Appropriatezza. Arru: “Non serve la punizione. Ma c’è bisogno di un governo della professione”

Appropriatezza. Arru: “Non serve la punizione. Ma c’è bisogno di un governo della professione”

Appropriatezza. Arru: “Non serve la punizione. Ma c’è bisogno di un governo della professione”
L’assessore è intervenuto in occasione del congresso nazionale della Fimmg in corso in Sardegna. “I cittadini condizionano i medici e continuare ad avere una visione settoriale non aiuta a risolvere il problema”, ha detto l’assessore chiedendo di “stabilire delle regole per parlarci, anche perché come politico ho bisogno di una classe medica forte”.

"Per ricercare l’appropriatezza non serve punire, ma bisogna considerare il problema da un lato più ampio. I cittadini condizionano i medici e continuare ad avere una visione settoriale non aiuta a risolvere il problema”. Ad affermarlo è stato Luigi Arru, assessore sanità della Sardegna durante i suoi saluti al congresso Fimmg in corso a Chia Laguna.
 
“Faccio un appello – ha precisato -. In Italia abbiamo bisogno di un governo della professione. Dev’essere chiara differenza tra ordini e sindacati. Abbiamo bisogno di un ente terzo che governi la professione medica. Dobbiamo stabilire delle regole per parlarci, anche perché come politico ho bisogno di una professione governata, di una classe medica forte.
 
“Fate bene a reagire e a protestare – ha evidenziato – ma bisogna avere nuovo governo della professione. L’Europa ci chiede di dimostrare le competenze non solo l’iscrizione all’Ordine”.
 
“Spazi per combattere l'inappropriatezza ci sono – ha ricordato – . È vero che non serve punire ma ci dovrebbe essere una terza parte che richiama i professionisti. L’Ordine non è un’appendice. Serve un controllo di qualità dei professionisti proviamo a misurarci dandoci noi criteri e standard”.concordi sul fatto che si lavora tutti insieme per migliorare i percorsi i cura e lavorare nell'ambito di regole valide per tutti. Al Ministero della Salute ho proposto un percorso di qualità dei professionisti, che sia positivo e propositivo e non punitivo".

Arru ha poi detto alla platea dei medici di famiglia che "la Sardegna si è fatta totalmente carico di 60 milioni per i farmaci anti epatite C, ci è stata messa l'Irap per un ammontare di 60 milioni, riceviamo briciole dal fondo sanitario nazionale, eppure, da quando governa la Giunta Pigliaru, siamo riusciti ad invertire la curva dei costi, bloccando la crescita della spesa e senza intaccare la qualità delle prestazioni". "Siamo capitati – ha proseguito nel peggiore periodo per l'economia della Sardegna – ha detto l'assessore – Faccio fatica a spiegare l'importanza della riforma della rete ospedaliera che stiamo portando avanti e che ci consentirà di recuperare 250 milioni fermi a Roma".

Quanto ai medici di famiglia, "In Sardegna – ha detto Arru – siamo tutti concordi sul fatto che si lavora tutti insieme per migliorare i percorsi i cura e lavorare nell'ambito di regole valide per tutti. Al Ministero della Salute ho proposto un percorso di qualità dei professionisti, che sia positivo e propositivo e non punitivo".

08 Ottobre 2015

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