Coronavirus. Fase 2, Anaao Piemonte: “Si rischia un picco 2 anche peggiore del picco 1”

Coronavirus. Fase 2, Anaao Piemonte: “Si rischia un picco 2 anche peggiore del picco 1”

Coronavirus. Fase 2, Anaao Piemonte: “Si rischia un picco 2 anche peggiore del picco 1”
In vista dell’allentamento delle restrizioni anticontagio, il sindacato della dirigenza medica esprime preoccuzione. “il contagio pare attenuato e gli sforzi della popolazione non sono stati vani. Ma per la Fase 2 non siamo pronti”. Tra i dubbi dell’Anaao, la carenza di mascherine, la mancata copertura di test per identificare tempestivamente le positività. E poi, “dove isoliamo i positivi? Gli ospedali continueranno una gestione mista o ci saranno ospedali riservati per i pazienti Covid? Ci saranno Rsa Covid? E le Usca”.

“La cosiddetta fase due ci preoccupa, e molto. Perché il rischio è che alla fase 2 coincida il picco 2. Che potrebbe essere peggiore del picco 1”. Ad esprimere la posizione è l’Anaao Assomed Piemonte, che riconosce che il contagio appaia “attenuato e gli sforzi della popolazione, da settimane in lockdown, non sono stati vani”. Ma per l’Anaao Assomed Piemonte non è ancora arrivato il momento di entrare nella Fase 2. “Se ci fosse un piano chiaro e certezze, potremmo forse pensare davvero alla fase 2.  Ma mancano, come manca una chiara definizione dei ruoli”, afferma il sindacato.


 


Per l’Anaao Piemonte le criticità che “sono indispensabili risolvere prima di pensare a una riapertura delle attività” sono:


1. “Chi decide: l’Assessorato, l’Unità di Crisi, la Task Force o il Comitato Tecnico Scientifico? I ruoli e le responsabilità devono essere ben chiari. Ora così non è. L’Unità di Crisi, nonostante tutti i gravissimi errori, è ancora al suo posto, lievemente integrata e con un appoggio della Task Force. E’ necessario che la fase due sia gestita diversamente dalla catastrofica fase uno, che le persone cambino e la catena di comando sia precisa”.


2. “DPI: abbiamo sufficienti maschere chirurgiche per renderle obbligatorie a tutta la popolazione? E DPI negli ospedali? Alle Molinette mancano i camici, quasi ovunque in Piemonte nei reparti “puliti“ i sanitari indossano solo maschere chirurgiche, una per turno. Poiché non c’è nulla di certamente pulito, e nessun paziente certamente non infettivo, tutti i sanitari dovrebbero avere le filtranti, almeno 2 al giorno: oggi non è così, non è così da 2 mesi, sarà così tra 10 giorni?”

3. Tamponi: il 23 aprile in Piemonte sono stati fatti  6.457 tamponi. Ma se pensiamo di riaprire dobbiamo prevedere di essere in grado, con assoluta certezza, di fare i tamponi a tutti i sintomatici e soprattutto ai loro contatti, per isolare immediatamente i casi e impedire la diffusione del contagio. Saremo in grado? Dopo linee guida, protocolli e circolari sono ancora in ritardo perfino i tamponi ai sanitari sul territorio, che possono aspettare giorni prima di sapere se sono positivi e se possono aver contagiato colleghi e pazienti”.

4. Dove isoliamo i positivi? Vorremmo sapere con precisione le strutture (alberghi?) che ospiteranno i sintomatici e i positivi, poiché il contagio familiare è frequente e rischioso”.

5. “Dobbiamo essere in grado di ricostruire i contatti. Lo siamo?”

6. “Gli ospedali continueranno una gestione mista, di pazienti COVID e non COVID, o saranno previsti ospedali riservati per i pazienti COVID? Che progetti ci sono per Verduno e le OGR? Oggi in molti presidi non è garantita una netta suddivisione dei percorsi in puliti e sporchi (es. DEA Ciriè). Riusciremo a crearla?”

7. “Abbiamo aperto delle RSA solo COVID? Quante ne apriremo? Quando?”

8. “Le USCA devono prevedere 1 medico e 1 infermiere ogni 50.000 abitanti, 7/7 giorni per 12 ore: sono state tutte attivate adeguatamente? I Sisp sono stati potenziati? Abbiamo il personale sufficiente e qualificato per il contact tracing?”

9.  "L’ampio e spinoso capitolo della riapertura delle attività negli ospedali: riprenderanno le visite ambulatoriali e gli interventi chirurgici di elezione? Come?”
 
Insomma, per l’Anaao Piemonte alla Fase 2 “oggi non siamo pronti. Siamo ben lontani dall’essere pronti”. Però si pensa di riaprire. Allora l’Anaao si chiede se “sapranno i decisori essere altrettanto lucidi, come quando si invocò la zona rossa? Chiediamo ancora una volta che le priorità di salute della popolazione siano messe davanti a tutto, e che si riapra solo se si è in grado di evitare una nuova ondata di contagi e di morti”.

27 Aprile 2020

© Riproduzione riservata

Quote premiali Ssn 2025. Ripartiti 341,3 milioni alle Regioni. A Liguria e Campania le somme maggiori
Quote premiali Ssn 2025. Ripartiti 341,3 milioni alle Regioni. A Liguria e Campania le somme maggiori

Via libera definitivo alla ripartizione tra Regioni e Province autonome delle quote premiali del Servizio sanitario nazionale relative al 2025. È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 settembre il...

Progetto Tobia, così la ASL Roma 1 facilita l’accesso alle cure per le persone fragili
Progetto Tobia, così la ASL Roma 1 facilita l’accesso alle cure per le persone fragili

Il progetto Tobia è un percorso assistenziale dedicato alle persone con gravi difficoltà cognitive o relazionali, pensato per facilitare l’accesso a prestazioni diagnostiche e terapeutiche necessarie a prevenire e curare...

Regione Lazio e Spallanzani prorogano al 10 ottobre i termini per partecipare al Corso di formazione per Dg
Regione Lazio e Spallanzani prorogano al 10 ottobre i termini per partecipare al Corso di formazione per Dg

La Regione Lazio e l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” IRCCS hanno prorogato al 10 ottobre 2026 i termini per la presentazione delle domande di partecipazione all’edizione 2026...

Morbillo, 12 casi in Liguria dal 1° settembre. Nicolò: “Prevenire, vaccinare, informare”
Morbillo, 12 casi in Liguria dal 1° settembre. Nicolò: “Prevenire, vaccinare, informare”

Sono 12 i casi di morbillo registrati in Liguria dal 1° settembre: 2 al Gaslini, 3 a Sanremo, 6 all’Azienda Ospedaliera Metropolitana e 1 a Savona. Due riguardano bambini, mentre...