Aderenza terapeutica, Cracco (Ord. farmacisti di Vicenza): “Oltre il 40% degli errori evitati grazie alle Farmacie di comunità”

Aderenza terapeutica, Cracco (Ord. farmacisti di Vicenza): “Oltre il 40% degli errori evitati grazie alle Farmacie di comunità”

Aderenza terapeutica, Cracco (Ord. farmacisti di Vicenza): “Oltre il 40% degli errori evitati grazie alle Farmacie di comunità”
La ricognizione terapeutica ed il maggiore coinvolgimento del paziente nel processo di assunzione dei farmaci passa attraverso il progetto sui servizi cognitivi iniziato nel 2019 dell’Altopiano di Asiago, oggi allargato in tutta la Ulss 7 di riferimento.  “Un progetto che sta costituendo possibilità di una reale collaborazione e dialogo fra paziente, farmacista e con gli altri professionisti della salute, come il medico curante”, spiega il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Vicenza, Florindo Cracco.

A oltre un anno dall’avvio il progetto sperimentale sui servizi cognitivi al cittadino relativo alla ricognizione della terapia farmacologica, con il coinvolgimento dell’ospedale di Asiago, in provincia di Vicenza, e le nove farmacie di comunità dell’altopiano di Asiago dei comuni di Enego, Foza, Gallio, Lusiana-Conco, Roana e Rotzo (tutti ricompresi nell’Unione montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni), il presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Vicenza, Florindo Cracco, fa un bilancio dei risultati ottenuti.

“Questo progetto – esordisce – sta portando, per circa ventimila abitanti, una nuova offerta di welfare, che prevede il coinvolgimento delle farmacie dei ‘sette comuni’, diventate parte attiva nell’aiutare gli assistiti fragili nelle cosiddette ‘aree interne’, e cioè distanti dai principali centri di offerta di servizi alla salute, istruzione, mobilità. Il riscontro, che è stato più che positivo, ha portato a partire dallo scorso dicembre, all’estensione del progetto a tutte le oltre 100 farmacie territoriali della Ulss 7 Pedemontana”.

Il servizio si rivolge ai pazienti più fragili dopo le dimissioni dagli ospedali di Asiago e, attualmente, anche di Bassano e Santorso, pazienti con almeno 65 anni di età o in politerapia o in trattamento con farmaci ad elevato rischio di tossicità e prevede la stretta collaborazione dei reparti ospedalieri che hanno il compito di informare i pazienti sull’iniziativa e di sensibilizzarli sull’importanza di questa opportunità.

“Pazienti che presentino una o più delle caratteristiche descritte – spiega il presidente Cracco – ma anche in condizione di disagio o solitudine, vengono contattati dal farmacista che, ottenuto il consenso dell’interessato, accompagna il paziente nella comprensione della documentazione rilasciata all’atto della dimissione del nosocomio. Il professionista può quindi evidenziare eventuali transizioni di cura dovute al cambio di condizione clinica ed evitare al paziente assunzioni inappropriate causate da sovrapposizioni terapeutiche, mancate assunzioni o potenziali interazioni tra farmaci e tra farmaci ed eventuali altri prodotti in uso al paziente stesso”.

“La ricognizione terapeutica effettuata in farmacia – continua Cracco –  contribuisce a risolvere oltre al 40% degli errori che sono dovuti da una mancata o inadeguata identificazione durante i passaggi di setting assistenziali. Tale accertamento sull’assunzione dei farmaci viene poi consegnato al cittadino che si confronterà a sua volta col medico curante soprattutto a seguito di rilevanti incongruenze terapeutiche. Infine, spetta la medico curante l’atto finale della riconciliazione terapeutica”.

Ci tiene ad evidenziare, il presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Vicenza, come l’intervento del farmacista sia di fondamentale importanza nello stimolare il paziente in una partecipazione attiva alla gestione del proprio stato di salute, coinvolgendolo ad una più totale adesione terapeutica.

“L’Ordine dei farmacisti di Vicenza, dà il più ampio credito a progetti come questo, che valorizzano le competenze professionali dei farmacisti e il loro specifico bagaglio culturale, potendo dare un importante supporto alla qualità di vita dei cittadini nelle cosiddette aree critiche, o persone sole, con un progetto che sta costituendo possibilità di una reale collaborazione e dialogo fra paziente, farmacista e con gli altri professionisti della salute, come il medico curante”, conclude Cracco.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

12 Aprile 2021

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