Coronavirus. A Bolzano coprirsi naso e bocca diventa obbligatorio. Kompatscher firma ordinanza

Coronavirus. A Bolzano coprirsi naso e bocca diventa obbligatorio. Kompatscher firma ordinanza

Coronavirus. A Bolzano coprirsi naso e bocca diventa obbligatorio. Kompatscher firma ordinanza
La nuova ordinanza contiene linee guida su mascherine, commercio al dettaglio, volontariato nelle case di riposo e misure più severe per la protezione. Per coprirsi naso e bocca, quando si esce di casa o si incontrano altre persone, si può usare una sciarpa, uno scaldacollo, un foulard, una maschera protettiva o cucita artigianalmente. E gli studenti maggiorenni dell’ultimo anno delle scuole per le professioni sociali diventano reclutabili su base volontaria per prestare servizio nelle Rsa (accumulando credito scolastico). L'ORDINANZA

Da oggi, nella PA di Bolzano, è obbligatorio coprirsi naso e bocca quando si hanno contatti con altre persone. Lo prevede la nuova ordinanza (n. 18 del 6 aprile 2020) firmata dal presidente della Provincia Arno Kompatscher. L’atto contiene linee guida su mascherine, commercio al dettaglio, volontariato nelle case di riposo, riunioni virtuali dei consigli comunali e comunità comprensoriali e misure più severe per la protezione contro il nuovo coronavirus.
 
Dunque, quella che finora era stata una semplice raccomandazione diventa ora un obbligo. “Da martedì 7 aprile sarà obbligatorio per tutti gli altoatesini coprire la bocca e il naso quando si svolgono attività o movimenti consentiti al di fuori della propria abitazione e quando si ha contatto con altre persone”, chiarisce il presidente in una nota diramata ieri. Questa regola vale per tutte le persone in Alto Adige sopra i due anni di età, e sempre quando si incontrano altre persone, anche al chiuso, ad esempio quando si fa la spesa o si lavora.


 


Il rispetto di questa prescrizione sarà controllato e, se necessario, eventualmente sanzionato con una multa. Le multe per inadempienza sono quelle previste per tutte le altre violazioni delle misure preventive contro la diffusione del Covid-19.
Per coprirsi si può usare una sciarpa, uno scaldacollo, un foulard, un fazzoletto da collo, una maschera protettiva o anche una maschera cucita artigianalmente.


 


Restano comunque in vigore tutte le altre istruzioni per gli spostamenti all'aperto: ad esempio di muoversi da soli, mantenere la distanza dalle altre persone e lavarsi le mani frequentemente.
 
"Sta a noi decidere se restare a casa per un altro mese o indossare diligentemente la mascherina per poter entrare presto in un'altra fase con meno restrizioni”, sottolinea il presidente nella nota.
 
Nell'ordinanza si raccomanda ai sindaci di verificare la necessità di eventuali misure aggiuntive per contenere la diffusione del nuovo coronavirus nel loro Comune. Tali misure supplementari dovrebbero essere adottate dai sindaci se il numero di infezioni nella loro comunità è in forte aumento, se la densità della popolazione è particolarmente elevata o se i cittadini non si attengono alle misure prescritte. Le misure adottate non devono tuttavia porsi in contrasto a quelle già disposte con le ordinanze presidenziali per quanto concerne l’attività motoria consentita e i dispositivi di protezione individuale. Inoltre, i Comuni devono notificare le loro misure supplementari al presidente della Provincia e al Commissario del Governo.
 
Una novità riguarda gli operatori del commercio al dettaglio che hanno il permesso di vendere alimenti e prodotti di prima necessità anche in tempi di coronavirus. L'ordinanza consente loro la vendita di articoli di cartoleria e di altri oggetti di consumo giornaliero, a condizione che la vendita di tali ultimi oggetti sia assolutamente marginale rispetto alla vendita dei generi alimentari e di prima necessità.
 
Ad integrazione dell’ordinanza n.11/2020, il provvedimento include tra il personale reclutabile su base volontaria anche gli studenti maggiorenni dell’ultimo anno delle scuole professionali per le professioni sociali. Il periodo di attività prestato presso le residenze per anziani (RSA) o altre strutture sociosanitarie è considerato, in sede di valutazione formativa finale, quale credito scolastico.

07 Aprile 2020

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