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Cure palliative e terapie del dolore. Ecco le regole per l’accreditamento delle Reti di cura


Due documenti distinti definiscono percorsi e requisiti per accreditare le reti in applicazione della Legge 38. I testi sono all’ordine del giorno della prossima Conferenza Stato-Regioni. Prevista la creazione di un organismo di coordinamento regionale che definirà i Piani delle Reti locali. I DOCUMENTI

23 LUG - Creazione di un organismo regionale con funzioni di coordinamento delle Reti cura. È questo il modello proposto da due distinti documento che riguardano l’accreditamento delle Reti per la terapia del dolore e le reti per le cure palliative.
 
Cure palliative. Il documento prevede l’istituzione di un organismo di coordinamento regionale, che consiste in una struttura specificatamente dedicata di coordinamento delle Reti Locali (Aziendali - Interaziendali) di Cure Palliative (CP). Si stima che siano circa 900 mila i cittadini che necessitano di queste terapie.

Si dovrà poi adottare un atto formale di policy che contiene i valori e gli obiettivi di riferimento di medio e lungo periodo in coerenza con le scelte generali della programmazione regionale. Allo stesso tempo ogni regione dovrà dotarsi di una piattaforma informatica regionale alla quale si collegano tutte le strutture appartenenti a ciascuna Rete Locale di Cure Palliative, che mette in condivisione il set minimo di informazioni definite a livello regionale.
In questo quadro dovranno poi essere definiti un set di indicatori qualitativi-quantitativi per il monitoraggio delle attività delle reti locali di cure palliative anche al fine di misurare il soddisfacimento del bisogno di Cure Palliative sulla base degli standard previsti dalla normativa e dalla letteratura scientifica.

Prevista anche l’adozione di un documento contenente linee di indirizzo e criteri omogenei sui percorsi di cura nelle fasi di accesso, valutazione multidimensionale, redazione del Piano di assistenza individuale (PAI), erogazione delle prestazioni e servizi assistenziali di CP inclusi i l monitoraggio e la rivalutazione del PAI
 
A questo punto sarà la Regione o la Asl  con un atto formale a istituire la rete Locale di Cure Palliative secondo li indirizzi regionali.
La Regione o l'azienda sanitaria pubblica secondo gli indirizzi regionali:
- istituisce l'organismo di coordinamento della rete locale (di seguito Organismo di coordinamento) ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni 16 dicembre 2010 (Rep. atti n. 239/CSR), esplicitandone la composizione: coordinatore di rete e referenti delle singole strutture, rappresentativi di tutte le figure professionali coinvolte e di una rappresentanza delle associazioni di volontariato del settore;
 
- identifica le funzioni del Coordinatore e dell'organismo di coordinamento della rete locale per la gestione/funzionamento della Rete; identifica le strutture che compongono la rete (Unità di Cure Palliative domiciliari di base e specialistica, hospice, ambulatori, strutture ospedaliere)
 
La Rete Locale di CP dovrà essere costituita da strutture che si avvalgono di equipe multiprofessionali con personale dedicato. Le equipe delle cure palliative domiciliari, nell'ambito dell'accesso unitario ai servizi, si integrano con le cure domiciliari e con l'assistenza sanitaria di base.
 
Nell'ambito della Rete Locale di CP si adotterà poi una procedura che assicura e documenta programmi di dimissione ospedaliera protetta e/o assistita per garantire la continuità di cura palliativa nel setting assistenziale adeguato (in hospice al domicilio in residenza assistenziale. Anche la a Rete Locale di CP sarà dotata di un sistema informativo per la condivisione dei Piani di Assistenza Individuale (PAI) e la circolazione delle informazioni rilevanti durante i passaggi di consegna, tra i professionisti della Rete relativi ai trasferimenti e i processi di dimissione dei pazienti in setting diversi.
 
Dovrà poi essere redatto un Piano e saranno individuati i punti e i criteri di accesso alla rete e alle sue strutture nonché le modalità di presa in carico del paziente compresi gli ospiti delle strutture residenziali sociosanitarie e nelle strutture di ricovero pubbliche e private accreditate, anche attraverso consulenze specialistiche in regime di degenza (RO, DH, DS); ciò per garantire le cure palliative in coerenza con la normativa nazionale e gli indirizzi regionali.

Sarà definita l'organizzazione del percorso di cura che si realizza dalla segnalazione del caso fino alla sua conclusione assicurando la continuità assistenziale in funzione dell'evoluzione del bisogno. Il Piano identificherà le procedure condivise tra le strutture della Rete per gli aspetti clinico-assistenziali e di supporto ai caregiver e alla famiglia. Dovrà anche essere predisposta la carta dei servizi contenente informazioni per i cittadini inerenti le attività, l'organizzazione, le modalità di accesso alla stessa ed i servizi offerti dalla RLCP anche con il contributo delle associazioni di volontariato e non profit operanti nel settore, assicurandone la divulgazione.
 
Terapia del Dolore.
Anche in questo caso la Regione istituisce la Rete Regionale di Terapia del Dolore che avrà il compito di dettare le linee d’indirizzo per la Rete Locale di terapia del dolore (RLTD) attraverso un organismo di coordimento regionale. Si stima che ogni siano tra gli 800mila e il milione i cittadini che necessitano di queste terapie.
 
Nella Rete Locale di terapia del dolore operano i Centri Specialistici di Terapia del Dolore appartenenti ad "aree territoriali" individuate dall'Organismo di Coordinamento regionale secondo gli indirizzi regionali. Il Centro che avrà funzioni di coordinamento locale, sarà l'Hub di riferimento presente in quell'area territoriale o, laddove non esistente, un centro Spoke, individuato dal Coordinamento regionale sulla base dei livelli di attività clinica erogata.
 
L'Organismo di Coordinamento Funzionale Locale dovrà assolvere, in stretta relazione con il Coordinamento Regionale, ai seguenti compiti:
- Coordinare il sistema di erogazione di terapia del dolore nei Centri dell'area territoriale di riferimento e dei medici di medicina generale (MMG);

- Garantire nell'ambito della Rete, il recepimento e l'attuazione dei PDTA per i malati affetti da dolore acuto (qualora non controllabile dalle terapie comunemente prescritte), persistente, ricorente o cronico.
 
- Promuovere programmi di formazione rivolti agli operatori coinvolti ivi inclusi MMG;
 
- Promuovere sistemi di valutazione e miglioramento della qualità delle prestazioni erogate e dei percorsi di cura da prevedersi nell'ambito del sistema di accreditamento.

23 luglio 2020
© Riproduzione riservata


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