Coronavirus. Regione stanzia 61 milioni per gli operatori della sanità

Coronavirus. Regione stanzia 61 milioni per gli operatori della sanità

Coronavirus. Regione stanzia 61 milioni per gli operatori della sanità
Manuela Lanzarin ha incontrato ieri le rappresentanze sindacali dei lavoratori del Comparto e della Dirigenza Medica. “Quantificare la gratitudine è la cosa più difficile del mondo, perché non c’è cifra che possa rappresentare fino in fondo il nostro grazie a questi lavoratori. Questi 61 milioni sono tra i denari meglio spesi di sempre e se riusciremo a far emergere ulteriori disponibilità non ci sarà alcun ostacolo a utilizzarle”, ha detto a margine dell’incontro.

“Per tradurre anche in concreto la gratitudine al personale della sanità per i grandi sacrifici sostenuti nel combattere in prima fila l’emergenza coronavirus”, la Regione Veneto mette sul piatto 61 milioni di euro, da erogare “il prima possibile, dopo aver concordato criteri e modalità dell’intera operazione in successivi incontri”. Ad annunciarlo una nota dell’Assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin, a margine di un incontro con le rappresentanze sindacali dei lavoratori del Comparto e della Dirigenza Medica.
 
“Quantificare la gratitudine – ha detto la Lanzarin alla fine degli incontri – è la cosa più difficile del mondo, perché non c’è cifra che possa rappresentare fino in fondo il nostro grazie a questi lavoratori che, oltre alla grande professionalità, hanno gettato in campo un coraggio e un’abnegazione che rimarranno nella storia della sanità veneta. Questi 61 milioni sono tra i denari meglio spesi di sempre e se riusciremo a far emergere ulteriori disponibilità non ci sarà alcun ostacolo a utilizzarle”.
 
Durante gli incontri, spiega la nota, si è concordato sul fatto che la riorganizzazione messa in campo per fronteggiare Covid-19 abbia comportato un rilevante incremento del lavoro del personale e l’aumento delle unità di addetti impegnati ogni giorno a curare i malati, con un notevole impatto sulle condizioni operative di tutti i lavoratori, in particolare quelli impegnati nei reparti, nei servizi di assistenza ai pazienti e in attività comunque collegate all’emergenza coronavirus.
 
Le leve retributive da utilizzare, spiega ancora la nota, “sono di tipologie varie, e sono state concordemente valutate”. I criteri di ripartizione del fondo totale tra la dirigenza medica e il personale del comparto saranno ora approfonditi e condivisi in un successivo verbale, così come le modalità per l’erogazione delle risorse.
 
“Lavoreremo da subito con i sindacati per arrivare a erogare le somme nei tempi più brevi – ha aggiunto la Lanzarin – e nel frattempo mi auguro che anche a livello nazionale si traduca in concreto un incremento delle risorse disponibili. Gli strumenti ci sono, e sono contenuti in una serie di proposte già inviate dalla Conferenza dei Presidenti e delle Province Autonome al Governo, in particolare in alcuni emendamenti la cui celere approvazione in sede parlamentare è assolutamente irrinunciabile”.
 
Si tratta, conclude la nota, secondo gli atti depositati dalle Regioni, di destinare le risorse già stanziate dall’articolo 1 del decreto legge 18/2020 non solo per la remunerazione delle ore di straordinario, ma anche per finanziare specifiche indennità contrattuali e riconoscerne i benefici non solo al personale sanitario, ma anche ai tecnici e agli amministrativi impegnati direttamente o indirettamente nel contrasto all’emergenza; di incrementare non solo i fondi delle condizioni di lavoro, ma anche i fondi che remunerano la produttività; di superare, con riferimento alle risorse aggiuntive consentite alla Regioni, i vincoli in materia di spesa per il personale dalle norme attuali; di rendere possibile per le Regioni di prevedere ulteriori risorse, fino al doppio di quelle già previste nelle tabelle nazionali.

29 Aprile 2020

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