Asl Rieti. L’Alcli dona al de’ Lellis apparecchiatura di ultima generazione per la Pressoterapia Sequenziale

Asl Rieti. L’Alcli dona al de’ Lellis apparecchiatura di ultima generazione per la Pressoterapia Sequenziale

Asl Rieti. L’Alcli dona al de’ Lellis apparecchiatura di ultima generazione per la Pressoterapia Sequenziale
Prosegue la collaborazione tra la Asl di Rieti e le Associazioni di volontariato della provincia. Proprio in questi giorni è arrivata all’Unità di Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Ospedale de’ Lellis il nuovo presidio terapeutico utilizzato, in particolare, al benessere della donna operata al seno: si evita infatti il linfedema del braccio, che ad oggi rimane la complicanza precoce e tardiva più frequente dopo un intervento chirurgico o la Radioterapia.

Prosegue la collaborazione tra la Direzione Aziendale della Asl di Rieti e le Associazioni di volontariato della provincia di Rieti. Nei giorni scorsi l’Associazione Alcli Giorgio e Silvia ha donato, alla Unità di Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Ospedale de’ Lellis di Rieti diretta dal dottor Marco Pulcini, una apparecchiatura di ultima generazione per la Pressoterapia Sequenziale.

“Si tratta – spiega la Asl in una nota – di un utilissimo presidio terapeutico utilizzato per l’Edema da ritenzione idrica, Edema da insufficienza venosa, Linfedema primario e secondario, Linfedema post-mastectomia, Edema venoso o linfatico in gravidanza, Sindrome post-trombotica o post-flebitica, Prevenzione della Trombosi Venosa Profonda”.
 
Attraverso tale metodica viene esercitato un massaggio sugli arti,
inferiori e superiori, nella direzione periferia (piede o mano) – centro (anca o spalla), o in termini medici nella direzione distale –prossimale. Esegue un massaggio attraverso un’onda di pressione generata attraverso un’apposita apparecchiatura ed applicata agli arti, tramite particolari terminali (gambali/piedi, bracciali, gambaletti sotto ginocchio, fasce addominali) dotati, al proprio interno, di sacche pneumocompressive che, gonfiandosi, esercitano la pressione desiderata. La modalità di lavoro dell’apparecchio viene chiamata ‘ciclo operativo’ e quello corretto è quello che opera lo svuotamento dell’arto dai fluidi che ristagnano in maniera naturale, fisiologica.

L’apparecchiatura è destinata, in particolare, al benessere della donna operata al seno: si evita infatti il linfedema (accumulo di liquidi nei tessuti) del braccio, che ad oggi rimane la complicanza precoce e tardiva più frequente dopo un intervento chirurgico o la Radioterapia. 

27 Luglio 2018

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