Biella. Paziente con tumore alla prostata operato con la chirurgia laparoscopica

Biella. Paziente con tumore alla prostata operato con la chirurgia laparoscopica

Biella. Paziente con tumore alla prostata operato con la chirurgia laparoscopica
"I vantaggi sono evidenti e ormai consolidati: oltre ad evitare grosse dolorose ferite chirurgiche c’è una riduzione significativa del sanguinamento post-operatorio, del dolore, della degenza ospedaliera con un più veloce ritorno alle normali attività quotidiane”, spiega Stefano Zaramella, Direttore di Urologia dell'Asl di Biella.

È stato dimesso ieri, dopo quattro giorni di degenza, il primo paziente che nei giorni scorsi ha subito, a Biella, un delicato intervento urologico interamente in laparoscopia eseguito dal dott. Stefano Zaramella, neo direttore dell’urologia dell’Asl di Biella. L’intervento, eseguito con l’ausilio di questa tecnica in cui il chirurgo interviene senza dover incidere la cute, è consistito in una una prostatectomia radicale per un tumore della prostata su un paziente particolarmente delicato, che per altro già in passato era stato operato, sempre alla prostata.

“I vantaggi sono evidenti e ormai consolidati – spiega il dott. Zaramella –  la chirurgia laparoscopica oltre ad evitare grosse dolorose ferite chirurgiche determina una riduzione significativa del sanguinamento post-operatorio, del dolore, della degenza ospedaliera con un più veloce ritorno alle normali attività quotidiane. I risultati oncologici sulla cura delle neoplasie sono sovrapponibili alla tecnica a cielo aperto. L'accuratezza delle dissezione chirurgica in laparoscopica consente un generale miglioramento dei risultati funzionali, per esempio nella chirurgia della prostata per tumore contiene i rischi di incontinenza e di deficit erettile”.

Tra le patologie urologiche che possono essere trattate con questa metodica “molte sono di tipo oncologico: in particolare il tumore alla prostata, la neoplasia più diffusa nei maschi, il tumore renale, sia con approccio conservativo che demolitivo. In alcuni casi è possibile intervenire con questa modalità anche per alcune patologie benigne, come la sindrome del giunto pielo-ureterale, le grosse cisti renali e talvolta la calcolosi urinaria”, spiega la Asl di Biella in una nota in cui si ricorda che “la chirurgia laparoscopica è ormai da anni eseguita in chirurgia generale, in ginecologia e più recentemente anche in urologia. L'Ospedale di Biella è dotato delle più moderne tecnologie disponibili in ambito laparoscopico, le sale operatorie esistenti, totalmente integrate, sono concepite proprio per questo tipo di chirurgia”.
 
“L'avvio di questa attività mini invasiva in urologia – ha detto il direttore generale dott. Gianni Bonelli –  rafforza sempre più l’obiettivo che l’Asl di Biella si è posta: ridurre la mobilità passiva dei pazienti biellesi verso altre realtà ospedaliere e far diventare l'ospedale di Biella un centro di riferimento regionale per la chirurgia oncologica urologica”.

17 Maggio 2016

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