Care leavers: verso la maggiore età in autonomia. Stanziati 360.000 euro per aiutare i giovani vissuti in comunità o in affido eterofamiliare

Care leavers: verso la maggiore età in autonomia. Stanziati 360.000 euro per aiutare i giovani vissuti in comunità o in affido eterofamiliare

Care leavers: verso la maggiore età in autonomia. Stanziati 360.000 euro per aiutare i giovani vissuti in comunità o in affido eterofamiliare
Il percorso “Care leavers” prevede una serie di iniziative di sostegno per questi ragazzi e ragazze per i 3 anni successivi al compimento del loro diciottesimo anno d’età. L’obiettivo è aiutare i neomaggiorenni a costruirsi gradualmente un futuro e “diventare adulti" dal momento in cui escono dal sistema di tutele. Spinelli: "I primi anni di sperimentazione sono stati positivi, questo terzo anno ci incoraggia a ipotizzare ulteriori scenari di crescita del progetto”.

“Coloro che hanno perso gli affetti familiari”. E’ questa la traduzione letterale del termine “Care leavers”, scelto per il progetto di accompagnamento all’autonomia nell’età adulta dei giovani vissuti in comunità residenziali o in affido eterofamiliare a seguito di un provvedimento dell'autorità giudiziaria. A questi giovani che diventano maggiorenni senza poter vivere con i loro genitori, la Regione dedica dal 2019 un percorso sperimentale di accompagnamento verso l’autonomia, un progetto la cui terza annualità è stata approvata dalla giunta su proposta dell’assessora alle politiche sociali Serena Spinelli.

Il percorso "Care leavers" prevede una serie di iniziative di sostegno per questi ragazzi e ragazze per i 3 anni successivi al compimento del loro diciottesimo anno d’età. L’obiettivo generale del progetto è quello di “accompagnare i neomaggiorenni all’autonomia attraverso la creazione di supporti necessari per consentire loro di costruirsi gradualmente un futuro e di diventare adulti dal momento in cui escono dal sistema di tutele”, spiega la Regione in una nota.

“E’ un progetto sperimentale di grande valenza – commenta Serena Spinelli – perché va a sostenere giovani che, per il loro percorso di vita, hanno una necessità concreta di un accompagnamento verso le responsabilità e le potenzialità che emergono a partire dalla maggiore età, con percorsi di autonomia rispettosi delle loro caratteristiche e aspirazioni, ampliando le opportunità e sviluppando competenze”.

“I primi anni di sperimentazione sono stati positivi – prosegue l'assessora -questo terzo anno ci incoraggia a ipotizzare ulteriori scenari di crescita del progetto: pensiamo infatti che il progetto vada ampliato progressivamente sul territorio regionale e reso più strutturale, per diventare un riferimento anche per altri giovani che provengano da percorsi di affidamento o di comunità e che si trovino, all’avvento della maggiore età, con maggiori difficoltà a gestire in autonomia le proprie scelte di vita”.

L’iniziativa, promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale per la lotta alla povertà, con il supporto di Istituto degli Innocenti, ha avuto da subito l’adesione della Regione Toscana, e dalla prima edizione del programma ad oggi sono stati coinvolti nella sperimentazione 30 tra ragazzi e ragazze, che si sono incontrati nella Youth conference regionale lo scorso 31 maggio, per conoscersi e confrontarsi: proprio gli aspetti dello scambio, della partecipazione, dell’autonomia e il tema del “metterci te stesso” sono stati al centro delle loro riflessioni.

Il tutor per l'autonomia è la figura individuata per sostenere le finalità e gli obiettivi della sperimentazione nazionale e dei progetti individualizzati. Il tutor si integra nella rete di relazioni del ragazzo e della ragazza, collabora con l'assistente sociale e favorisce la realizzazione delle azioni previste nel progetto individualizzato all’interno del quale sono previste anche misure mirate di sostegno (borse per l’autonomia, reddito di cittadinanza).

Il budget disponibile è di circa 360.000. In questa fase di sperimentazione il progetto coinvolge tre ambiti territoriali: il Comune di Firenze, la Zona Piana di Lucca, la Società della Salute di Grosseto. Il progetto è iniziato nel 2019. Nella prima annualità sono stati inseriti in sperimentazione ragazzi e ragazze che compivano il diciottesimo anno di età nel 2019 nella seconda quelli che diventavano maggiorenni nel 2020, nella terza quelli che lo diventeranno nel 2021.

24 Giugno 2021

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