Nella Lombardia martoriata dal covid tra marzo e luglio 2020, c’è stato anche qualche territorio che non è stato travolto dall’onda pandemica. Da un’indagine del DIBIC L.Sacco dell’Università di Milano che ha coinvolto su base volontaria oltre duemila cittadini risulta che nella prima grande ondata della Covid-19 in Vanzaghello, un comune situato al confine nord occidentale della Città metropolitana di Milano, risulta infatti che fino a luglio l’infezione solo il 3,5% della popolazione locale aveva sviluppato gli anticorpi, quindi era entrata in contatto con il virus.
“A luglio – dichiara il Professor Massimo Galli, che ha coordinato lo studioGalli – nessuno dei 161 tamponi attuati è inoltre risultato positivo, il che fa pensare che l’infezione fosse diventata molto rara o addirittura fosse ormai quasi assente”.
L’indagine sulla diffusione del SARS-CoV-2 nel Comune di Vanzaghello, offerta gratuitamente alla popolazione e attuata dal 2 al 19 luglio scorsi, ha visto l’adesione, su base volontaria, di 2.152 cittadini (pari al 41% del totale degli abitanti).
Positive al test rapido per IgG anti SARS-CoV-2 sono risultate in tutto 75 persone. “Si può quindi affermare che da marzo a luglio ad entrare a contatto con il virus sia stato il 3,5% dei residenti testati a Vanzaghello”, spiega una nota che illustra i dati in sintesi.
Tra coloro che sono risultati positivi agli anticorpi, il 53,3 % non ha segnalato nei mesi precedenti l’esecuzione del test alcun sintomo attribuibile a COVID-19, “a confermare che le persone che contraggono l’infezione e la superano senza manifestare alcun sintomo – i cosiddetti asintomatici- sono una parte molto importante del totale degli infettati” evidenzia la nota.
La ricerca del virus mediante analisi molecolare, attuata nel secreto naso-faringeo ottenuto mediante tampone in tutti i 75 positivi per IgG e in un campione di 96 persone scelte casualmente, non ha riscontrato alcuna positività. “Si può quindi affermare – ha dichiarato Galli – che l’ondata iniziale dell’epidemia abbia colpito quest’area della Lombardia assai meno di altre, ma soprattutto che dopo il lockdown la circolazione di SARS-CoV- 2 fosse assai limitata o assente. Tocca quindi fare ogni sforzo per preservare la popolazione locale da altri eventuali attacchi del virus in questo nuovo difficile momento”.
I dati di Vanzaghello verranno analizzati e confrontati quelli raccolti negli altri comuni lombardi coinvolti nel progetto del DIBIC L.Sacco, che hanno visto il riscontro di prevalenze – cioè di percentuali di cittadini che hanno superato l’infezione – assai diverse da luogo a luogo, dal 23% di positivi agli anticorpi di Castiglione d’Adda, nel Lodigiano, al 17% di Suisio in provincia di Bergamo, fino al 5% di un comune, Carpiano, situato nell’estremo opposto della Città Metropolitana di Milano rispetto a Vanzaghello.