso la procedura”, commenta in una nota la Regione. “E' un risultato che ci riempie d'orgoglio – afferma l'assessore regionale alla programmazione sanitaria Silvio Paolucci – frutto di un lungo lavoro, che negli ultimi due anni ha visto questa amministrazione regionale lavorare senza sosta per restituire agli abruzzesi la gestione della sanità. E un ringraziamento va al presidente Luciano D'Alfonso e alla struttura commissariale per la fiducia che hanno riposto in me. Oltre, naturalmente, al prezioso lavoro di accompagnamento, indirizzo e monitoraggio reso dai ministri dell'economia, delle finanze e della salute, e delle strutture tecniche competenti”.

Paolucci spiega che “ci sono stati momenti difficili, ma tutte le scelte che sono state prese, avevano l'unico obiettivo di migliorare la qualità dell'offerta sanitaria ai nostri utenti".

La Regione riassume quindi i fattori principali che hanno permesso la fine del ommissariamento. “Tra il 2014 e il 2016, l'assessorato regionale alla sanità ha collaborato con la struttura commissariale, operando principalmente su 5 ambiti di intervento: la programmazione sanitaria, la riorganizzazione delle reti del servizio sanitario regionale, la definizione dei percorsi assistenziali, l'aspetto economico-finanziario, il miglioramento dei livelli essenziali di assistenza (i Lea). Per quanto riguarda la programmazione sanitaria, negli ultimi tre anni, oltre al piano di riqualificazione del sistema sanitario regionale (che ridisegna completamente l'architettura dell'organizzazione abruzzese), la Regione ha approvato il piano di prevenzione 2014-2018, i protocolli Sten e Stam, oltre all'istituzione del registro regionale dei tumori”.

Accanto a questi strumenti, prosegue la Regione, “sono state varate misure che hanno contribuito al miglioramento della gestione, come la dematerializzazione delle prescrizioni farmaceutiche, il contenimento della spesa per il personale, l'erogazione dei farmaci ‘off label’ per le malattie rare. Sul fronte della riorganizzazione delle reti, l'Abruzzo è stata la prima Regione a varare il riordino della rete ospedaliera secondo le prescrizioni del DM 70/2015 (il decreto ‘Lorenzin’). Un atto che era stato preceduto dalla rimodulazione dei punti nascita, dalla riorganizzazione della rete dei servizi territoriali, di quella della salute mentale e dell'emergenza-urgenza”.

“Sono stati punti – continua Paolucci – su cui lo scontro politico è stato duro, ma oggi possiamo dire con certezza che riconsegniamo all'Abruzzo una sanità che può competere con gli standard di quelle Regioni italiane, da sempre considerate esempi da seguire e imitare”.

La Regione evidenzia quindi come “fino a poco tempo fa, in Abruzzo mancavano percorsi diagnostici definiti, rispetto ai quali i cittadini-utenti non conoscevano punti d'accesso e modalità di assistenza. Oggi questa tendenza è stata invertita e sono già stati approvati, tra gli altri, i percorsi diagnostici terapeutici assistenziali per il diabete, per le malattie infiammatorie croniche dell'intestino e per il tumore del colon retto. Un particolare impegno è stato riservato, naturalmente, ai conti della sanità: i Ministeri delle Finanze e della Salute hanno certificato che il sistema sanitario abruzzese è in equilibrio. Nel 2014 e nel 2015, sono stati destinati al ripiano totale delle perdite pregresse delle Asl, oltre 415 milioni di euro e sono stati contestualmente migliorati i tempi di pagamento dei fornitori. Gli ultimi due dati salienti riguardano il punteggio dei Lea, passato da 145 del 2012 a 163 del 2014, e la riduzione dell'inappropriatezza dei ricoveri, scesa al 14 per cento del 2015, a fronte del 25 per cento del 2012”.

“Ora si apre una nuova fase – conclude Paolucci – che ci vedrà impegnati su nuove e altrettanto importanti sfide. Non posso, però, oggi non ringraziare tutti i cittadini abruzzesi e gli operatori del mondo della sanità. E, infine, ma non ultimi, i dipendenti dell'assessorato regionale alla sanità e dell'Agenzia sanitaria regionale, che hanno lavorato con passione e dedizione, nel rispondere efficacemente alle tante prescrizioni che in questi anni ci arrivavano da Roma”.

16 Settembre 2016

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