Coronavirus. Sindacati medici e dirigenza sanitaria: “Vogliamo più tutele sanitarie ed economiche”

Coronavirus. Sindacati medici e dirigenza sanitaria: “Vogliamo più tutele sanitarie ed economiche”

Coronavirus. Sindacati medici e dirigenza sanitaria: “Vogliamo più tutele sanitarie ed economiche”
La lettera firmata da undici diverse sigle della dirigenza del Servizio sanitario regionale per chiedere maggiori tutele e “risorse corrispondenti all’enorme impegno profuso” dagli operatori in campo contro il coronavirus. “È inaccettabile e politicamente miope che la classe politica lombarda non prenda, nelle sedi opportune, a partire da quelle Regionali e arrivando a quelle Nazionali, una chiara e decisa iniziativa per tutelare i propri lavoratori con misure specifiche, in termini di sicurezza ed economici”, scrivono i dirigenti del Ssr.

“La Lombardia rappresenta la regione maggiormente colpita dalla calamità Covid-19 di tutto il Paese e il suo personale sanitario sta svolgendo un lavoro senza sosta da mesi. A livello regionale e nazionale sono diverse e divergenti le opinioni su quali siano le misure a tutela dei lavoratori da mettere in campo e le risorse disponibili, da predisporre in favore di Aziende ed Enti del Servizio Sanitario Regionale. La certezza è che le misure stabilite non siano adeguate alle circostanze e agli enormi sforzi compiuti”.


 


Così l’Anaao Lombardia spiega le ragioni che hanno indotto undici sigle della Dirigenza del Servizio sanitario regionale della Lombardia (Anaao Assomed – Cimo – Aaroi-Emac – Fp Cgil Medici E Dirigenti Ssn – Fvm Federazione Veterinari E Medici – Fassid (Aipac-Aupi-Simet-Sinafo-Snr) – Cisl Medici – Fesmed – Anpo- Ascoti-Fials Medici – Uil Fpl Coordinamento Nazionale Delle Aree Contrattuali Medica, Veterinaria Sanitaria– Fedirets) a scrivere una lettera indirizzata a Parlamentari e Consiglieri Regionali Lombardi.
 
“È inaccettabile e politicamente miope – si legge nella lettera – che la classe politica lombarda non prenda, nelle sedi opportune, a partire da quelle Regionali e arrivando a quelle Nazionali, una chiara e decisa iniziativa per tutelare i propri lavoratori con misure specifiche, in termini di sicurezza ed economici, che non possono essere parametrate in quantità e criteri a quelle delle altre Regioni, come se le dimensioni del problema fossero di pari entità. Le cifre messe a disposizione a livello Nazionale sono in assoluto insufficienti e inadeguate e di conseguenza la quota di competenza della nostra Regione è poca cosa rispetto all’abnegazione e allo stress psichico e fisico che i colleghi stanno affrontando. In termini concreti si parla di circa 250 euro a testa per un impegno e un rischio che non hanno precedenti nella storia repubblicana”.

I dirigenti del Ssr chiedono, dunque, che “vengano stanziate risorse corrispondenti all’enorme impegno profuso, costituendo un fondo a carico della retribuzione di risultato la cui distribuzione terrà ovviamente conto del diverso impegno e rischio a livello delle varie Aziende ed Enti del Servizio Sanitario Regionale conseguenti all’emergenza COVID. La quantificazione proposta è di circa 45 milioni comprensivi di oneri (corrispondenti per la dirigenza a circa 2500 euro pro capite al lordo degli oneri riflessi)".
 
E poi “il riconoscimento di un necessario periodo di riposo biologico da programmare superata la fase dell’emergenza con opportuno turnover del personale che ha lavorato fino ad oggi in condizioni di elevatissimo stress psicofisico, considerando anche il necessario isolamento dalle proprie famiglie”.
 
“Chiediamo di assumere tutte le opportune azioni e di adottare tutti i necessari provvedimenti legislativi affinché venga riconosciuto il carattere assolutamente eccezionale del rischio e del disagio lavorativo in cui versa il personale che opera nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche lombarde e in particolare la dirigenza, sanitaria e non, che sta pagando in prima persona anche con un triste e ingiustificabile tributo di vite umane”, commenta  Stefano Magnone, Segretario Regionale Anaao Assomed Lombardia.

17 Aprile 2020

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