Aou Novara. Sempre più parti internazionali al “Maggiore della Carità”

Aou Novara. Sempre più parti internazionali al “Maggiore della Carità”

Aou Novara. Sempre più parti internazionali al “Maggiore della Carità”
Donne di 50 paesi hanno dato alla luce il proprio figlio all’ospedale di Novara. In totale i parti nella struttura di ostetricia e ginecologia sono stati 1.937, 11 in più rispetto al 2015. Quasi il 30% delle partorienti era di nazionalità straniera, ben 82 marocchine.

Marocco, Albania, Romania, Nigeria ma anche Turchia, Cina, Perù, Bangladesh, India e Senegal: sono solo alcuni dei 50 paesi le cui cittadine hanno partorito  all’azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” nel corso del 2016 all’interno del Dipartimento materno-infantile diretto dal prof. Gianni Bona.

In controtendenza a quello che avviene in gran parte degli ospedali italiani, dove sono diminuiti, lo scorso anno il “Maggiore” ha visto aumentare il numero dei parti avvenuti nella struttura complessa di ostetricia e ginecologia diretta dal prof. Nicola Surico: sono infatti stati quasi 2000, esattamente 1937, con un aumento di 11 unità rispetto al 2015 e di 14 rispetto al 2014; i nati sono stati 1961 in funzione del fatto che 48 sono state le gravidanze gemellari.

“Il Maggiore – spiega la Aou in una nota che fa il punto sull’attività – ha una particolare attrattiva per altri territori: il 20% delle partorienti, infatti, arriva da altre province e il 7,4% da altre regioni. E quasi il 30% delle partorienti era di nazionalità straniera, il numero più alto di sempre: un numero elevatissimo, tra i più alti in Piemonte, a dimostrazione della capacità di accoglienza offerta dal Maggiore. Giova ricordare che da anni opera all’interno dell’azienda un’equipe di mediatori culturali con particolari competenze linguistiche che sono di importante supporto per le pazienti straniere”.ù

Il numero maggiore è quello di donne marocchine (82) ma ci sono, solo per fare qualche esempio, anche due  keniane, una greca, una iraniana, una portoghese, tre brasiliane, nove di Ceylon, tre cubane, due spagnole, una messicana, una francese, una inglese.

“Altri dati – prosegue la Aou – confermano l’eccellenza di tutto il Dipartimento materno-infantile, dove anche la presenza di una Terapia intensiva neonatale (proprio di recente dotata di nuova una modernissima sede ad alta tecnologia), diretta dalla dott.ssa Federica Ferrero, garantisce la massima assistenza. In linea con le direttive ministeriali, i tagli cesarei sono diminuiti ancora rispetto al 2015 (-7,3%) e con la percentuale del 25,8% sono al di sotto di quanto indicato come obiettivo da raggiungere e in linea con gli altri Paesi europei”.

La stragrande maggioranza dei neonati è nata tra la 37° e la 42° settimana (89,4%), ma 12 (0,6%) non avevano ancora raggiunto le 28 settimane; se 4 bambini pesavano alla nascita oltre i 4500 grammi, ben 47 erano al di sotto dei 1500 grammi, mentre la maggioranza (85,5%) pesava tra 2500 e i 4000 grammi.

“L’eccellenza del Dipartimento – conclude la nota – è confermata inoltre dal fatto che ha ottenuto il riconoscimento “Tre Bollini Rosa” (eccellenza nell’attenzione alle donne) e la certificazione di ospedale a misura di bambino”.

26 Gennaio 2017

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