Aggressioni ai medici. Magi e Anelli: “Non serve inasprire sole le leggi. Dobbiamo ridiscutere il modello organizzativo”

Aggressioni ai medici. Magi e Anelli: “Non serve inasprire sole le leggi. Dobbiamo ridiscutere il modello organizzativo”

Aggressioni ai medici. Magi e Anelli: “Non serve inasprire sole le leggi. Dobbiamo ridiscutere il modello organizzativo”
In un convegno “Contro la violenza sulle donne e contro la violenza agli operatori sanitari” organizzato a Roma il Presidente della Federazione dei medici e il Presidente dell’Omceo romano hanno fatto il punto della situazione: “Serve prevenzione e ripristinare il rapporto medico-paziente e migliorare la comunicazione con i parenti dei pazienti”.

Inizia l’anno e le aggressioni a danno dei medici e degli operatori sanitari tornano a riempire le cronache.

Un tema caldo sul quale l’Ordine Provinciale di Roma dei medici chirurghi e odontoiatri ha organizzato una giornata di confronto. ‘Contro la violenza sulle donne e contro la violenza agli operatori sanitari’ è il titolo del convegno, coordinato da Maria Rosa Scalise, che si è svolto lo scorso fine settimana nella sede dell’Omceo capitolino. Un evento al quale ha partecipato il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, e il presidente della Federazione nazionale dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri, Filippo Anelli.

“In Parlamento – sono state le parole di Magi – c’è un disegno di legge e il ministro Speranza ha dato la sua disponibilità, nel caso non ci fossero i tempi per approvarla, di fare addirittura un decreto legge. Questo è sicuramente un fatto importante, ma le leggi da sole non bastano. Serve la prevenzione, che vuol dire rimettere in moto tutte quelle iniziative che erano legate anche alla presenza delle forze dell’ordine presso le strutture sanitarie, specie nei punti più critici come i Pronto soccorso e le Guardie mediche”.

Allo stesso tempo Magi ha ribadito come sia indispensabile “ripristinare il rapporto medico-paziente, affinché’ il paziente non veda più il medico come un ostacolo burocratico, ma come qualcuno che gli risolve un problema. Bisogna agevolare l’accesso ai servizi sanitari e migliorare la comunicazione che c’è tra le attività nostre e i parenti dei pazienti”.

“Quello di oggi – ha spiegato Magi – è il primo convegno di una serie che ci saranno quest’anno, focalizzato sulla violenza contro le donne e contro gli operatori sanitari. In particolare su quest’ultimo punto ne avevamo già parlato due anni fa, qui nella sede dell’Ordine l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato e tutti i direttori generali delle aziende. In quell’occasione decidemmo insieme di mettere in moto un Osservatorio sull’argomento, che è stato messo in atto con delibera regionale”.

Procedibilità d’ufficio in modo da perseguire i violenti nei confronti degli operatori, ma anche l’avvio di un confronto sulle modalità con le quali è organizzato il Ssn. Questa la proposta del presidente della Federazione nazionale dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri, Anelli. “Il confronto lo si potrà fare all’interno dell’Osservatorio Nazionale sulla violenza contro gli operatori sanitari. Esiste un problema organizzativo ed è il motivo maggiore secondo noi che provoca la violenza, perché se un cittadino deve aspettare tanto per ottenere una prestazione, se il suo livello di sofferenza non è preso in carico dal sistema perché i medici sono pochi, se le strutture sono inadeguate, se l’allocazione dell’ambulatorio o della guardia medica sono isolati, è chiaro che queste situazioni non sono adeguate a scongiurare episodi di violenza”.

Secondo Anelli, dunque, “la legge rappresenta sicuramente un punto di partenza, ma resta da discutere tutto il modello organizzativo e qui credo che l’attività dell’Osservatorio possa essere importante perché deve revisionare quella raccomandazione – la numero 8 che il ministero aveva emanato nel lontano 2007 – che serviva a monitorare gli episodi di violenza ma soprattutto a valutare i processi che li determinavano”.
“Oggi, come da sette anni a questa parte, celebriamo la giornata contro il femminicidio qui all’Ordine dei medici di Roma. Purtroppo anche l’anno appena passato ha segnalato tantissime donne che sono morte per mano di un uomo: ne muore una ogni tre giorni e le violenze sessuali avvengono ogni quarto d’ora” ha affermato Rosa Maria Scalise coordinatrice dell’evento, psichiatra e consigliere dell’Ordine dei medici di Roma.
“In quanto medici – ha aggiunto – ci troviamo ad essere i primi interlocutori, sia delle donne che subiscono violenza, sia purtroppo negli accertamenti di morte. Sappiamo che il problema è grande, per questo l’abbiamo affrontato sotto vari aspetti: quello delle neuroscienze, della mente umana, di come si forma l’attaccamento e soprattutto che tipo di relazioni si creano con un uomo. Quindi sentiamo il dovere, come sempre, di occuparci di questo problema e soprattutto di fare informazione, che rappresenta la prima parte di quella che dovrebbe essere la prevenzione”.

“Anche quest’anno – prosegue Magi– l’Ordine dei medici e odontoiatri di Roma è in campo contro la violenza sulle donne e contro la violenza ai medici e agli operatori sanitari. Abbiamo portato il nostro contributo nel 2019 per l’elaborazione della normativa cosiddetta codice rosso, dove il contributo dell’Ordine si è focalizzato sull’importanza di concordare linee guida per l’individuazione dei segnali precoci di allarme”.

Secondo l’OMCeO Roma bisogna cogliere i segnali: “Come medici sarà importante formarsi e concordare insieme alle società scientifiche attive sul settore dell’emergenza, una linea guida per aiutare noi operatori in frontline sul territorio a individuare quei segnali nelle famiglie e nei nuclei sociali, che ci consentono di non arrivare al femminicidio, a una situazione di violenza grave sulle donne e sugli operatori sanitari. Questo è il nostro ruolo nel quale ci impegniamo: individuare segnali precoci di allarme e formare i medici a coglierli in tempo”.

 

15 Gennaio 2020

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