Al Regina Elena il premio Roche per l’oncoematologia

Al Regina Elena il premio Roche per l’oncoematologia

Al Regina Elena il premio Roche per l’oncoematologia
Il progetto di ricerca dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena tra gli 8 vincitori del primo bando Roche per la Ricerca, di cui solo 4 in tutta Italia per l’oncoematologia, è incentrato sullo studio dei meccanismi molecolari attivati dai recettori dell'endotelina nell'insorgenza della resistenza ai farmaci antitumorali, la principale sfida da affrontare nel trattamento del carcinoma ovarico.

Una ricercatrice dell’Ire vince il premio Roche con uno studio sulla chemioresistenza nel carcinoma ovarico. Il progetto di ricerca dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena tra gli 8 vincitori del primo bando Roche per la Ricerca, di cui solo 4 in tutta Italia per l’oncoematologia, è incentrato sullo studio dei meccanismi molecolari attivati dai recettori dell'endotelina nell'insorgenza della resistenza ai farmaci antitumorali, la principale sfida da affrontare nel trattamento del carcinoma ovarico.

“Il nostro obiettivo –  spiega Anna Bagnato, coordinatrice dello studio, in un nota diffusa dall’Ire –  è sviluppare dei modelli preclinici dalle pazienti affette da carcinoma ovarico sieroso di alto grado, il più aggressivo tra i tumori ovarici. Andremo a studiare se il blocco dei recettori dell'endotelina possa ostacolare il meccanismo alla base dello sviluppo della chemioresistenza, utilizzando un antagonista che potrebbe rappresentare un'importante opzione terapeutica per il trattamento del carcinoma ovarico. Andremo ad osservare nuovi approcci molecolari in combinazione con la chemioterapia standard per un trattamento mirato contro il carcinoma ovarico.”

“E’ un progetto con forte impronta di ricerca traslazionale in linea con la mission del nostro Istituto. Le informazioni che otterremo da queste ricerche – sottolinea Gennaro Ciliberto, Direttore scientifico Ire – saranno preziose in futuro per aiutarci a scegliere la terapia più efficace per ogni paziente. Sono orgoglioso del riconoscimento dato alla  nostra ricerca ed in particolare ad una donna che con passione studia da anni uno dei tumori femminili più aggressivi e  insidiosi.”

Un premio da 100.000 euro, tra i quattro assegnati all’oncoematologia e tra i 330 candidati. “Sono felice del premio vinto da una nostra ricercatrice  – afferma Francesco Ripa di Meana, direttore generale Ifo – e mi auguro che si moltiplichino sempre di più iniziative di questo genere a sostegno di studi indipendenti. In Italia la ricerca è un tassello strategico, che necessita di impieghi economici significativi. Il nostro futuro è nelle mani della ricerca ed è un beneficio per tutti.”

16 Marzo 2017

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