Al Monaldi nasce l’ambulatorio per la cura delle retinopatie diabetiche 

Al Monaldi nasce l’ambulatorio per la cura delle retinopatie diabetiche 

Al Monaldi nasce l’ambulatorio per la cura delle retinopatie diabetiche 
In Campania circa 460mila pazienti a rischio cecità per complicanze del diabete. La diagnosi e la presa in carico precoce dei pazienti con retinopatia diabetica sono fondamentali per salvare la vista. Per questo è importante sensibilizzare le persone con diabete sull’importanza di andare dall’oculista, anche in assenza di sintomi, per effettuare un esame del fondo dell’occhio

La Campania è la regione italiana con il più alto tasso di prevalenza di diabete di tipo 2 e con il più alto numero di pazienti a rischio cecità. Sui 500mila diabetici residenti nella regione (4-5 milioni sono i diabetici in Italia, ISS), infatti, solo 1 su 10 (92%) esegue controlli regolari alla vista che consentono di tenere a bada i danni oculari legati alla malattia. In numeri assoluti, sarebbero circa 460mila i campani che, a causa della retinopatia diabetica, corrono il pericolo di subire danni permanenti alla vista.

Per questo l’Ospedale Monaldi di Napoli, in collaborazione con l’Associazione Pazienti Malattie Oculari (APMO), ha organizzato una campagna di sensibilizzazione e prevenzione per le maculopatie diabetiche intitolata “Diabete, teniamolo d’occhio”. Il prossimo 5 giugno verranno organizzati presso l’Unità Operativa Complessa di Oculistica dell’Ospedale Monaldi di Napoli, che quest’anno ha ottenuto la certificazione ISO 9001, controlli gratuiti della vista per i pazienti seguiti dalla diabetologia del Monaldi.

“Il diabete è una patologia in aumento – spiega Ada Maffettone, internista con expertise in diabetologia dell’Ospedale Monaldi -. Con 62 milioni di persone affette in Europa, di cui più di 4 milioni in Italia (a cui va aggiunto 1 milione che non sa di averlo), il diabete è la quarta causa di morte. Nei paesi occidentali, come anche in Italia e in Campania in particolare, l’aumento è correlato principalmente a fattori quali l’invecchiamento della popolazione e stili di vita scorretti. Le maggiori complicanze derivate dalla malattia possono causare danni anche importanti a livello neurologico, renale, cardio-cerebrovascolare ed oculare”.

La retinopatia diabetica è tra le complicanze più diffuse. “È la più importante e precoce complicanza oculare del diabete mellito ed è ancora oggi nei Paesi industrializzati, la principale causa di cecità legale – spiega Gianluigi Manzi medico del servizio Retina della UOC Oculistica del Monaldi -. Dati epidemiologici dicono che almeno il 30% della popolazione diabetica sviluppa complicanze oculari. I sintomi a essa correlati spesso compaiono tardivamente, quando le lesioni sono già avanzate, e ciò limita spesso l’efficacia del trattamento. I principali fattori di rischio associati alla comparsa più precoce e a un’evoluzione più rapida della retinopatia diabetica sono: la durata del diabete, il cattivo controllo glicemico e l’eventuale ipertensione arteriosa concomitante. Negli stadi precoci, la retinopatia diabetica è generalmente asintomatica. La mancanza di sintomi – aggiunge – non è indice, però, di assenza di danni alla retina dal momento che la riduzione della vista, di cui si accorge il paziente, compare spesso solo quando viene interessata la regione maculare o altri sintomi a volte sottovalutati come la comparsa di macchie mobili, la vista offuscata, la comparsa di aree scure, l’ipovisione, la difficoltà crescente di vista e la cecità”.

La buona notizia è che la retinopatia diabetica può essere tenuta a bada, prevenendo la cecità, con le nuove metodologie diagnostiche e il sostegno di molecole ad utilizzo intravitreale ed è possibile prevenire la cecità. “Purché però si facciano controlli regolari che consentano una diagnosi tempestiva dei primi segni della malattia e che il diabete sia ben controllato – precisa Francesco Calabrò, direttore della UOC Oculistica del Monaldi -. La diagnosi e la presa in carico precoce sono quindi fondamentali per salvare la vista. Per questo è importante sensibilizzare le persone con diabete sull’importanza di andare dall’oculista, anche in assenza di sintomi per effettuare un esame del fondo dell’occhio prima che la retina abbia subito danni”. Più tardi si interviene minori sono le probabilità di invertire i danni della malattia con costi sanitari e sociali molto alti, oltre a gravi ripercussioni sulla qualità di vita.

“Oggi si stima che in Italia ci siano oltre 1 milione di diabetici che soffrono di retinopatia, ma questo dato potrebbe essere ampiamente sottostimato perché le persone non fanno controlli regolari – sottolinea Michele Allamprense, Direttore Esecutivo Associazione Pazienti Malattie Oculari (APMO) -. La Campania che ha già il triste primato di regione d’Italia con il più alto numero di diabetici, i pazienti tendono anche a trascurare la vista saltando i controlli almeno fino a quando la malattia abbia causato danni importanti su cui poi è più difficile intervenire. Per invertire questa tendenza è quindi essenziale realizzare campagne di informazione e sensibilizzazione che diano ai pazienti con diabete l’opportunità di conoscere i rischi legati all’insorgenza della retinopatia e l’importanza della prevenzione”.

“Il Diabete è una epidemia silenziosa che necessita di un approccio multidisciplinare. L’Azienda Ospedaliera dei Colli punta su terapie personalizzate. La certificazione ISO 9001 del nostro percorso per la cura delle retinopatie diabetiche è una ulteriore garanzia per i nostri pazienti” è il commento di Anna Iervolino, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli.

03 Giugno 2024

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