ASL CN2. Campo termale di Valdieri per 18 pazienti con linfedema

ASL CN2. Campo termale di Valdieri per 18 pazienti con linfedema

ASL CN2. Campo termale di Valdieri per 18 pazienti con linfedema
Soddisfazione per l’evento, svolto la scorsa settimana. Trattamenti riabilitativi coniugati ai trattamenti termali. Poi attività di aggregazione e condivisione e incontri di “storytelling”, nonché il coinvolgimento dei medici di base per avvicinarli al problema e affrontare meglio la patologia dei propri pazienti. Ma il campo non si ferma qui: prossimamente incontri trimestrali per aiutare i pazienti ad acquisire maggiore autonomia e selfcare.

“Risultati significativi sono emersi dalle seconda esperienza del Campo Termale di Valdieri”. È con soddisfazione che la Asl Cn2 fa il punto, con una nota, sull’evento che si è svolto la scorsa settimana e ha coinvolto 18 pazienti  selezionati,  tutti affetti da linfedema:   3  uomini, 3  donne con linfedema  primitivo degli arti inferiori, 1 donna con linfedema iatrogeno degli arti inferiori, 1  donna  con linfedema primitivo dell'arto superiore; 10 donne operate  per  carcinoma  della mammella, a cui si sono uniti 1  medico responsabile (il  sottoscritto, responsabile  del suddetto ambulatorio  per  Alba e Bra, fisiatra ed angiologo), 7  terapiste delle  9  dedicate  all'ambulatorio  di riabilitazione linfologia, 1  moglie e  4 mariti accompagnatori, infine 8  medici  di famiglia  che hanno partecipato come  attività formativa. Infine la collaborazione con l’associazione Andos.

Ideatore dell’iniziativa è il fisiatra dell’Asl CN2 Giancarlo Rando, che commenta: “Le parole d’ordine sono: Il guardare alla persona e l’Importanza della condivisione tra chi aiuta e chi chiede aiuto e l’interpretazione empatica del gesto di aiuto. E’ un’esperienza unica in Europa e i risultati sono in termini di miglioramento sono molto importanti. Miglioramenti evidenti si osservano, infatti – prosegue Rando – nella riduzione del volume, riduzione del pannicolo sottocutaneo, c’è un miglioramento della cute, un miglioramento della mobilità articolare in particolare del gomito, soprattutto un miglioramento del percepito della propria condizione fisica”.

Nel corso del campo i pazienti sono stati sottoposti ai trattamenti riabilitativi classici raccomandati dalle linee guida coniugati ai trattamenti termali, acqua, fango e alghe. “Questi trattamenti intensivi per 4 giorni ripetuti anche più volte hanno determinato in ciascun paziente sensibili modificazioni in termini di miglioramento del linfoedema”, riferisce la Asl.

“Crediamo non soltanto grazie al classico trattamento decongestionante complesso ma anche grazie al termalismo. Ed è proprio questo che rende unico questo approccio a livello europeo”, conclude il fisiatra albese.

Dal punto di vista delle altre attività si è dato molto spazio all’aspetto nutrizionale naturale votato alla depurazione, detossificazione e al drenaggio e alla corretta alimentazione. Con il gruppo c’era una chef naturale Cristina Piccarolo che ha preparato ricette del campo e ha fatto lezione in merito.
 
Oltre all’aspetto nutrizionale, molte attività sono state destinate al movimento all’aria aperta. Sin dalle prime ore del mattino e fino al tardo pomeriggio i pazienti si sono impegnati ad attività di movimento comprese attività nell’acqua.

Tanta parte della terapia è dedicata anche alle attività di aggregazione e condivisione e incontri di “storytelling” dal quale sono emersi aspetti emotivi di grande significato. Soprattutto yoga della risata e danza e musicoterapia.

Altra caratteristica del campo, unica nel suo genere, è stato il coinvolgimento di alcuni medici di base che hanno svolto attività formativa mirata per il desiderio di avvicinarsi al problema e poter affrontare meglio la patologia dei propri pazienti.

Ma il campo non si ferma qui. “Prossimamente – illustra ancora Rando – faremo un incontro di followup con gli stessi pazienti che hanno partecipato al campo. Si tratta di incontri che si svolgono trimestralmente. In questi sono previsti confronti tra medici, infermieri, fiosioterapisti e pazienti. Questo per impostare una maggiore autonomia e selfcare dei pazienti. In questi incontri saranno anche introdotte attività sportive come la Dragon Boat e tiro con l’Arco.

17 Giugno 2019

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