Campania. Decreto appropriatezza. All’Asl Napoli 2 Nord Fimmg e Sumai sul piede di guerra

Campania. Decreto appropriatezza. All’Asl Napoli 2 Nord Fimmg e Sumai sul piede di guerra

Campania. Decreto appropriatezza. All’Asl Napoli 2 Nord Fimmg e Sumai sul piede di guerra
La direzione generale dell’Asl ha infatti inviato una nota a tutti i direttori dei distretti sanitari, dei presidi ospedalieri, ai medici di medicina generale, ai responsabili delle strutture territoriali e alle strutture private accreditate nella quale si ribadisce che i medici e i direttori che non si atterranno al decreto potranno essere sanzionati. Immediata la levata di scudi dei sindacati di categoria. 

Decreto appropriatezza: mentre il presidente dell'Ordine dei medici di Napoli Silvestro Scotti incassa rassicurazioni dalla struttura commissariale su modi e tempi di applicazione del decreto Lorenzin in vigore dal 22 gennaio scorso e il ministro convoca per domani i sindacati della Medicina di famiglia facendo intravedere aperture sull'applicazione del decreto in particolare per correggere il tiro dalle le inadeguatezze informatiche del sistema e per alcuni nodi irrisolti nella stesura della norma in Campania c'è la fuga in avanti della Asl Napoli 2 nord.

La direzione generale dell’Asl ha infatti inviato una nota a tutti i direttori dei distretti sanitari, dei presidi ospedalieri, ai medici di medicina generale, ai responsabili delle strutture territoriali e alle strutture private accreditate nella quale si ribadisce che i medici e i direttori che non si atterranno al decreto potranno essere sanzionati. Immediata la levata di scudi dei sindacati di categoria.

"Chiediamo il ritiro immediato di questa nota – dicono i vertici Fimmg di Napoli" riservandosi di agire in tutte le sedi opportune a tutela dei Cittadini e dei Medici della Regione Campania – si tratta di un atto intimidatorio inaccettabile. I leader della Fimmg Napoli Luigi Sparano e Corrado Calamaro ritengono la circolare "offensiva, persecutoria e lesiva per la tutela della salute dei cittadini". "E’ inammissibile – spiegano i medici di famiglia – che si proceda in questo modo in considerazione della mancata regolamentazione da parte della Regione Campania circa la definizione delle condizioni di erogabilità ivi compresi gli indicatori di vulnerabilità sociale e sanitaria".

A fare eco alla posizione della Fimmg è la costola del Sumai dedicata alla medicina di famiglia con in prima fila Giuseppe Tortora e Saverio Annunziata che si dicono pronti ad azioni di protesta e a denunce in sede civile e penale per i casi di ordine pubblico che si stanno verificando in alcune zone della Campania per la mancata corretta comunicazione sulle filiere delle responsabilità che vedono il medico solo attuatore di norme di emanazione nazionale che impattano fortemente sula salute dei cittadini e sugli spazi di azione dei medici. "Non siamo disposti – dice Annunziata – a diventare i capri espiatori di tutto. La politica regionale e nazionale e i commissari delle Asl devono dare le informazioni ai cittadini nei distretti e assumersi la responsabilità di azioni che ci impediscono di fatto di curare a carico del Servizio sanitario i cittadini".

Intanto, il presidente dell’Ordine di Napoli Scotti, a nome della federazione degli Ordini dei medici della Campania e all’indomani dell’incontro con il Commissario Polimeni e il sub commissario D’Amario si dice cautamente ottimista: “Ci sono i presupposti per l’avvio di un dialogo proficuo che valorizzi il contributo degli Ordini dei Medici nel quadro della programmazione sanitaria in Campania. Serviranno, tuttavia, atti concreti”.

Con il commissario Polimeni e il sub commissario D’Amario Scotti ha affrontato anche e soprattutto per affrontare il tema del decreto Lorenzin, con particolare attenzione ai problemi che questo determina in aree disagiate e martoriate come Terra dei Fuochi. “Ho ricevuto – spiega Scotti – importanti rassicurazioni. La struttura commissariale ha richiesto anche che si avvii un dialogo serrato che possa valorizzare il ruolo degli Ordini nell’interesse della salute dei cittadini. E’ chiaro che fughe in avanti come quelle del commissario Antonio D’Amore che insiste in un territorio che interessa proprio una fetta importante dei 55 Comuni censiti i Terra dei Fuochi segna un grave scollamento tra la struttura commissariale e la gestione dei territori e complica non poco il lavoro di programmazione della Regione rappresentando addirittura un intralcio ai proficui rapporti avviati con i commissari e con il governatore stesso”.
 
Ettore Mautone
 

Ettore Mautone

11 Febbraio 2016

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