Ao San Giovanni di Roma, 9 ottobre porte aperte per visitare il patrimonio storico archeologico

Ao San Giovanni di Roma, 9 ottobre porte aperte per visitare il patrimonio storico archeologico

Ao San Giovanni di Roma, 9 ottobre porte aperte per visitare il patrimonio storico archeologico
In occasione della prima Giornata nazionale degli ospedali storici italiani, organizzata da Acosi (Associazione culturale ospedali storici italiani), alcuni esperti saranno a disposizione dei cittadini per visitare il peristilio della Domus degli Anni dal II secolo DC, l’antico atrio dal XIV secolo DC, l’antico ospedale dell'Angelo dal XIII secolo DC e l’antica Farmacia dal XV secolo DC. LOCANDINA

Domenica 9 ottobre l’Azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata apre le porte del suo patrimonio archeologico e culturale in occasione della prima Giornata nazionale degli ospedali storici italiani, organizzata da Acosi (Associazione culturale ospedali storici italiani). Gli esperti accompagneranno i cittadini in una visita guidata gratuita di 45 minuti in due fasce orarie riservate: di mattina dalle 10 alle 12 e nel pomeriggio dalle 15 alle 16. E’ consigliata la prenotazione (entro il 6 ottobre) tramite mail all’indirizzo [email protected]

Sarà possibile visitare il peristilio della Domus degli Anni dal II secolo DC, l’antico atrio dal XIV secolo DC, l’antico ospedale dell’Angelo dal XIII secolo DC e l’antica Farmacia dal XV secolo DC.

“Questa Azienda Ospedaliera – evidenzia il San Giovanni Addolorata in una nota – è proprietaria, ed al contempo custode, di un patrimonio culturale, storico, archeologico, architettonico ed artistico, di ragguardevole valore, già catalogato, una prima volta negli anni ‘80, ad opera della Sovrintendenza del Comune di Roma, con un selettivo censimento di beni artistici, tra oggetti di varia natura e dipinti, per circa 500 opere, cui va aggiunta la catalogazione dei beni prettamente archeologici, condotta in passato dagli studiosi della odierna Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma”. 

“Il Presidio Ospedaliero San Giovanni  e l’antistante Presidio Santa Maria, con i loro edifici storici, infatti – prosegue la nota -, perpetuano il nucleo dell’antico ospedale, formatosi sulle strutture romane e paleocristiane, che si è andato ampliando con successivi corpi di fabbrica, a partire dal XII sino al XVII secolo, ad opera della  Arciconfraternita del SS. Salvatore ,  tuttavia l’intera area, che oggi compone il Complesso Ospedaliero San Giovanni Addolorata , compresa tra Piazza San Giovanni in Laterano e le vie di Santo Stefano Rotondo, della Navicella e dell’Amba Aradam, dunque anche i Presidi Ospedalieri del Addolorata e del Britannico è un palinsesto storico artistico, che senza soluzione di continuità conserva stratificazioni architettoniche dall’età della Roma Repubblicana, sino agli ultimi interventi di recupero degli Edifici Storici, realizzati per il grande Giubileo del 2000. A riprova della riconosciuta identità culturale dell’intero Complesso Ospedaliero, stanno ben tre decreti legislativi emanati dal Ministero della Cultura (già Ministero dei Beni Artistici Culturali e del Paesaggio) che sottopongono al vincolo di tutela i presidi di questa Azienda ed il loro patrimonio mobile ed immobile “ 

“Visitare, virtualmente o di persona, questo territorio e queste strutture – conclude la nota -, equivale ad intraprendere un viaggio, che va dall’ospitalità nelle ville romane delle  famiglie degli Annii , dei Valeri o di Licinio Sura , dedite all’ Otium et Negotium dunque alle attività ricreative dello spirito, insieme alle attività pratiche della politica e degli affare; all’accoglienza degli Hospiti medioevali e rinascimentali, di Sant’Antonio, Santa Prassede, Santa Melania, Sant’Erasmo e San Marcellino e Pietro, dove si assistono cristianamente l’anima ed il corpo dei pellegrini e dei bisognosi; per giungere sino alla moderna affermazione dell’istituzione ospedaliera, intrapresa nel XVII secolo con l’edificazione degli delle grandi sale barocche realizzate da Giovanni Battista Mola, Carlo Rainaldi e Giovanni Antonio dé Rossi, dove il nosocomio si rivolge alla cura di tutti, quale opera di misericordia e pubblica professione di civiltà”.

05 Ottobre 2022

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