Carenza di organico e di Dpi. L’Opi di Trento insorge, ma avanza anche proposte per la Fase 2

Carenza di organico e di Dpi. L’Opi di Trento insorge, ma avanza anche proposte per la Fase 2

Carenza di organico e di Dpi. L’Opi di Trento insorge, ma avanza anche proposte per la Fase 2
Al 30 aprile 2020, in Trentino, risultavano 219 infermieri contagiati da Covid-19. "Molti di questi contagi sono imputabili proprio alla carenza dei Dpi”, spiega il Presidente dell’Opi, Daniel Pedrotti, che evidenzia come in questa situazione il personale restante in servizio è stato costretto a coprire turni di lavoro anche da 12-16 ore e per più giorni consecutivi. Tra le proposte, la sperimentazione di modelli organizzativi di presa in carico a livello territoriale costituiti da micro – equipe composte da medici di medicina generale, infermieri e altre professioni. E poi l’istituzione dell’infermiere di famiglia e di comunità

In più di una occasione l’Ordine degli Infermieri della Provincia Autonoma di Trento ha manifestato al Presidente Maurizio Fugatti, e all’Assessore alla salute, Stefania Segnana, forte preoccupazione per le dotazioni di personale infermieristico sottodimensionate, in particolare nelle residenze  sanitarie assistenziali provinciali, e per la carenza dei sistemi protettivi individuali per i professionisti sanitari.

“Cominciamo nel dire che in Trentino al 30 aprile 2020, secondo dati INAIL, gli infermieri contagiati da Covid-19 nel posto di lavoro risultano essere 219. Molti di questi contagi sono imputabili proprio alla carenza e all’inadeguatezza dei dispositivi di protezione e alle indicazioni non sempre tempestive ed univoche”, spiega il Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trento Daniel Pedrotti.

Il personale infermieristico, in particolare delle RSA, che in questi mesi è risultato assente dal lavoro per malattia Covid-19, secondo l’ordine degli infermieri di Trento, ha “obbligato” il personale in servizio a coprire turni di lavoro anche da 12-16 ore e per più giorni consecutivi. Vista la riduzione di personale fra carenze pre-esistenti e malattia, questa logica di compensazione, ha messo a dura prova non solo la tenuta psicofisica degli infermieri e degli operatori socio-sanitari, ma ha posto in pericolo anche i pazienti se si considera che con l’innalzamento delle condizioni di stanchezza e stress si alza il margine di errore da parte dell’operatore sanitario.

“Siamo entrati formalmente nella fase due e come Ordine delle Professioni Infermieristiche – scandisce il Presidente Pedrotti –  vorremmo dare il nostro contributo attraverso alcune proposte che dovranno rispondere alla convivenza forzata con il virus SARS-CoV2 e, contestualmente, ai bisogni di salute dei cittadini con patologie croniche. Che si faccia riferimento o meno all’attuale emergenza sanitaria, è ormai certo che l’assistenza territoriale basata su prevenzione, prossimità ed iniziativa, ha un ruolo centrale nel governo e nella risposta ai bisogni di salute dei cittadini”.  

Le proposte formulate dal Presidente Pedrotti all’amministrazione provinciale di Trento riguardano la sperimentazione di modelli organizzativi di presa in carico a livello territoriale costituiti da micro – equipe composte da medici di medicina generale, infermieri e altre professioni che lavorano in sinergia nel rispetto delle singole professionalità, dotate (queste equipe) di strutture funzionali con tecnologie al passo con i tempi e sistemi di digitalizzazione.

Inoltre, Opi Trento propone l’istituzione dell’infermiere di famiglia e di comunità come previsto nel Patto per la Salute 2019-2021: trattasi di una figura innovativa per contrastare le disuguaglianze, riavvicinare il sistema sanitario ai cittadini portandolo nelle loro case, aumentare la capacità di presa in carico delle persone con malattie croniche e non autosufficienti.  

L’ Ordine, infine, chiede di avviare un tavolo per elaborare un nuovo modello per la definizione delle dotazioni infermieristiche, basato sulla complessità assistenziale nelle RSA, che in questo momento hanno mostrato tutta la loro fragilità. Le RSA accolgono ospiti con bisogni sanitari e assistenziali complessi, pertanto è necessaria una profonda revisione.

“Gli infermieri trentini – afferma il Presidente Pedrotti – il 2020 “Anno Internazionale dell’Infermiere”, rappresenta l’opportunità per concretizzare politiche lungimiranti attraverso un processo condiviso con tutti gli attori coinvolti per sperimentare modelli di presa in carico innovativi che tengano conto delle competenze degli infermieri e del loro potenziale e che non potranno prescindere da una loro reale valorizzazione professionale oltre che economica”.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

11 Maggio 2020

© Riproduzione riservata

Campania. A Napoli due giorni di visite ed esami gratis e senza prenotazioni in piazza
Campania. A Napoli due giorni di visite ed esami gratis e senza prenotazioni in piazza

Il 24 e 25 ottobre dalle ore 09:30 alle ore 18:00 Piazza del Plebiscito ospiterà la quinta edizione di Salute per tutti- giornate napoletane della salute e benessere. Sarà possibile...

Fine Vita. In Umbria è legge, via libera a maggioranza in Consiglio
Fine Vita. In Umbria è legge, via libera a maggioranza in Consiglio

La proposta di legge di iniziativa popolare “Disposizioni per l’assistenza sanitaria regionale alla morte volontaria medicalmente assistita mediante autosomministrazione di farmaco letale” diventa legge in Umbria. L’Assemblea Legislativa l’ha approvata...

Denatalità. In Toscana 20mila nascite nel 2025, tasso di natalità dimezzato in 17 anni. Regione lancia misure
Denatalità. In Toscana 20mila nascite nel 2025, tasso di natalità dimezzato in 17 anni. Regione lancia misure

Dieci milioni di euro per sostenere la natalità e rafforzare il welfare regionale. È il progetto “Si nasce in Toscana”, annunciato dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che prevede...

Lombardia. Alloggi a canone calmierato per il personale sanitario: accordo tra Asst Lariana e Aler
Lombardia. Alloggi a canone calmierato per il personale sanitario: accordo tra Asst Lariana e Aler

Quattordici alloggi a canone calmierato per aiutare il personale sanitario a trovare casa nel territorio comasco. È questo l’obiettivo dell’accordo sottoscritto da Asst Lariana e Aler Varese, Como, Monza Brianza...